Trasmissione dell’Hiv: quali comportamenti ti mettono davvero a rischio?

Hiv e Aids sono termini che spaventano, eppure non sempre si ha ben chiaro come evitare il contagio e quali sono le vie di trasmissione del virus. Se anche tu hai diversi dubbi, questo è il momento di dipanarli: non essere informati a sufficienza aumenta infatti il rischio di venire contagiati.
Giulia Dallagiovanna 1 ottobre 2019
* ultima modifica il 01/10/2019

Quando si parla di Hiv ci sono ancora tantissimi pregiudizi che riguardano soprattutto il modo nel quale si trasmette il virus e che, paradossalmente, ne favoriscono proprio la propagazione. Forse qualche volta lo avrai pensato anche tu: se il tuo collega è sieropositivo, è meglio non stargli troppo vicino, non condividere nulla con lui e, soprattutto, non frequentare le sue stesse cattive compagnie. Poi magari ti ritrovi una sera assieme a una persona appena incontrata e decidi che indossare il preservativo, o chiederle di farlo, sia da sfigati e quindi accetti un rapporto sessuale non protetto. In linea di massima, cerca di fare esattamente il contrario di quanto hai appena letto.

Le principali vie di contagio sono infatti tre: sessuale, ematica e verticale, cioè da madre a figlio. Sapere come avviene il contagio è fondamentale: contro il virus dell'Hiv o la sua malattia conclamata, cioè l'Aids, non esiste una cura che permetta di guarire e l'unico modo per evitare l'epidemia è quindi la prevenzione. Ma l'informazione, e la volontà di informarsi, rimangono scarse, così il numero delle diagnosi non cala, soprattutto nella fascia di popolazione tra i 25 e i 29 anni, mentre sembra aumentare la quantità di adolescenti che non vuole utilizzare il preservativo: al momento, raggiunge il 50%.

Se anche tu hai idee piuttosto confuse riguardo la trasmissione dell'Hiv, è il momento di chiarirle una volta per tutte.

Trasmissione dell'Hiv per via sessuale

Il virus dell'Hiv è presente in diversi fluidi corporei. In particolare nel sangue, nel latte materno e nelle secrezioni delle mucose che rivestono gli organi genitali (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) . Ed è proprio quest'ultima via quella più a rischio di favorire la propagazione dell'agente patogeno. In altre parole, baciare una persona sieropositiva non comporta alcun rischio a meno che entrambi non abbiate un taglietto in bocca che in quel momento stia sanguinando. Piuttosto raro, giusto? Avere un rapporto sessuale senza profilattico è invece il modo più sicuro per ammalarsi.

Gli altri dispositivi anticoncezionali in commercio non sono infatti in grado di arginare il contagio: pillola, cerotto, spirale e anello evitano una gravidanza, ma non impediscono il contatto tra i liquidi che il tuo corpo produce. Per non parlare di lavande vaginali e coito interrotto, che non risultano sicuri nemmeno per non concepire.

La trasmissione può avvenire anche se le mucose rimangono integre, ma risulta più frequente quando si verificano dei piccoli taglietti e si perde qualche goccia di sangue. Per questo motivo, il rapporto anale è più rischioso rispetto a quello vaginale ed è la ragione per cui gli uomini omosessuali sono tra le categorie più esposte a questo problema. Oltre al fatto che, escludendo il problema di una gravidanza indesiderata, si tende a non indossare alcuna protezione. E no, non è perché "chissà che gente frequentano". Anche perché, e vale la pensa di essere precisi, non solo è sufficiente un solo rapporto, ma nemmeno quelli orali sono del tutto senza conseguenze: è infatti più raro, ma può accadere, che l'agente patogeno entri in circolo nel tuo corpo proprio attraverso questa via.

Trasmissione dell'Hiv per via ematica

Un'altra via di trasmissione è quella ematica. Negli anni '80 si era verificato uno scandalo piuttosto grave, che si è poi intrecciato a vicende politiche di enorme importanza come Tangentopoli e la fine della Prima Repubblica: le trasfusioni infette. Sacche di sangue e di emoderivati che non erano state sottoposte a tutti i controlli necessari e che potevano provenire anche da persone malate. Furono tantissimi i pazienti, soprattutto emofilici, a contrarre l'Aids in questo modo.

Oggi in Italia le donazioni di sangue sono invece sicure al 100%, ma questa forma di contagio può rappresentare ancora un problema tra i tossicodipendenti, che magari si scambiano le siringhe tra loro. Inoltre, un altro comportamento che espone maggiormente al rischio è l'abuso di sostanze stupefacenti, anche se non assunte tramite iniezione, e di alcol, in quanto abbassa la soglia di attenzione e rendono più frequenti i comportamenti non responsabili.

Allo stesso modo, anche il trapianto di un organo infetto è veicolo di contagio diretto, ma, di nuovo, si tratta di un pericolo che in Italia e nei Paesi sviluppati è praticamente inesistente grazie a tutti i controlli e test che vengono effettuati.

Trasmissione dell'Hiv per via verticale

Infine, esiste una forma di trasmissione verticale, cioè tra madre sieropositiva e figlio. Un fenomeno che si verifica soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e accade per lo più in tre momenti fondamentali di questo rapporto unico: attraverso la placenta, durante il parto o nella fase dell'allattamento. Il sangue, il latte e i fluidi corporei presenti nel canale dove passa il bambino sono un veicolo di contagio. Il rischio si aggira attorno al 20% e può essere ridotto fino al 2% con l'uso di farmaci appropriati, sia alla madre che al neonato. Alcuni studi hanno poi dimostrato che anche l'intervento cesareo potrebbe aiutare ad abbassare le probabilità. In ogni caso, non esiste un modo per eliminare del tutto il problema.

L'esposizione professionale

Oltre alle tre vie più frequenti ne esiste una che è giusto citare anche se fortunatamente presenta un rischio molto basso nei Paesi sviluppati: quella dell'esposizione professionale. Chi lavora a stretto contatto con persone malate, ovvero medici e operatori sanitari, hanno in effetti maggiori probabilità di diventare un bersaglio per il virus dell'Hiv. Basta un taglio o una piccola puntura con un ago o un altro oggetto appuntito sporco di sangue infetto. Esistono però delle procedure di sicurezza istituite proprio per preservare la salute di chi svolge queste professioni e per metterle al riparo dal contagio di qualsiasi altra malattia.

Come non si trasmette il virus

Il problema dell'Hiv è principalmente uno: non si sa come si trasmette, ma si è convinti che si trovi praticamente ovunque. E invece puoi tranquillamente essere amico o collega di una persona sieropositiva senza correre alcun rischio. Nello specifico questo virus non si trasmette: attraverso la saliva e quindi con i baci, la condivisione di cibo, bicchieri, piatti e posate. Nemmeno le punture di insetto sono veicolo di contagio e lo stesso discorso vale per il cane o il gatto del collega in questione: non contrarrai l'Hiv se verrai morso.

Come si previene la trasmissione dell'Hiv

La prima forma di prevenzione contro la trasmissione dell'Hiv, quella che anche tu devi adottare, è utilizzare il preservativo. E questo vale soprattutto in caso di rapporti con partner occasionali o con una persona che conosci da poco tempo. In generale, però, indossare un profilattico permette di ottenere sempre un livello di sicurezza molto alto, anche contro altre patologie sessualmente trasmissibili o il cui contagio avviene soprattutto attraverso questa strada, come il Papilloma virus. Inoltre, ricorda che il virus può rimanere nel corpo anche per una decina di anni, prima di provocare i primi sintomi. Non potrai dunque avere la certezza che tu o l'altra persona non lo abbiate mai contratto, se non tramite un test apposito.

Fonti| Istituto superiore di sanità; Help Aids

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