Tumore ai polmoni: il rischio di ammalarsi non è uguale per tutti i fumatori

Due esami combinati, una Tac e un prelievo di sangue, potrebbero favorire una diagnosi precoce di cancro ai polmoni e stabilire con anticipo se una persona sia a rischio oppure no. Finora non era mai esistito un test di questo tipo: da un progetto dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è arrivata una versa svolta.
Giulia Dallagiovanna 10 settembre 2019
* ultima modifica il 10/09/2019

Il fumo aumenta il rischio di tumore al polmone. Ma di quanto? Come già potrai immaginare, le probabilità non sono le stesse per ogni persona. Naturalmente dipende da diversi fattori, come il numero preciso di sigarette al giorno, lo stile di vita in generale e come reagisce il tuo corpo di fronte a una minaccia di questo tipo. Capire quindi chi sia più esposto a sviluppare un cancro potrebbe favorire una diagnosi precoce e un inizio più rapido dei trattamenti necessari. Fino ad oggi non esisteva nessuna possibilità di battere sul tempo questo tipo di carcinoma, ma dall'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è arrivata una vera svolta: un test che stabilisca in anticipo se vi sia o no il sospetto di una formazione maligna nei polmoni.

Si tratta di uno screening personalizzato, effettuato attraverso una Tac spirale toracica a basso livello di radiazioni e un test microRNA sul sangue. Quest'ultimo esame indaga quelle molecole che regolano la produzione e la crescita delle proteine. Gli autori della ricerca, che si inserisce all'interno del progetto BioMILD, hanno analizzato 400 molecole di RNA, ovvero acido ribonucleico, e ne hanno poi isolato una ventina più specifiche per questa forma di tumore. In altre parole, una firma del cancro ai polmoni, come loro stessi l'hanno definita. Questa particelle vengono infatti rilasciate dal tuo sistema immunitario non appena un organo viene attaccato.

I ricercatori hanno individuato una ventina di molecole di RNA che identificano il tumore ai polmoni

Lo studio ha coinvolto 4mila pazienti, che sono stati osservati a partire dal 2013. Il 70% di loro e poteva essere definito un vero e proprio fumatore accanito, cioè un consumatore di almeno un pacchetto di sigarette al giorno per circa 30 anni. Ma la restante parte era formata da persone che facevano uso addirittura di una trentina di sigarette in media al giorno, per lo stesso numero di anni. Tutti loro appartenevano alla fascia d'età compresa tra i 50 e i 55 anni.

Ai partecipanti è stato effettuato il nuovo test che, per il paziente, significa semplicemente un comune prelievo di sangue. Hanno così individuato tre gruppi distinti. Un primo, formato dal 58% dei partecipanti, con un rischio pari allo zero. Un secondo intermedio, dove le probabilità erano basse, ma comunque già presenti e un terzo, il 5%, dove i risultati di entrambi gli esami sono stati positivi, segno di una possibilità davvero elevata di ammalarsi.

Partendo da questi dati, sono stati elaborati dei calendari di controlli e ed esami diagnostici personalizzati, in modo da tenere sotto controllo i polmoni e l'eventuale formazione di una massa maligna. Il test, insomma, permette di sapere in anticipo se dovrai prestare ancora più attenzione alla tua salute oppure no. Anche se il rischio risulta azzerato, però, dovresti comunque smettere di fumare: il cancro non è infatti l'unica conseguenza dell'abuso di sigarette. Tra le altre, si contano l'aumento del rischio di diabete e i problemi di fertilità, tanto per citarne alcune.

Fonte| Progetto BioMILD

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