Sei un “contatto stretto” asintomatico e vuoi accorciare la quarantena? Ecco perché non puoi fare prima il tampone

L’ultima circolare del Ministero della Salute ha aggiornato i termini delle quarantena, dell’isolamento e dell’esecuzione del tampone per i positivi sintomatici, gli asintomatici e per i cosiddetti “contatti stretti”, ovvero quelle persone che sono state vicino a individui poi risultati infetti. In quest’ultimo caso è importante effettuare il test molecolare al decimo giorno e non prima, per provare ad accelerare i tempi: in caso di risultato negativo, non è detto che il virus non ci sia e che tu non sia contagioso.
Kevin Ben Alì Zinati 20 Ottobre 2020
* ultima modifica il 20/10/2020

Sai come funziona e quanto dura la quarantena se risultati un “contatto stretto”? Se sei venuto in contatto con un caso positivo ma sei asintomatico, sai quando dovresti fare il tampone per poter tornare in mezzo alle altre persone? L’ultima circolare del Ministero della Salute di fatto ha aggiornato i termini dell’isolamento, della quarantena e dell'esecuzione del tampone anche per i cosiddetti contatti stretti asintomatici. Proprio il fattore tempo legato all’esecuzione del prelievo è ciò che non devi assolutamente sottovalutare. Potresti infatti pensare che un tampone risultato negativo ma eseguito prima dei dieci giorni di quarantena possa bastare per liberarti: "il test è negativo, il virus nell'organismo non c’è quindi non sono contagioso". Questo, però, non può e non deve funzionare. Ti spiego perché.

Isolamento e quarantena

Il tampone per uscire dalla quarantena deve essere necessariamente effettuato il decimo giorno dall’inizio di questo periodo. Che, appunto, non non devi confondere con l’isolamento. La circolare del Ministero della Salute, infatti, specifica che:

  • l’isolamento si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità
  • la quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo

L’obiettivo della quarantena, dunque, è quello di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi nella persona che è stata “a stretto contatto” con un positivo e , nel caso, identificare tempestivamente nuovi casi.

I tempi dei contatti stretti 

La circolare del Ministero della Salute datata 12 ottobre ha ridefinito i limiti temporali della quarantena in caso in cui fossi un contatto stretto asintomatico: se dunque fossi stato vicino per un certo periodo di tempo a un caso poi rivelatosi positivo al Coronavirus oppure se avessi ricevuto una notifica dell’App Immuni.

In questi casi dovresti dunque restare in casa:

  • o 14 giorni dall’ultima esposizione al soggetto risultato poi positivo
  • o 10 giorni dall’ultima esposizione, con un test antigenico o molecolare risultato negativo effettuato il decimo giorno.

Non prima del decimo giorno 

Se fossi in quarantena da asintomatico, come dicevo all’inizio, potresti voler accorciare i tempi magari con un tampone effettuato in privato e prima del fatidico decimo giorno. Il che, però, non è possibile. Avrai sentito, infatti, che il Coronavirus ha un tempo di incubazione. Si tratta di un periodo in cui il virus è sì all’interno del tuo corpo ma non risulta attivo: è un lasso di tempo che l’infezione impiega per accendersi.

L'isolamento è per le persone infette la quarantena è per i contatti stretti a individui risultati positivi

E il tampone molecolare è un test che certifica la presenza di Sars-Cov-2 nell’esatto momento dell’esecuzione. Perciò potresti effettuare il test e risultare negativo solo perché il virus non si è ancora attivato, risultando invece positivo con un test eseguito il giorno dopo. Devi fare attenzione, perché se anche il tampone fosse negativo ma il virus fosse già entrato nel tuo organismo, saresti comunque una potenziale fonte di contagio.

Fonte | Ministero della Salute

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