Starnuti, naso che cola, mal di testa: la variante Delta cambia i sintomi del Covid-19?

Le segnalazioni raccolte dai cittadini inglesi attraverso un’applicazione sembrerebbero confermare un quadro clinico diverso in caso di infezione da variante indiana. In attesa di conferme e ulteriori studi, questi dati devono aiutarti ad aumentare la consapevolezza e a tenere sempre più alta l’attenzione.
Kevin Ben Alì Zinati 12 Luglio 2021
* ultima modifica il 11/09/2021

Il virus cambia e con lui anche i sintomi dell’infezione. Sembra essere il destino di questa fase della pandemia, con la variante Delta che sta ormai “firmando” la maggior parte dei contagi delle ultime settimane.

I famosi segnali d’allarme che avevi imparato a conoscere e riconoscere, dalla febbre alla stanchezza, dall’anosmia all’ageusia (ovvero perdita di olfatto e gusto) starebbero dunque lasciando il posto a un quadro clinico diverso.

Colpa delle mutazioni casuali cui va incontro il virus, certo, ma non solo. Un contributo arriverebbe anche dalla campagna vaccinale dal momento che, in caso di infezione, i vaccinati sembrerebbero manifestare sintomi meno gravi e pesanti.

Lo specchio inglese

A dipingere il nuovo scenario ci hanno pensato i dati raccolti dalla Zoe Covid Symptom Study App, ovvero un’applicazione nata nel Regno Unito che dal marzo scorso sta raccogliendo le segnalazioni dei sintomi più comuni del Covid-19 e la loro evoluzione condivise dagli stessi utenti.

Faccio subito una precisazione. Tutti i dati raccolti riguardano la popolazione inglese, dove la variante indiana è preponderante, e soprattutto rappresentano segnalazioni volontarie basate sull’autovalutazione dei singoli cittadini.

Non significa dunque che il Regno Unito rifletta – o rifletterà – esattamente ciò che potrebbe accadere nel resto del mondo. E nemmeno che da adesso dobbiamo dimenticarci di tutti i sintomi che hanno contraddistinto il Covid-19 fin qui.

Anzi. Ad oggi questi dati devono aiutarci a costruire una consapevolezza sempre maggiore sul virus e ad alzare ancora di più il livello di attenzione verso ciò che ci accade perché manifestazioni che fino a ieri potevamo ignorare, oggi possono invece diventare decisive.

Ma quali sono questi “indizi” legati all’infezione da variante Delta?

I tre scenari

Le segnalazioni arrivate attraverso lo Zoe Covid Symptom Study App sono diversificate in base a tre scenari che dividono le persone completamente vaccinate, chi ha ricevuto una sola dose e chi invece non è stato ancora immunizzato.

Per quanto i “fully vaccinated”, ovvero chi ha completato il ciclo vaccinale, la classificazione dei sintomi dell’infezione prevederebbe:

  • Mal di testa
  • Naso che cola
  • Starnuti
  • Gola infiammata
  • Perdita dell’olfatto

La “classifica” cambierebbe nuovamente il proprio ordine nel caso di infezione dopo una dose di vaccino:

  • Mal di testa
  • Rinorrea (il naso che cola)
  • Gola infiammata
  • Starnuti
  • Tosse persistente

Secondo gli autori del report inglese, uno dei sintomi originali, ovvero la tosse persistente, resterebbe tra i primi cinque campanelli d’allarme ma sarebbe scesa sotto gli starnuti e il naso che cola, episodi che prima non pensavamo correlati all’infezione.

Inoltre, lo studio avrebbe rilevato che chi aveva ricevuto almeno una dose di vaccino avrebbe manifestato meno sintomi in un periodo di tempo più breve. Dato che suggerirebbe una malattia meno grave e un miglioramento più rapido.

Se invece non sei ancora stato vaccinato, i sintomi di un infezione da variante Delta sarebbero più vicini alla sintomatologia originale, seppur con qualche cambiamento. In ordine, i più frequenti sarebbero:

  • Mal di testa
  • Gola infiammata
  • Rinorrea
  • Febbre
  • Tosse persistente

Lo Zoe Covid Symptom Study App avrebbe posizionato la perdita dell’olfatto al nono posto e la mancanza di respiro sul gradino numero 30: tutti indizi, sostengono, che testimonierebbero come i sintomi registrati in precedenza stiano cambiando con le varianti del virus.

Come avrai capito quindi sembra che gli starnuti, il naso che cola e il mal di testa siano i sintomi più diffusi e comuni di un'infezione da variante Delta.

Tra certezze, rischi e guardia alta

Te l’ho già detto prima ma è bene ribadirlo: ad oggi non c’è alcuna certezza che l'infezione da variante Delta provochi effettivamente un Covid-19 con una sintomatologia diversa rispetto a quella che abbiamo visto finora.

Lo studio inglese è come un termometro: indica che la temperatura è alta ma la diagnosi precisa ancora non c’è. Fuor di metafora, il messaggio è che bisogna tenere la guardia alta e gli occhi aperti su ciò che dice il nostro corpo.

Quello che potrebbe apparire solo come un forte raffreddore o un malanno stagionale potrebbe in realtà nascondere un contatto con il Coronavirus, anche se sei vaccinato o hai ricevuto una dose.

Non devi, insomma, sottovalutare uno starnuto né un naso che cola: il rischio di infezione sta davvero anche lì dietro.

Fonte | Zoe Covid Symptom Study App

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