Si può fare il bagno dopo mangiato? La risposta alla grande domanda dell’estate

Sì, puoi fare il bagno dopo mangiato. E no, non dovrai impedirlo nemmeno a tuo figlio. Il punto infatti non è quando immergersi in mare o in piscina, ma cosa e quanto di preciso hai ingerito. Per digerire un piatto di pasta il tuo stomaco impiega 1 ora, se invece il pasto era base di carne rossa, dovrai aspettare almeno 4 ore. Come vedi, per evitare la congestione, quello che serve non è l’orologio, ma il buon senso.
Giulia Dallagiovanna 8 agosto 2019
* ultima modifica il 08/08/2019

La grande domanda dell'estate, il più pressante motivo di contrattazione con tuo figlio, il dubbio amletico al quale ogni generazione ha provato a fornire la propria risposta: si può fare il bagno dopo mangiato? "Devi aspettare tre ore", ti suggerisce il cervello. "Tuffati senza problemi", sussurra il cuore. Agisci con buon senso, ti ricordano medici e pediatri. Il punto infatti quanto tempo rimanere fuori dall'acqua dopo pranzo, ma cosa e quanto si è ingerito. Intuirai anche tu che per il tuo stomaco parmigiana di melanzane e prosciutto con melone non sono esattamente la stessa cosa. Cerchiamo allora di entrare un po' più nel dettaglio della questione, anche perché, scherzi a parte, in gioco c'è la congestione: una brusca interruzione della digestione che, se succede mentre sei immerso nel mare o in piscina, puoi rischiare anche di perdere i sensi e affogare.

Prima di tutto, quindi, organizzati bene per il pranzo e tieni presente che per ogni alimento che mangi, la digestione inizierà e terminerà in tempi diversi. All'incirca servono:

  • 20 minuti per un succo di frutta
  • 40 minuti per frutta e verdura cruda
  • circa 1 ora per carboidrati, latte scremato, formaggi freschi, pesce, patate
  • 3 0 4 ore per una bistecca di manzo
  • 5 ore per carne di maiale e formaggi stagionati

Come vedi, in alcuni casi tre ore sono davvero eccessive, in altri sono troppo poche. Sarà quindi il tuo buonsenso a venir chiamato in causa. Cerca di mangiare, e di preparare per tuo figlio, spuntini veloci e leggeri, come un'insalata, della frutta o un trancio di focaccia. Meglio pasti brevi e frequenti che un unico appuntamento a base di portate troppo ricche ed elaborate. Da evitare, inoltre, gli alcolici. Il sole e il caldo potrebbero amplificarne l'effetto e rischieresti di sentirti male mentre sei immerso nell'acqua. Anche le bibite ghiacciate sono fortemente sconsigliate: bevi a piccoli sorsi e dai il tempo al tuo stomaco, abituato agli oltre 30 gradi della spiaggia, di abituarsi allo sbalzo termico.

Stai attento agli sbalzi termici: immergiti per gradi

E proprio gli sbalzi termici sono la seconda questione da affrontare. Una buona regola da osservare sempre, ma soprattutto dopo aver mangiato, è quella di immergersi in acqua lentamente, procedendo per gradi. Inizia con i piedi, le gambe e piano piano arriva alla pancia. Magari potresti iniziare a bagnarla anche prima che venga sommersa dalle onde, in modo che lo stomaco non subisca uno shock termico che interrompa la digestione. C'è poi un aspetto che forse non avevi considerato: i problemi più gravi per quando riguarda il sistema nervoso e il cuore si possono verificare soprattutto quando avviene un rapido e brusco contatto del viso con l'acqua ghiacciata: ecco perché vedrai spesso i tuffatori professionisti bagnarsi completamente prima di eseguire la loro performance.

Un altro buon consiglio è quello di rimanere sul bagnasciuga e tenere i piedi nell'acqua. Magari non proprio dopo pranzo, visto che si tratta delle ore più calde e durante le quali è bene non prendere il sole in modo diretto, ma al termine della colazione o della merenda potrebbe aiutare il tuo corpo ad adattarsi meglio al cambio di temperatura.

Ricorda infine che il rischio maggiore per i bambini non è quello di subire una congestione, ma di essere trascinati via dalle correnti e dalle onde. Assicurati quindi che tuo figlio rimanga sempre sotto il tuo controllo e a portata di vista: con la distrazione si rischia molto di più che con un piatto di pasta.

Fonte| Centro medico Santagostino

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