Test dell’Hiv: come funziona e perché dovresti farlo regolarmente se hai una vita sessuale attiva

In pochi, soprattutto se giovani ed eterosessuali, ci pensano. Eppure sottoporsi periodicamente al test dell’Hiv dovrebbe essere sinonimo di attenzione nei confronti della nostra salute sessuale. Per capire meglio l’importanza della prevenzione e del controllo, ci siamo rivolti ad ASA, l’Associazione Solidarietà AIDS Onlus.
Sara Del Dot 22 maggio 2020
* ultima modifica il 26/05/2020

All’inizio di una frequentazione i rapporti sessuali possono essere tranquillamente considerati come “occasionali”. Si tratta infatti di andare a letto con qualcuno di cui non si conosce lo stato di salute né si sa con cui ha avuto rapporti in passato. Quando poi subentrano i sentimenti e si inizia a volersi davvero bene, tutto il resto smette di contare. Ed è molto difficile che le persone coinvolte sentano la necessità di sottoporsi a un piccolo test per confermare il reciproco stato di salute sessuale ed essere sicuri di cominciare una relazione in modo totalmente sereno da quel punto di vista.

L’Hiv, infatti, è oggi visto e concepito in particolare da giovani ed eterosessuali come una malattia del passato, contratta da individui con una vita sessuale promiscua oppure da tossicodipendenti. Tuttavia, ancora oggi questo virus rappresenta la normalità per moltissime persone. E se non te ne sei mai accorto è soprattutto grazie al fatto che oggi, per fortuna, chi è in cura per l’Hiv può condurre una vita esattamente al pari di tutti gli altri, diventando rapidamente innocuo anche nei confronti di un partner con cui abbia rapporti sessuali non protetti.

Nel corso degli anni, all’interno delle città sono nate diverse associazioni che si occupano di diffondere informazioni su Hiv e AIDS, supporto e solidarietà ma anche servizi veri e propri come il test diagnostico gratuito. ASA, Associazione Solidarietà AIDS Onlus è una di queste. Presso la sua sede, organizza serate in cui è possibile presentarsi senza preavviso e condurre un test rapido per l’individuazione del virus. Si tratta di un esame brevissimo, condotto in modo molto facile attraverso un piccolo prelievo di sangue effettuato tramite un pungidito analogo a quelli per misurare la glicemia. Il sangue viene poi messo su una piccola striscia apposita, a cui viene aggiunto anche del liquido reagente, ed entro 15 minuti arriva il responso. In tutto questo non può ovviamente mancare la presenza di un supporto psicologico prima del test ma soprattutto in caso di esito positivo.

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.