Tiroidite: quali sono i sintomi e quanti tipi ne esistono

La tiroide può infiammarsi innescando un disturbo noto come tiroidite, che può essere associato a infezioni virali o batteriche o alla presenza di malattie autoimmuni. Quali sono i sintomi con cui si manifesta e soprattutto come si può curare questo problema, che in alcune occasioni è silente?
Valentina Rorato 14 Aprile 2020
* ultima modifica il 03/07/2020

L’infiammazione della tiroide si chiama tiroidite ed è un disturbo che può essere provocato da un’infezione virale o batterica o associato a una condizione autoimmune. Non sempre le persone colpite hanno sintomi evidenti, ma potresti notare alla base collo del gonfiore, un po’ di arrossamento e, ovviamente, del dolore. Il consiglio è quello di rivolgersi al medico, affinché possa valutare la terapia migliore e più tempestiva.

Che cos’è la tiroidite

Tutta colpa della tiroide. Ingrassi, non riesci a prendere peso, sei nervoso o sempre stanco? Avrai sentito sicuramente il medico collegare questi disturbi, tra l’altro molto diversi tra loro, alla tua tiroide, una piccola ghiandola che si trova alla base del corpo, nella regione anteriore, e che svolge numerosissime funzioni, grazie alla produzione di ormoni tiroidei, la tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3). A controllare la produzione di questi due ormoni, a sua volta, c’è un altro ormone, il famoso THS, secreto dall'ipofisi, una ghiandola posta all'interno del cranio. Quando questi ormoni hanno valori anormali, quindi troppo alti o troppo bassi, potresti avere in corso una tiroidite. Che cos’è? Si tratta di infiammazione della tua ghiandola.

Le tiroiditi possono essere di diverso tipo: acute, condizione causata soprattutto da infezioni batteriche, e subacute, di origine virale. Entrambe sono infiammazioni transitorie da cui si può guarire completamente. Esiste poi la tiroidite cronica, spesso associata a malattie autoimmuni o a storie di tiroiditi presenti in famiglia. In questo caso, si tratta di un disturbo che può accompagnarti per il resto della vita.

Tiroidite acuta

La tiroidite acuta è un evento molto raro. È più frequente tra i giovani ed è scatenata da infezioni batteriche o parassitarie. I batteri coinvolti più comuni sono Staphylococcus Aureus, Streptocuccus pyogenes, Pneumococcus pneumonite, Enterobatteri, ma anche batteri anaerobi, funghi, Echinococcus granulosus e Pneumocistis carinii (in pazienti con AIDS). Può succedere che questa condizione sia innescata da un processo infettivo già attivo. Per esempio, potresti aver sofferto, prima di avere la tiroidite, di faringiti, tonsilliti, parotiti o mastoiditi.

Tiroidite sub-acuta

La  tiroidite sub-acuta, detta anche granulomatosa, o tiroidite di De Quervain, ha un’origine virale e di solito si risolve spontaneamente. È più frequente tra le donne e, spesso, ha un andamento stagionale. È più probabile che tu ne soffra nel periodo tra l’estate e l’autunno, soprattutto a seguito di un’infezione alle alte vie respiratorie. In questo caso i virus più coinvolti sono i virus influenzali, gli adenovirus, le epstein barr e i virus della parotite.

Tiroidite cronica

La tiroidite cronica è un disturbo legato a una pregressa malattia autoimmune, all’assunzione di farmaci o a una predisposizione familiare. In questo caso potresti avere a che fare con diverse forme:

Tiroidite cronica Hashimoto

La tiroidite cronica Hashimoto è un’infiammazione autoimmune della tiroide ed è la forma più frequente di tiroidite ed è collegata all’ipotiroidismo. Molto spesso le persone che soffrono di questo disturbo sono affette anche da diabete, ghiandole surrenali ipoattive o paratiroidi ipoattive e altre malattie autoimmuni, come artrite reumatoide, sindrome di Sjögren o lupus eritematoso sistemico.

Tiroidite silente sporadica

La tiroidite silente è una malattia autoimmune, che può colpire sia uomini sia donne. Si dice silente perché l’infiammazione non causa dolore e spesso non richiede una cura farmacologica. Può però succedere che se gli ormoni tiroidei sono comunque troppo bassi, il medico decida di normalizzarli con una terapia sostitutiva.

Tiroidite silente post-partum

La tiroidite post partum è un’infiammazione che si manifesta entro un anno dal termine della gravidanza e colpisce circa il 5 percento delle donne. Si guarisce? 1 signora su 2 resta ipotiroidea e deve prende una terapia sostitutiva (levotiroxina) per tutta la vita, mentre il restante 50% rischia di sviluppare nell’arco di 3 o 4 anni l’ipotiroidismo.

Tiroidite fibrosa di Riedel

La tiroidite di Riedel è una malattia molto rara, più frequente tra le donne con più di 50 anni. È ancora una patologia su cui ci sono tante ombre. È caratterizzata da una fibrosi della ghiandola tiroidea e per questo motivo spesso è confusa con altre malattie, come il gozzo o il tumore alla tiroide.

Tiroidite da farmaci

La tiroidite da farmaci è una tiroidite cronica, ma non ha origine autoimmune. I farmaci che potrebbero scatenarla sono quei medicinali che spesso sono utilizzati per la cura dei tumori, come l'interferone, l’amiodarone e il litio. Non è raro che questo disturbo possa essere provocato anche dalla radioterapia.

Cause

Come puoi aver capito le cause delle tiroiditi sono diverse. Le acute o sub-acute sono provocate da infezioni batteriche, parassitarie o virali, quelle croniche da malattie autoimmuni o da una predisposizione genetica, come succede nella tiroidite post partum. Infine, la tiroidite attinica o iatrogena è un’ infiammazioni legate all’utilizzo di farmaci dannosi per la tiroide.

Sintomi

I sintomi legati alla tiroidite possono essere numerosi e come ben sai, spesso, a seconda se la tiroide lavora poco o troppo, un po’ contraddittori. Prima di tutto devi considerare che la tiroidite è un’infiammazione e come tale potresti avere gonfiore, tumefazione, arrossamento e calore alla base del collo. Possono essere presenti anche febbre e gonfiore dei linfonodi. Tra i sintomi meno frequenti ci sono:

  • ipertiroidismo
  • ipotiroidismo
  • gonfiore delle gambe
  • dolori diffusi
  • diminuzione della capacità di concentrazione
  • gonfiore intorno agli occhi
  • bradicardia
  • calo della temperatura corporea
  • insufficienza cardiaca
  • gozzo

Diagnosi

La diagnosi si svolge attraverso un esame obiettivo. Il medico dovrà verificare il gonfiore e l’arrossamento nella zona dove risiede la tiroide. Poi potrebbe richiedere una serie di esami, tra cui un’ecografia per valutare la dimensione della tiroide ma anche eventuali noduli. Non devono mancare gli esami del sangue con i dosaggi ormonali del TSH, T4 e T3.

Cura

La cura dipende dalla forma di tiroidite. Come abbiamo anticipato le tiroidite subacute e acute sono legate a un’infezione, che potrebbero anche risolversi spontaneamente. Se la causa è batterica sarà necessaria una terapia antibiotica. Nel caso di tiroidite cronica, invece, il medico dovrà valutare la prescrizione di antinfiammatori o cortisonici per contrastare l’infiammazione, la somministrazione di una terapia ormonale o di betabloccanti per rallentare il battito cardiaco. Potrebbe essere anche consigliabile la strada chirurgica con la rimozione totale o parziale della ghiandola.

Fonti| MSD Manuals; Humanitas

Contenuto validato dal Comitato Scientifico di Ohga
Il Comitato Scientifico di Ohga è composto da medici, specialisti ed esperti con funzione di validazione dei contenuti del giornale che trattano argomenti medico-scientifici. Si occupa di assicurare la qualità, l’accuratezza, l’affidabilità e l’aggiornamento di tali contenuti attraverso le proprie valutazioni e apposite verifiche.
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.