Tiroidite di Hashimoto: una malattia autoimmune dalle cause ancora incerte

La tiroidite di Hashimoto è un’infiammazione cronica autoimmune della tiroide, molto diffusa soprattutto tra le donne di cui ancora non si conosce una causa specifica. Causa ipotiroidismo e chi ne è colpito di solito deve assumere ormoni per il resto della vita. Se insorge in gravidanza possono aumentare le probabilità di aborto spontaneo, parto prematuro oppure ci possono essere problemi di sviluppo cerebrale del feto.
Angelica Giambelluca 17 Aprile 2020
* ultima modifica il 10/07/2020

La tiroidite di Hashimoto è un’infiammazione cronica autoimmune della tiroide, molto diffusa soprattutto tra le donne. Deve il suo nome al medico giapponese che la identificò nel 1912, Hakaru Hashimoto, il quale l’aveva chiamata semplicemente struma linfomatosa. Dopo la sua morte, la comunità scientifica decise di cambiargli nome, intitolandola al medico giapponese.

Che cos’è

Nota anche come tiroidite cronica linfocitaria (o struma linfomatosa, così rendiamo onore al dottor Hashimoto) questa patologia è autoimmune ed è la causa più frequente di ipotiroidismo.
Per motivi ancora non noti, nella tiroidite di Hashimoto l’organismo attacca le cellule della tiroide: la tiroide è invasa dai globuli bianchi e si creano anticorpi che attaccano questo organo (anticorpi antitiroidei).

Non esiste una causa certa di questa patologia, quello che sappiamo è che chi ne è colpito gradualmente sviluppa un ipotiroidismo (ci possono volere anche anni). Occorre prestare attenzione in gravidanza: se insorge in questo periodo possono aumentare le probabilità di aborto spontaneo, parto prematuro oppure ci possono essere problemi di sviluppo cerebrale del feto.

La tiroidite di Hashimoto può manifestarsi a tutte le età ed in entrambi i sessi, anche se predilige il sesso femminile e cresce di frequenza con l’aumentare dell’età. Se soffri di tiroidite di Hashimoto è probabile che tu debba assumere ormoni tiroidei per il resto della vita.

Una malattia autoimmune è una condizione per cui il tuo sistema immunitario non risponde bene o addirittura attacca componenti dell’organismo umano, provocandone alterazioni funzionali o anche anatomiche.

Quando invece parliamo di ipotiroidismo ci riferiamo a una condizione per cui la tua tiroide, ghiandola fondamentale che ha un ruolo determinante nella regolazione del metabolismo, nello sviluppo dello scheletro, del cervello, della pelle e anche degli organi genitali, non funziona come dovrebbe. La tiroide ha la forma di una farfalla e si trova nella parte anteriore del collo, davanti la laringe e la trachea. Quando non funziona a dovere, non produce abbastanza ormone tiroideo per il fabbisogno del tuo organismo e per espletare tutte quelle preziose funzioni di cui abbiamo parlato. Inizialmente, la tiroide può funzionare normalmente, essere ipoattiva (ipotiroidismo) oppure, di rado, iperattiva (ipertiroidismo).

La maggior parte dei soggetti sviluppa alla fine ipotiroidismo. Di solito, i soggetti affetti da ipotiroidismo si sentono stanchi e non tollerano il freddo. 

I sintomi

I sintomi della tiroidite di Hashimoto sono diversi ma il più comune è l’ingrossamento della tiroide con o senza la  sensazione di pienezza del collo. La ghiandola può avere una consistenza gommosa e un aspetto nodulare. Se la tiroide è ipoattiva, i soggetti possono avvertire stanchezza e intolleranza al freddo e presentare altri sintomi di ipotiroidismo. Nei pochi casi in cui invece è iperattiva, le persone possono avvertire palpitazioni, nervosismo e intolleranza al calore.
La tiroidite di Hashimoto nella fase iniziale può essere asintomatica ma, con l’avanzare della malattia, possono insorgere i primi sintomi, tra cui:

  • Astenia
  • Depressione
  • Aumento di peso
  • Sensibilità spiccata al freddo,
  • Caduta e fragilità dei capelli (che diventano più fragili)
  • Pelle secca
  • Crampi muscolari
  • Aumento dei livelli di colesterolo
  • Difficoltà a concentrarsi
  • Alterazioni del ritmo e della quantità del ciclo mestruale
  • Ansia
  • Debolezza muscolare

Le cause

Le cause della tiroidite di Hashimoto sono ancora poco chiare. Quello che ad oggi sappiamo è che si tratta di una malattia caratterizzata da familiarità (quindi capita soprattutto a persone che nella loro storia famigliare hanno o hanno avuto parenti con questa patologia) che colpisce soprattutto le donne in età avanzata  e che può insorgere in associazione ad altre patologie, come:

  • Diabete di tipo 1
  • Malattia di Addison
  • Celiachia
  • Vitiligine
  • Ghiandole surrenali ipoattive
  • Paratiroidi ipoattive
  • Anemia perniciosa
  • Artrite reumatoide
  • Sindrome di Sjögren
  • Lupus eritematoso sistemico

La tiroidite di Hashimoto si manifesta con frequenza nei soggetti che soffrono di sindrome di Down, la sindrome di Turner e la sindrome di Klinefelter.

La diagnosi

Per diagnosticare la tiroidite di Hashimoto occorre fare alcuni esami del sangue (dosaggio degli ormoni tiroidei TSHFT3FT4 e quello degli anticorpi antiTPO e antiTG) ed eventualmente sottoporsi a un’ecografia tiroidea per esaminare la morfologia ghiandolare e per evidenziare la presenza o meno di noduli.

Le possibili conseguenze

La tiroidite di Hashimoto, soprattutto in caso di ipotiroidismo, può avere diverse conseguenze, tra queste vi sono:

  • Alterazioni del flusso mestruale (che potrebbero essere causa di anemie importanti)
  • Rischio di aborto o di sterilità

Se non viene riconosciuto, l’ipotiroidismo contratto in gravidanza può anche compromettere lo sviluppo del feto a livello neurologico. Per cui è sempre raccomandabile controllare la funzionalità della tiroide all’inizio della gravidanza così da attivare, se necessario, il trattamento in modo tempestivo.

La cura

La cura per la tiroidite di Hashimoto nelle sue fasi iniziali prevede solo un costante monitoraggio, per valutarne l’evoluzione in ipotiroidismo. Quando questo subentra, si possono valutare diverse alternative, come la somministrazione di ormone tiroideo sostitutivo. Non esiste ad oggi un trattamento specifico per questa patologie. Non esiste una cura definitiva.
Chi soffre di tiroidite di Hashimoto nella maggior parte dei casi sviluppa ipotiroidismo e dovrà assumere una terapia a base di ormoni per tutta la vita.

Cosa mangiare

Se l’ipotiroidismo non ha origine dietetica, come nel caso della tiroidite di Hashimoto, è meglio evitare qualsiasi supplementazione alimentare o regimi dietetici fai da te e chiedere consiglio al proprio medico. Perché anche un eccesso di iodio potrebbe essere deleterio per chi soffre di questa patologia.

Fonte | MSD

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