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Tampone rapido fai da te: come funziona, quanto è affidabile e quando eseguirlo per evitare il rischio di falsi negativi

Durante le festività è partita la corsa ai tamponi antigenici rapidi fai da te, acquistabili in farmacia ed eseguibili a casa in autonomia. Tuttavia, la poca sensibilità e specificità rendono questo tipo di test poco adatto per programmare viaggi o altri spostamenti in sicurezza: vediamo quando farlo, qual è l’affidabilità e come comportarsi in base ai risultati.
Alessandro Bai 29 Dicembre 2021
* ultima modifica il 30/12/2021

La quarta ondata e il conseguente aumento dei contagi da Covid-19 in corrispondenza delle festività, complice l'alta trasmissibilità della nuova variante Omicron, hanno scatenato in Italia una corsa ai tamponi rapidi fai da te, utilizzato da molti per avere la certezza di essere negativi prima di pranzi e cene natalizi o in vista di Capodanno.

Se però è vero che questi test antigenici hanno il vantaggio di avere un costo ridotto, dai 5 ai 10 euro, e di fornire i risultati in 15-30 minuti, d'altro canto la loro affidabilità è spesso messa in dubbio, e specialmente se eseguiti poche ore dopo un contatto con un positivo presentano un alto rischio di essere falsi negativi, incentivando così a spostarsi le persone che non sanno in realtà di avere un'infezione da SARS-CoV-2.

Come funziona

I tamponi rapidi fai da te sono una tipologia di test antigenici, proprio come quelli eseguibili in farmacia, che si possono però acquistare ed effettuare a casa in autosomministrazione. Nello specifico, un tampone rapido antigenico va alla ricerca dei cosiddetti antigeni, ovvero delle proteine tipiche del coronavirus SARS-CoV-2, diversamente dai tamponi molecolari che ricercano invece tracce del materiale genetico del virus, cioè l'RNA virale, e sono i più affidabili in assoluto.

In ogni caso, il funzionamento sfruttato dai tamponi antigenici somiglia a quello dei test molecolari: è previsto infatti l'inserimento nella cavità nasale di un tampone che dovrà poi essere inserito in una provetta contenente un liquido, da versare a sua volta, in una quantità di poche gocce, nell'apposito spazio di una card reattiva nella quale compariranno i risultati.

Ci però sono alcune differenze importanti da considerare anche tra i test antigenici eseguiti in farmacia e i tamponi rapidi fai da te da fare a casa: i primi vengono infatti effettuati da operatori sanitari certificati che conoscono la tecnica per prelevare il campione richiesto, mentre i secondi sono spesso fatti da cittadini inesperti che rischiano di eseguire manovre imperfette e mettere così in dubbio l'attendibilità del test. Come se non bastasse, mentre gli esiti positivi dei regolari tamponi antigenici vengono immediatamente comunicati al dipartimento di sanità pubblica, i test fai da te non sono tracciabili: significa che dopo aver ricevuto un risultato positivo, un cittadino potrebbe continuare a comportarsi come se nulla fosse anziché mettersi in isolamento in attesa di un tampone più affidabile, come spiegato anche dal Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (ECDC).

Per tutti questi motivi, molti esperti non vedono di buon occhio il tampone antigenico rapido fai da te, che comunque se eseguito nel momento giusto e se non considerato uno strumento in grado di dare certezze assolute, può rivelarsi molto utile nell'aiutare le persone ad avere indizi sulla presenza di una possibile infezione da SARS-CoV-2 e a decidere se sia il caso di sottoporsi ad un ulteriore tampone molecolare o antigenico eseguito da un professionista.

Affidabilità

Ma quindi quanto è affidabile un tampone antigenico rapido fai da te? La risposta dipende da diverse variabili, ma inizio con il dirti che questi test presentano una sensibilità e una specificità significativamente minori rispetto ai molecolari, tanto che lo stesso Ministero della Salute raccomanda l'utilizzo di tamponi antigenici rapidi che raggiungano almeno l'80% di sensibilità e il 97% di specificità.

Inoltre, secondo la stessa circolare ministeriale, la precisione di questo test può "variare sensibilmente in funzione del momento di prelievo del campione". Cosa significa? In poche parole, potrebbe capitarti di autosomministrarti un tampone rapido fai da te in un momento in cui la tua carica virale è bassa, ad esempio all'inizio dell'infezione, e ottenere un esito negativo che però potrebbe cambiare dopo poche ore.

Tra l'esposizione ad un caso Covid-19, quindi un possibile contagio, è necessario infatti attendere qualche giorno prima che si sviluppi una vera infezione e che la carica virale diventi abbastanza alta da essere rilevata da un test antigenico (non da quello molecolare, che come ti dicevo è più sensibile). Questo vuol dire che la finestra temporale in cui l'infezione da coronavirus risulterebbe rilevabile da un tampone fai da te rischia di essere piuttosto breve, specialmente tra gli asintomatici o i vaccinati, che possono manifestare lievi sintomi pur avendo una bassa carica virale. Tutto ciò è poi accentuato da un campione di qualità minore e da un test che deve essere in grado di individuare almeno 10mila copie virali, contrariamente alle 100 copie che un tampone molecolare può già rilevare.

Ecco perché il tampone antigenico fai da te può essere utilizzato e può rilevarsi utile solo a determinate condizioni: potresti usarlo appena prima di incontrare una persona fragile, per assicurarti perlomeno di avere una bassa carica virale, e quindi poca probabilità di risultare contagioso. Allo stesso tempo, è decisamente poco sicuro basare sull'esito di un test fai da te piani più articolati, come ad esempio una vacanza, un viaggio, uno spostamento a lungo raggio o la partecipazione ad un evento con molte persone, perché il tuo stato di salute potrebbe cambiare velocemente.

Naturalmente, se sei vaccinato ed asintomatico, un esito negativo unito alla protezione garantita dal vaccino significa che potrai spostarti in modo sicuro. Tuttavia, le cose cambiano se hai sintomi o se hai avuto un contatto con un positivo al Covid-19: in questo caso, infatti, dovrai rimanere in quarantena come indicato dal Ministero della Salute, anche qualora il tampone antigenico rapido fai da te risulti negativo. In questo caso, puoi pensare di ripeterlo ogni 2-3 giorni per monitorare l'eventuale insorgenza dell'infezione, ma ricordati che anche dopo un test positivo dovrai contattare il tuo medico di medicina generale che ti prescriverà un tampone molecolare di conferma, o un antigenico eseguito però da un professionista.

Soltanto poco tempo fa, il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi ha stimato che circa il 30% dei tamponi rapidi antigenici potessero risultare falsi negativi, una percentuale destinata inevitabilmente ad alzarsi con i test eseguiti in autosomministrazione. Che, quindi, non devono essere considerati una certezza assoluta, ma soltanto uno strumento in più per fronteggiare questa pandemia.

Fonti | Ausl Parma; ECDC; Ministero della Salute

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