Tra i ricoveri per Covid aumentano soprattutto quelli pediatrici (e il vaccino fa la differenza)

Secondo il report di Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) tra il 28 dicembre e il 3 gennaio i ricoveri di pazienti pediatrici è aumentato dell’86% rispetto ai sette giorni precedenti. Tra gli adulti in terapia intensiva, invece, il 70% è no vax e la metà di loro erano in buona salute prima di contrarre il Covid.
Giulia Dallagiovanna 8 Gennaio 2022
* ultima modifica il 08/01/2022

Più di 1 milione e mezzo di italiani in questo momento è positivo al Covid. La variante Omicron ha provocato ben 219mila contagi in sole 24 ore. Dunque, sebbene si stia dimostrando meno aggressiva delle precedenti, è naturale che sia all'origine di un aumento delle ospedalizzazioni sia nei reparti ordinari che nelle terapie intensive. Giovedì 6 gennaio in tutto il territorio nazionale si contavano 13.827 persone ricoverate con sintomi e 1.467 pazienti in TI, con il totale dei nuovi ingressi che tende a crescere di giorno di giorno.

La domanda da porsi a questo punto della pandemia, però, è chi siano questi soggetti e chi rischia davvero oggi di sviluppare una forma grave di Covid. La Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) stila periodicamente un report che fotografa la situazione degli ospedali, basandosi sulle 25 strutture sentinella  – 21 strutture sanitarie e ospedaliere e 4 ospedali pediatrici – che fanno parte della sua rete di monitoraggio. Dall'ultimo, emerge un aumento esponenziale dei ricoveri tra la popolazione che ha meno di 18 anni nella settimana compresa tra il 28 dicembre e il 4 gennaio. Un evento nuovo, se guardiamo alla storia di un'epidemia dove venivano colpiti soprattutto gli anziani.

L'aumento di ricoveri tra la popolazione pediatrica

La crescita delle ospedalizzazioni tra gli under 18 è addirittura pari all'86%, rispetto ai sette giorni precedenti. Nello specifico, si passa da 66 a 123 bambini nei reparti Covid e da 2 a 6 nelle terapie intensive. Il 62% di loro ha un'età compresa tra gli 0 e 4 anni, ovvero una fascia che ancora non può accedere al vaccino. In generale, però, la campagna vaccinale degli under 12 procede più a rilento rispetto a quella degli adulti, tanto che dal 16 dicembre ad oggi solo l'11% ha ricevuto la prima dose.

Chi viene ricoverato oggi

A un primo sguardo, notiamo che i ricoveri sono aumentati del 25,8% rispetto alla settimana precedente ed è probabile che la prossima vedremo un incremento ancora più marcato. Ed è proprio in questo contesto che emerge la netta differenza tra chi è vaccinato e chi invece non ha ricevuto nemmeno la prima dose. Nei reparti ordinari, i no vax sono oltre la metà: il 52% del totale, con un'età media di 63 anni. I restanti si sono invece sottoposti a vaccinazione, ma spesso non avevano ancora ricevuto il booster. La media qui è di 71 anni e per il 70% si tratta di pazienti già affetti da gravi patologie che hanno peggiorato il decorso del Covid. Circa la metà dei non vaccinati, invece, era in buona salute prima di contrarre il virus.

La metà dei pazienti non vaccinati era in buona salute prima di contrarre il Covid

Anche le terapie intensive crescono, sebbene a un ritmo più lento, con aumento di occupazione dei posti letto del 13% in sette giorni. Qui la distinzione appare ancora più netta, con il 72% dei pazienti senza vaccino, tra cui anche persone di 18 anni. Di nuovo, la metà di loro non presentava altre patologie pregresse e aveva uno stato di salute buono prima del contagio.

Il vaccino è efficace

Un rapido sguardo a questi dati e la conclusione è chiara: il vaccino è efficace e salva la vita, sebbene non sembra riuscire a proteggere del tutto dal contagio in caso di variante Omicron. Due terzi delle persone ricoverate in terapia intensiva è no vax, mentre i restanti vaccinati sono spesso pazienti che presentavano già delle comorbidità. Non solo, ma c'è un altro fatto da tenere presente:

"Quello che stiamo osservando è che un numero significativo di pazienti che arrivano in ospedale per altre malattie (traumi, tumori, scompensi cardiocircolatori) all’atto del ricovero, che prevede il tampone, vengono trovati portatori dell’infezione da Covid – ha spiegato Giovanni Migliore, Presidente di Fiaso – ma senza sintomi di malattia e questo aumenta la pressione nelle aree Covid delle strutture sanitarie. Il raddoppio dei ricoveri pediatrici, in particolare i bambini sotto i 4 anni, deve indurre a una rapida accelerazione della campagna vaccinale: il vaccino degli adulti ad oggi rappresenta l’unica arma che abbiamo a disposizione per proteggere i più piccoli e più fragili che non possono ancora essere vaccinati".

Fonte| Fiaso

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