Un bambino di 7 anni riceve il trapianto dopo 525 giorni attaccato a un cuore artificiale: la storia ha finalmente il suo lieto fine

Durante l’estate 2019, il piccolo aveva manifestato i sintomi di una grave insufficienza cardiaca. Trasportato all’ospedale Regina Margherita di Torino, il suo cuore si è fermato e dopo averlo rianimato e sottoposto a un impianto di una circolazione extra-corporea, i medici hanno dovuto collegarlo a cuore artificiale. Che gli ha tenuto compagnia per oltre un anno.
Kevin Ben Alì Zinati 18 Marzo 2021
* ultima modifica il 18/03/2021

Un bambino di 7 anni è stato sottoposto con successo a un trapianto di cuore. Se mi fermassi qui non ci sarebbe nulla di strano, si tratta di un tipo di intervento delicato sì, ma frequente.

L’eccezionalità sta nella storia del piccolo paziente, che ha ricevuto il suo nuovo organo dopo aver passato 525 giorni ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino collegato a un cuore artificiale.

La (dis)avventura del piccolo paziente, originario del Marocco, è iniziata nell’estate 2019, quando all’improvviso ha cominciato ad accusare sintomi strani che, una volta analizzati, hanno sentenziato una pericolosa insufficienza cardiaca.

Dopo un breve ricovero in un ospedale della Liguria, Regione dove il padre si trovava per questioni di lavoro, il bambino è stato messo su un elicottero di soccorso e trasportato al Regina Margherita di Torino.

Qui la situazione è precipitata in tempi rapidissimi. Tra le corsie del nosocomio piemontese il suo cuore si è fermato. Medici e infermieri sono riusciti a rianimato e subito l’hanno sottoposto all’impianto di una circolazione extra-corporea ECMO.

Non è bastato. Siccome non c’erano segnali di recupero, l’unica soluzione è stata impiantargli un cuore artificiale Berlin Heart. In sostanza è un ventricolo artificiale adagiato sull'addome, collegato a una consolle di comando: il dispositivo da un lato era il suo salvavita, dall’altro l’àncora che limitava ogni suo movimento, azione, desiderio.

Mentre il piccolo era ricoverato, fuori il mondo continuava a scorrere. La pandemia avanzava, chiudeva in casa persone e città intere e intanto il bambino iniziava a conoscere e apprezzare la cucina italiana e ad imparare la nostra lingua. Tutto questo per 525 giorni, trascorsi sempre dentro l’ospedale: il tempo di impianto più lungo tra i piccoli pazienti del Regina.

Poi, la svolta. Dopo più di un anno è stato sottoposto con successo al trapianto di cuore dall'équipe dei cardiochirurghi pediatrici del Regina Margherita.

Poche ore sotto i ferri, un tempo di recupero veloce e niente più dispositivo artificiale appoggiato sull’addome a limitargli la vita: dopo 525 giorni, un anno in più e un cuore nuovo, il bambino è pronto per esplorare il mondo.

Fonte | Ospedale Regina Margherita di Torino

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