Sei un lavoratore? Per rientrare in ufficio non basterà aspettare 21 giorni, ti servirà un tampone negativo

Ad aprile due regolamenti governativi avevano reso necessario il tampone molecolare per il rientro in ufficio ma in ottobre il Ministero della Salute aveva chiaro che dopo un certo periodo di tempo passato senza sintomi non si sarebbe stati più contagiosi: i famosi “21 giorni” ti avrebbero permesso di uscire dall’isolamento e andare a fare la spesa ma non di tornare in ufficio. Il nuovo Dpcm di dicembre avrebbe dovuto rimediare ma per ora la contraddizione resta.
Kevin Ben Alì Zinati 4 Dicembre 2020
* ultima modifica il 04/12/2020

Per poter varcare le soglie dell’ufficio o dell’azienda e tornare al lavoro ti servirà un tampone negativo. Tutto regolare? Non proprio, perché la contraddizione resta viva dal momento che il nuovo Dpcm firmato nella serata di giovedì 3 dicembre non ha posto fine a un disequilibrio nato dallo stesso Governo.

L'inghippo

Tutto è nato quando due regolamenti del Governo firmati il 24 aprile avevano previsto che un lavoratore dopo aver contratto il virus, per rientrare in ufficio, avrebbe sempre avuto bisogno di un tampone negativo. E non sarebbe bastato l’esito di un test antigenico, era necessario proprio il molecolare. Così molti dipendenti, dopo aver contratto l’infezione, si sono sottoposti al test e sono potuti tornare al lavoro.

Siccome però alcune persone restano positive per molto tempo anche dopo aver smaltito la malattia, pur non essendo più contagiose, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva individuato un determinato periodo di tempo dopo il quale non ci sarebbero stati più rischi anche senza la controprova del tampone.

Così lo scorso ottobre, il Ministero della Salute ha aggiornato le indicazioni sulla durata della quarantena e il termine dell’isolamento. Ha introdotto la definizione precisa di contatto stretto e ha specificato che dopo 21 giorni dal test positivo e dopo aver passato l’ultima settimana senza sintomi, non sarebbe servito alcun test per uscire dal periodo di isolamento. L’Asl avrebbe rilasciato un attestato di negatività al termine di quel lasso di tempo e quello sarebbe bastato.

La contraddittorietà

Qui stava la contraddittorietà. Perché i 21 giorni dalla positività con l’ultima settimana passata senza sintomi, di fatto, ti permettevano di uscire dall’isolamento, di andare a fare la spesa al supermercato, al cinema o in un negozio quando erano aperti, ma non di andare al lavoro. Permettevano ad uno studente che era stato trovato positivo di rientrare sui banchi, ma non a un professore guarito di rientrare al lavoro. Qualsiasi dipendente, per rimettere piede sul proprio posto di lavoro, avrebbe avuto sempre e comunque bisogno del tampone negativo.

E ora?

C’era attesa per il Dpcm di dicembre anche per capire se e come questa situazione sarebbe stata risolta. Sembrava tutto fatto ma poi il testo firmato nella serata di giovedì 3 dicembre ha invece confermato lo stop.

Ancora oggi dunque, se sei un lavoratore e hai avuto il Covid, per ritornare al lavoro non basterà un periodo di tempo dall’ultima positività passato senza sintomi: ti servirà obbligatoriamente sottoporti a un tampone molecolare.

Fonte | Governo

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