Tumori, nuovo screening per proteggere il cuore e salvare i malati

Chemioterapia e radioterapia sono i trattamenti di cura più diffusi in caso di tumore, ma spesso possono causare complicanze cardiovascolari e scompenso cardiaco. E’ allo studio un nuovo metodo di screening per identificare direttamente in vivo nuove molecole cardioprotettive.
Valentina Rorato 16 Novembre 2021
* ultima modifica il 16/11/2021

È tutta una questione di cuore. Il muscolo cardiaco è al centro di un importante progetto, avviato a Trieste, volto a stabilire un nuovo metodo di screening per salvare la vita ai malati oncologici. I primi esperimenti preliminari, condotti da clinici e ricercatori, hanno dato risultati "promettenti".

Di che cosa si tratta? Chemioterapia e radioterapia sono la prima scelta di trattamento per molti casi di tumore, ma il loro utilizzo è limitato dal rischio di complicanze cardiovascolari e scompenso cardiaco. Ciò vuol dire molto spesso la cura che potrebbe salvare la vita a un oncologico potrebbe non essere possibile per tutelare la salute di un cuore già potenzialmente debole. Come mai? Alcuni tra i più utilizzati agenti chemioterapici sono gravati da effetti avversi a livello cardiaco, persistenti e irreversibili, che impediscono talvolta di portare a termine il trattamento antineoplastico.

In questo quadro complesso, il progetto in corso nel laboratorio di Medicina molecolare dell'Icgeb sotto la direzione di Mauro Giacca, con il contributo dei ricercatori della Struttura Complessa di Cardiologia di Trieste, diretta da Gianfranco Sinagra, è un faro di luce verso un futuro migliore. È stato sviluppato un nuovo metodo di screening per identificare direttamente in vivo nuove molecole cardioprotettive utilizzando vettori virali adenoassociati (AAV). E sono stati identificati tre geni Chrdl1, Fam3b e Fam3c, efficaci nel proteggere il cuore. Queste molecole potrebbero essere efficaci anche in un modello di danno da antracicline, mediato da processi apoptotici e fibrotici.

Ovviamente, si è ancora in fase preliminare ma gli obiettivi sono la validazione delle osservazioni, lo studio dei meccanismi molecolari di cardioprotezione e lo studio dell'efficacia di questi fattori in vari modelli di cardiotossicità da chemioterapici. Bisogna ricordare che solo in Italia i tumori rappresentano la seconda più comune causa di morte con circa 360.000 nuovi tumori diagnosticati ogni anno.

Fonte | Ansa

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