Svolta nella cura del tumore al seno metastatico: un nuovo farmaco orale migliora la sopravvivenza

In alcuni tipi di tumore al seno, le cellule tumorali sulla loro superficie presentano dei recettori che si legano agli ormoni estrogeni stimolando la crescita del tumore. Il nuovo farmaco Elacestrant sfruttando dei degradatori selettivi dei recettori per gli estrogeni (o Serd) è in grado di bloccare questo meccanismo. Attraverso i degradatori selettivi dei recettori per gli estrogeni (o Serd), il farmaco è in grado di bloccare.
Kevin Ben Alì Zinati 20 Dicembre 2021
* ultima modifica il 24/12/2021

Niente più iniezioni intramuscolari: per il tumore del seno metastatico potrebbe presto arrivare il primo anti-estrogeni a somministrazione orale.

Elacestrant, come ha spiegato il Gruppo Menarini, si è infatti dimostrato ancora più efficace del fulvestrant, l’unica sostanza basata sui degradatori selettivi dei recettori per gli estrogeni approvato per i pazienti affetti dalla neoplasia.

Nello studio di fase 3 Emerald, il farmaco ha permesso di raggiungere un prolungamento significativo della sopravvivenza libera da progressione della malattia rispetto alla terapia endocrina standard in donne con carcinoma mammario avanzato o metastatico ER+/HER2– rispetto alla terapia standard.

L’Elacestrant sfrutta il fatto che in alcuni tipi di tumore al seno, le cellule tumorali sulla loro superficie presentano delle proteine che, agendo come recettori, si legano agli ormoni estrogeni, stimolando la crescita del tumore.

Attraverso i degradatori selettivi dei recettori per gli estrogeni (o Serd), il farmaco è in grado di bloccare questo meccanismo.

Dall’analisi di circa 470 pazienti con una malattia progredita nonostante una terapia ormonale, Elacestrant ha ridotto del 30% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto ai trattamenti standard.

Non solo: nel sottogruppo di pazienti caratterizzati da una neoplasia con mutazione mESR1, che sono tra i più difficili da trattare, la riduzione è stata addirittura del 45%.

Poiché i risultati hanno dimostrato che il farmaco è stato ben tollerato, secondo gli autori dello studio ha il potenziale di diventare il nuovo standard di cura per questa popolazione di pazienti.

Fonte | Ansa

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