Stiamo per entrare nella fase 2 dell’emergenza, poi arriverà la fase 3: che cosa significa?

L’ha annunciata il presidente del Consiglio Conte e il Ministro della Salute Speranza ne ha specificato i punti salienti: stiamo per entrare nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Si tratta si un periodo di tempo in cui dovremo imparare a convivere con il virus e in cui verranno rafforzate le misure di sicurezza e il sistema di individuazione e gestione dei positivi. Una buona ed efficace risposta a questo periodo potrà portarci alla fase 3, quella del “rilancio e della ricostruzione”.
Kevin Ben Ali Zinati 6 aprile 2020
* ultima modifica il 06/04/2020

“Possiamo cominciare a pensare alla fase 2. Ovvero un periodo di tempo in cui i numeri dei positivi, così come quello dei decessi, continueranno gradualmente a scendere. Se davvero ci stiamo avvicinando l’uscita dal tunnel, sarà comunque un processo lungo che non potrà avvenire da un giorno all’altro per questo dovremo comunque continuare a convivere con il Coronavirus ma con sempre più spiragli di normalità all’orizzonte.

Ci siamo quasi, insomma. l’Aveva già annunciata il presidente dell’istituto Superiore di Sanità Brusaferro con grande cautela perché il rallentamento del virus aveva appena dato i primi segnali e non serviva perciò mettere le mani troppo avanti. Poi i numeri hanno riconfermato il trend e allora la fase 2 ha acquisito un po’ più di concretezza. Tanto che l’imminente arrivo l’ha annunciato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella diretta Facebook sottolineando però che dare date o certezze temporali, al momento, non è ancora possibile. dipenderà dall’andamento della curva epidemiologica. Il ministro della Salute Roberto Speranza, poi, ha spiegato a Repubblica quali sono le strategie concrete da mettere in atto per massimizzare la fase 2: mascherine, distanziamento sociale, ospedali Covid, tecnologie e potenzialmente della sanità locale.

Una volta che le misure saranno rispettate, che il famoso R0 sarà sceso sotto la soglia dell’1 e che la diffusione del virus sarà così azzerata, si passerà alla fase tre: quella della ricostruzione e del rilancio dell’Italia e di tutti noi.

La fase 2

Quello annunciato dal ministro Speranza è un vero "Piano Sanitario" che nella sua fase 2 prevede cinque punti imprescindibili. Servirà necessario rispettarli perché, ha spiegato il premier Conte, questa fase “porterà piano piano all’allentamento delle misure e all’uscita dall’emergenza”. I cinque punti della fase due sono:

  • Il distanziamento sociale rimarrà valido così come l’utilizzo dei Dpi, i dispositivi di protezione individuale: quindi guanti e mascherine anche al supermercato e al lavoro. Non si tratterò di un obbligo ma di una misura necessaria finché non verrà trovata una cura o realizzato il vaccino.
  • Verranno potenziate le reti sanitarie locali. Significa che i pazienti positivi ma meno gravi non verranno ospedalizzati ma verranno trattati in regime domiciliare: in questo modo non si intaseranno le strutture sanitarie. Il potenziamento mira anche a creare un sistema che faciliti l’individuazione e la gestione degli infetti.
  • Saranno istituiti degli Ospedali Covid, ovvero dei “poli” su tutto il territorio in grado non solo di gestire i pazienti positivi all’infezione ma anche tutti gli altri. L’intenzione è anche essere pronti nel caso, malaugurato, che ci siano una seconda ondata.
  • Politica dei tamponi in massa: si allargherà la rete dei controlli sia con i test molecolari “classici” sia attraverso i prelievi direttamente dalle auto.
  • Investimenti tecnologici. Verranno realizzate App, come quella già pensata da Regione Lombardia, per tracciare contatti dei positivi e per rafforzare la telemedicina. Verrà preso e intensificato, insomma, il modello “Corea del Sud” di cui ti avevamo già parlato.

La fase 3

Solo quando questa convivenza con il virus sarà risultata efficace, allora si potrà parlare della fase tre. Ovvero quando l’R0, quindi la capacità del virus di contagiare uno o più individui, sarà tornata sotto la soglia dell’1, che ne certifica appunto il quasi totale azzeramento.

A quel punto potrà iniziare la fase tre. Come ti ho accenna prima, non ci sono date di scandenza, di inizio o di fine per nessuna delle due fasi. Conte, comunque, ha specificato in che cosa conserte la fase tre, la più bella: “La fase 3 è l’uscita dall’emergenza e il ripristino della assoluta normalità delle attività lavorative e sociali. È la fase della ricostruzione e del rilancio della nostra vita sociale ed economica”.

Fonti | Presidente del Consiglio Giuseppe Conte; Protezione Civile

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