Sindrome da stanchezza cronica: cos’è e quali sono i sintomi

Un senso di affaticamento persistente, che non sembra passare nemmeno con il riposo, potrebbe nascondere una sindrome della quale si conosce ancora poco. Non esiste una terapia specifica per la stanchezza cronica, ma ti consiglio di chiedere il consulto di un medico perché i sintomi sono simili a quelli di patologie più gravi.
Giulia Dallagiovanna 30 aprile 2019
* ultima modifica il 08/10/2019

Se pensi alla stanchezza, ti sembrerà una condizione assolutamente comune. La causa di un eccessivo sforzo fisico o di troppi giorni di lavoro senza riposo. Nulla che non si possa risolvere con una lunga notte di sonno o una bella giornata di ferie. Quello che non ti sarai mai immaginato, invece, è che la stanchezza possa diventare cronica ed essere il sintomo principale di una vera e propria sindrome.

La sindrome da stanchezza cronica è una condizione rara, ma non rarissima: colpisce circa l'1% della popolazione. Non è facile da diagnosticare, poiché non esistono veri e propri esami che si possono effettuare, né una cura efficace. E questo accade perché al momento le cause sono ancora piuttosto sconosciute.

Fra le complicazioni di questa patologia però possono esserci anche depressione, isolamento sociale e problemi di relazione, sia nella sfera personale che sul lavoro. Si tratta di una condizione debilitante a tutti gli effetti e per questa ragione è bene che tu la conosca.

Cos'è la sindrome da stanchezza cronica

Gli esperti stanno tuttora cercando trovare una definizione appropriata per una sindrome dai tanti nomi: stanchezza cronica, fatica cronica, CSF (Chronic Fatigue Syndrome) o Encefalomielite mialgica. Solo l'ultima denominazione, che si riferisce a un'infiammazione del cervello che provoca dolore muscolare, è riconosciuta dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Ma se vuoi capire come si presenti questa condizione, allora devi sapere che il nome dice già tutto. È una forma di stanchezza che non se ne va mai via, non ha importanza quanto tempo dedichi al riposo notturno o quanti giorni siano passati dall'ultima volta che hai dovuto compiere uno sforzo fisico o mentale. Sarai sempre affaticato e spossato e ogni piccolo compito che ti viene richiesto, sarà solo motivo di maggiore malessere.

È proprio lo stato astenico a caratterizzare la sindrome da stanchezza cronica. Se questa parola ti risulta nuova, devi sapere che astenia significa semplicemente una sensazione di esaurimento fisico, come se avessi appena dovuto sostenere una fatica molto importante e ora le tue batterie fossero completamente stanche.

In generale, la sindrome da stanchezza cronica colpisce soprattutto le donne fra i 40 e i 50 anni e, in casi più rari, gli adolescenti attorno ai 15 anni.

Sintomi della stanchezza cronica

Come avrai ormai capito, la stanchezza persistente, cioè che prosegue per più di 24 ore dopo l'ultimo sforzo fisico o mentale, è il sintomo principale dell'omonima sindrome. Ma esistono anche altri modi nei quali questa patologia si manifesta.

Un sonno non ristoratore, spesso accompagnato da una serie di disturbi come insonnia o apnee notturne è un altro segnale che la fatica che ti affligge non è un qualcosa di naturale. A seguire, potresti trovare difficoltà a concentrarti o riscontrare deficit di memoria. Ma anche un insieme di malesseri fisici, come mal di testa o di gola, linfonodi di collo e ascelle ingrossati, dolore ai muscoli e alle articolazioni.

Inoltre, correlati ai sintomi di prima, potrebbero sopraggiungere anche altre manifestazioni come disturbi alla vista, brividi e sudorazione notturna, vertigini e problemi di equilibrio, svenimenti, nuove allergie o intolleranze e arti intorpiditi. Siccome però è una patologia che probabilmente ha forti legami con il cervello, alcune manifestazioni sono del tutto psicologiche come depressione, continui sbalzi d'umore, ansia e attacchi di panico.

A questo punto si incontra un problema non da poco: questi sintomi sono comuni anche ad altre malattie, alcune di queste molto gravi. Per questa ragione è importate che tu ti rivolga subito al tuo medico, se ti accorgi che il senso di fatica che provi non si attenua nemmeno con il riposo. Vediamo alcune di queste:

Sindrome da stanchezza cronica e tiroide

Affaticamento muscolare persistente, sonnolenza e deficit di memoria sono manifestazioni comuni anche in chi è affetto da ipotiroidismo. Si tratta di un malfunzionamento della tiroide che non è in grado di produrre tutti gli ormoni che servono al corretto funzionamento del tuo corpo. Nei bambini è una patologia grave, che può portare a ritardi nella crescita o nello sviluppo celebrale e sessuale.

Negli adulti invece è una condizione con conseguenze meno serie, anche se può comunque comportare problemi di udito, bradicardia e aumento del livello dei trigliceridi.

Sindrome da stanchezza cronica e sclerosi multipla

Una forte stanchezza, unita a vertigini e frequenti sbalzi d'umore, sono tipici anche della sclerosi multipla. Si tratta di una malattia neurodegenerativa, che presente una serie di lesioni (sclerosi) in diverse aree ("multipla") del sistema nervoso centrale.

A lungo andare può portare a una difficoltà di movimento e, addirittura, alla paralisi degli arti. Ma può anche sopraggiungere una perdita della vista. Per questa ragione, è bene non sottovalutare troppo una stanchezza che non sembra avere fine.

Sindrome da stanchezza cronica e Lupus

Nel caso del Lupus eritematoso sistemico (Les) ad accomunarlo alla sindrome da stanchezza cronica sono i dolori ai muscoli e alle articolazioni e il mal di testa, unito alla presenza di febbre. Devi sapere però che il Les si manifesta anche, come si può intuire dal nome, con una serie di macchie sulla pelle e di piccole ulcere nel naso e nella bocca. In questo caso è fondamentale che ti faccia visitare da un medico.

Esistono poi anche altre malattie con sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica, come diabete, mononucleosi ed epatite. Poiché è evidente che il senso di fatica può essere un segnale d'allarme per disturbi anche seri, ti consiglio di evitare diagnosi fai da te e richiedere subito il consulto di uno specialista.

Le cause della stanchezza cronica

I ricercatori non sono ancora riusciti a individuare le cause che portano al sopraggiungere della sindrome da stanchezza cronica. Probabilmente, si tratta di più fattori che sopraggiungono assieme. Vediamo insieme i principali:

  • Disturbi del sistema immunitario: chi è affetto da fatica cronica, spesso presenta anche un sistema immunitario che non funziona in modo adeguato.
  • Virus: capita che i primi sintomi di questa sindrome inizino a manifestarsi dopo un banale raffreddore o un'influenza. Ma più strettamente collegati con questa patologia sembrano essere il virus di Epstein-Barr, cioè quello che provoca la mononucleosi, e l'herpes virus di tipo 6B, ovvero quello che dà origine alla sesta malattia.
  • Alterazioni degli equilibri ormonali: sembra che in chi manifesta una stanchezza persistente, siano presenti un numero eccessivo di ormoni nell'asse che va dall'ipotalamo al surrene. Non è chiaro però quale delle due patologie sia la causa e quale la conseguenza.
  • Problemi psicologici: un forte trauma o un periodo di stress particolarmente intenso sembrano portare allo sviluppo della sindrome da stanchezza cronica. Anche la depressione è collegata a questa condizione ma, di nuovo, non si capisce se ne sia la causa o una conseguenza.
  • Familiarità: potrebbero infine essere presenti anche fattori genetici dietro lo sviluppo di questa sindrome.

La terapia per la stanchezza cronica

Non esiste una vera e propria terapia per la sindrome da stanchezza cronica, anche perché, come ti ho spiegato, per ora se ne conoscono solo i sintomi e non le cause. Quello che puoi fare tu è modificare il tuo stile di vita.

Per prima cosa, cerca di diminuire la quantità di stress giornaliero, ritagliandoti periodi di riposo e evitando un eccessivo carico emotivo. Allo stesso modo, non sottoporre il tuo corpo a sforzi troppo grandi, sia dal punto di vista fisico, che da quello mentale. Potresti provare a tenere un diario, per capire in quali casi ti sei sentito più affaticato e quali sono quindi le attività che faresti meglio a evitare.

Cerca poi di seguire degli orari regolari, soprattutto per quanto riguarda il sonno e la sveglia mattutina. Ti consiglio di non cedere al sonnellino pomeridiano, perché potresti fare più fatica ad addormentarti la sera e ad avere un sonno senza interruzioni.

Nel caso, infine, sia utile ricorrere a farmaci contro l'insonnia, la depressione o i diversi dolori fisici, sarà il medico o uno specialista a prescriverti quelli più adatti. Utile per te potrebbe essere anche chiedere il consulto di uno psicoterapeuta o un terapista occupazionale che ti aiuti a gestire meglio il carico di stress e ansia che accumuli durante la giornata.

Fonte| Osservatorio sulle malattie rare

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