Niente quarantena e Dad se in classe c’è un positivo: il Governo fa marcia indietro

Niente più quarantena e didattica a distanza in caso di un solo positivo in classe. La circolare girata ieri e firmata congiuntamente dal Ministero della Salute e dell’Istruzione è stata mandata in pensione anticipata. Ottenuta la garanzia di un rafforzamento del sistema di tracciamento a scuola, Draghi ha deciso per la validità dell’ultimo protocollo: quarantena e Dad solo se i positivi in classe sono 3 (o più).
Kevin Ben Alì Zinati 1 Dicembre 2021
* ultima modifica il 01/12/2021

Dietrofront del dietrofront. Niente più quarantena e didattica a distanza in caso di un solo positivo in classe.

La circolare girata ieri e firmata congiuntamente dal Ministero della Salute e dell’Istruzione è stata mandata in pensione anticipata.

Il premier Mario Draghi ha intascato la promessa del Commissario Figliuolo di intensificare i tamponi nelle scuole e il sistema di tracciamento e nel giro di 24 ore di fatto ha ribaltato tutto.

Per la scuola resterà dunque valido il protocollo dello scorso 3 novembre. La quarantena e la didattica a distanza scatterebbero solo in presenza di 3 ragazzi infetti mentre solo per il sistema integrato di istruzione 0-6 anni l’allarme scatterà con un solo positivo: in questo caso sono previsti 10 giorni a casa e un tampone a fine quarantena.

La stretta del Ministero della Salute

Scritto il 30 novembre 2021

“Prevenire per preservare” aveva detto il premier Mario Draghi spiegando la logica dietro all’introduzione del Green Pass rafforzato e dell’obbligo vaccinale per alcune categorie professionali.

Prevenire con regole un po’ più strette per preservare le aperture e la normalità che ci siamo riconquistati mentre in Italia e fuori dilagano la quarta ondata di contagi e la nuova variante Omicron.

Quello che il Ministero della Salute ha appena varato per la scuola può dunque apparire come un passo indietro, una misura troppo rigida al pari di una chiusura. In realtà, seppur a malincuore, rientra appieno in questa logica.

Prevenire per preservare, a scuola, significa che i ragazzi torneranno subito alla didattica a distanza anche se in classe ci sarà anche un solo caso positivo.

La nuova circolare firmata dal Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza è un dietrofront netto ma necessario rispetto al protocollo introdotto un mese fa.

Come ti abbiamo raccontato, infatti, non bastava più un un ragazzo infetto per mandare tutta la classe in quarantena, e nemmeno due perché soltanto i non vaccinati sarebbero stati isolati: avrebbero dovuto esserci tre positivi perché l’intera classe finisse a casa.

Ora la richiesta partita dalle Regioni è stata accolta, il protocollo è stato sospeso e il Governo ha quindi raccomandato la quarantena “per tutti i soggetti contatto stretto di una classe o gruppo dove si è verificato anche un singolo caso tra gli studenti e/o personale scolastico”.

Le ragioni stanno nei numeri della pandemia. Anche nella fascia di popolazione in età scolare si sta assistendo a un rapido aumento rapido del numero di nuovi casi di infezione, con una incidenza settimanale pari a 125 per 100mila abitanti. È un valore ben lontano dal quello ottimale di 50 per 100mila utile per tenere attivo un sistema di tracciamento efficace.

Nel frattempo, il mondo della scuola e in particolare dei più piccoli attende sviluppi sulla vaccinazione under12. Dopo l’ok arrivato da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali, si attende anche il via libera da parte dell’Aifa per la vaccinazione dei bambini tra i 5 e gli 11 anni: entro la fine di questa settimana anche l’ultimo tassello dovrebbe andare al suo posto e dovremmo essere così pronti a partire.

Fonte | AdnKronos

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