Sindrome da stanchezza cronica: come riconoscere i sintomi e cosa fare contro la fatica persistente

Se soffri di stanchezza cronica proverai un senso di affaticamento persistente, che non sembrerà passare nemmeno con il riposo. Non esistono ad oggi trattamenti specifici per curare questa sindrome, che è spesso complicata da riconoscere e può diventare altamente invalidante condizionando tanti aspetti della tua vita quotidiana: vediamo i sintomi a cui dovresti fare attenzione.
Giulia Dallagiovanna 30 Aprile 2019
* ultima modifica il 18/05/2021

Stanchezza cronica, encefalomielite mialgica o sindrome da fatica cronica: sono tanti i nomi che potresti avere sentito per descrivere un disturbo molto complesso, caratterizzato da una spossatezza di cui si ignorano le cause precise ma che non ti abbandona mai, condizionando molti aspetti della tua vita quotidiana.

Se sei sempre stanco senza un perché e non ti senti riposato nemmeno dopo aver dormito potresti soffrire di questa sindrome per cui, purtroppo, non esistono attualmente né test in grado di diagnosticarla né terapie per risolverla definitivamente.

Si può parlare di sindrome da stanchezza cronica quando la sensazione di fatica costante dura per almeno 6 mesi ed è accompagnata da alcuni sintomi che potrebbero farti pensare a un’influenza, come mal di gola o dolori muscolari. In altri casi, il disturbo può associarsi anche ad altre malattie di vario tipo, come la mononucleosi o il diabete.

In Italia la stanchezza cronica colpisce 200-300.000 persone (circa lo 0,5% della popolazione), ma al di là dei numeri è una sindrome che non dovresti sottovalutare: tra le sue complicazioni ci sono anche depressione, isolamento sociale e problemi di relazione, sia nella sfera personale che sul lavoro. Si tratta di una condizione che ti debilita sia a livello fisico che mentale e per questa ragione è bene che tu la conosca meglio.

Sindrome da stanchezza cronica

Cos’è la stanchezza cronica

La sindrome da stanchezza cronica, nota a livello internazionale come Chronic Fatigue Syndrome o CFS, è un disturbo che si manifesta con una fatica persistente della durata di almeno 6 mesi, una sensazione che può diventare altamente invalidante e impedirti di svolgere al meglio diverse attività.

Solitamente le persone tra i 20 e i 50 anni sono quelle più colpite dall’encefalomielite mialgica, che è più frequente nelle donne. Se non rientri in queste categorie, però, non abbassare la guardia: la fatica cronica può manifestarsi in chiunque, persino nei tuoi bambini, per questo è importante non ignorare i possibili segnali di un disturbo che peraltro potresti faticare a riconoscere. L'assenza di test specifici, i sintomi in comune con altre patologie e la poca conoscenza riguardo alle cause rendono infatti questa sindrome particolarmente difficile da diagnosticare.

Eppure, se guardiamo bene le statistiche, capirai che non stiamo parlando di una malattia rara: l’incidenza stimata infatti è tra lo 0,4% e l’1%, anche se sono molte di più le persone che affermano di soffrire di affaticamento cronico, una condizione per certi versi simile alla sindrome di cui ti sto parlando ma meno intensa e meno invalidante.

Il segnale principale della sindrome da stanchezza cronica è uno stato astenico permanente. Se questa parola ti risulta nuova, devi sapere che astenia significa semplicemente una sensazione di esaurimento fisico, come se avessi appena dovuto sostenere una fatica molto importante e ora le tue batterie fossero completamente scariche.

Cause

Come ti ho anticipato, la comunità scientifica non è ancora riuscita a determinare le cause esatte della sindrome da stanchezza cronica. Al momento, quindi, si può parlare di fattori che possono favorire il disturbo, magari agendo anche assieme. Vediamo insieme i principali:

  • Alterazioni del sistema immunitario: è emerso che chi è affetto da fatica cronica, spesso presenta anche un sistema immunitario che non funziona in modo adeguato. Tuttavia, ad oggi non sono state notate anomalie immunologiche specifiche associate alla stanchezza persistente.
  • Malattie infettive: può capitare che i primi sintomi di questa sindrome inizino a manifestarsi dopo un banale raffreddore o un'influenza. Ma più strettamente collegati con questa patologia sembrano essere il virus di Epstein-Barr, cioè quello che provoca la mononucleosi, e l'herpes virus di tipo 6B, ovvero quello che dà origine alla sesta malattia.
  • Fattori genetici: la familiarità sembrerebbe giocare un ruolo importante nello sviluppo della fatica cronica, che potrebbe quindi dipendere anche da una componente genetica.
  • Alterazioni degli equilibri ormonali: in molte persone affette da stanchezza cronica è stato notato un numero eccessivo di ormoni nell'asse che va dall'ipotalamo al surrene. Non è chiaro però quale delle due patologie sia la causa e quale la conseguenza.
  • Problemi psicologici: un forte trauma o un periodo di stress particolarmente intenso sembrano portare allo sviluppo della sindrome da stanchezza cronica. Anche la depressione è collegata a questa condizione ma, di nuovo, non si capisce se ne sia la causa o una conseguenza.

Sintomi

Il senso di fatica costante, che continui a sentire anche dopo il riposo e che peggiora dopo uno sforzo minimo, è il segno principale della sindrome da stanchezza cronica, un disturbo piuttosto difficile da riconoscere che a volte può essere confuso con la sonnolenza o la mancanza di motivazione.

Non esistendo test specifici, si arriva alla diagnosi della fatica cronica dopo aver escluso altre malattie, grazie anche ad alcuni sintomi che affiancano la stanchezza persistente e assomigliano a quelli di un’influenza, pur presentandosi in modo cronico. Ad esempio, la sindrome si può manifestare con:

  • Mal di gola frequente
  • Mal di testa
  • Dolori muscolari o delle articolazioni senza una causa, ad esempio un’infiammazione
  • Deficit di memoria e concentrazione che possono condizionarti sul lavoro o mentre svolgi attività personali
  • Sonno non ristoratore
  • Sensazione di debolezza che continua anche 24 ore dopo l’ultimo sforzo che hai compiuto

Se avverti questi disturbi insieme alla sensazione di fatica prolungata di cui ti parlavo, allora dovresti parlarne subito con il tuo medico, poiché i sintomi che abbiamo appena visto potrebbero essere provocati anche da altre patologie che in alcuni casi si associano proprio alla stanchezza cronica. Sto parlando di:

  • Ipotiroidismo
  • Sclerosi multipla
  • Lupus erimatoso sistemico
  • Mononucleosi
  • Apnee del sonno
  • Sindrome delle gambe senza riposo
  • Diabete
  • Anemia
  • Celiachia
  • Fibromialgia
  • Ansia
  • Depressione

Rimedi

Esattamente come per i test diagnostici, attualmente non esistono terapie specifiche per curare definitivamente la sindrome da stanchezza cronica. Se sei affetto da questa condizione puoi comunque considerare alcuni approcci terapeutici, ma è giusto che tu sappia che si tratta di rimedi non sempre efficaci.

La terapia cognitivo-comportamentale consiste in una sessione di psicoterapia che ha lo scopo di aiutarti a riconoscere i sintomi della stanchezza cronica e accettare la condizione in cui ti trovi, favorendo un atteggiamento positivo che può aiutare la guarigione.

Un altro possibile approccio terapeutico è quello basato sull’esercizio graduale, che prevede lo svolgimento di attività fisica con un’intensità e una durata che aumentano mano a mano. Ovviamente sarà il tuo medico a concordare con te il tipo di allenamento da fare e come variarlo nel tempo, ma lo scopo è quello di tenerti in movimento per evitare un peggioramento dei sintomi della sindrome da fatica cronica.

Ti ho parlato di isolamento sociale e depressione come possibili conseguenze della stanchezza persistente: in questi casi, il tuo medico potrebbe prescriverti dei farmaci antidepressivi. Se invece la sindrome ti provoca forti dolori muscolari e articolari, probabilmente ti prescriverà degli antidolorifici.

Qualsiasi sia la terapia scelta, i sintomi della stanchezza cronica dovrebbero attenuarsi con il tempo e potrebbero addirittura scomparire completamente entro circa 5 anni dalla comparsa dei primi segnali. In ogni caso, ricordati che il disturbo può avere un decorso ciclico e ripresentarsi, quindi se hai superato la sindrome una prima volta e conosci già questa condizione, fai attenzione alla sintomatologia e scegli insieme al tuo medico le strategie più adatte per ridurre al minimo le ripercussioni sulla tua vita quotidiana.

Fonti| Osservatorio sulle malattie rare; Istituto superiore di sanità; MSD Manuals

(Modificato da Alessandro Bai il 22-7-2020)

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