Un biosensore grande quanto una moneta capace di scovare i virus nella saliva: è il nuovo alleato contro epidemie e pandemie

Sviluppato dalla collaborazione tra il Cnr-Nano e altri istituti italiani, questo biosensore sfrutta le onde acustiche di superficie che, come un microterremoto, si propagano lungo la superficie del sensore: quando il virus si attacca al sensore, rallenta la velocità di propagazione delle onde rendendo possibile registrare la presenza della molecola all’interno dei fluido in esame.
Kevin Ben Alì Zinati 2 Agosto 2022
* ultima modifica il 02/08/2022

La pandemia di Sars-CoV-2, tra le tante cose, ci ha ricordato che quando abbiamo a che fare con un virus nuovo o con l’inattesa ricomparsa di un agente infettivo già noto, avere a disposizione strumenti diagnostici rapidi, precisi e soprattutto facili da usare è decisivo per controllare e gestire una potenziale crisi sanitaria.

Pensa al morbillo, responsabile di 140mila decessi in tutto il mondo ogni anno o al vaiolo delle scimmie, il cui costante aumento dei casi ha costretto l’Oms a dichiarare lo stato di emergenza sanitaria globale.

Diagnosi veloci e affidabili diventano ancora di più se le modalità di trasmissione di un virus sono “aeree”. Se dunque l’infezione dilaga attraverso le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria da una persona infetta. Una modalità di contagio invisibile che, di fatto, mette chiunque a forte rischio.

In questo quadro puoi capire quanto determinanti siano i risultati ottenuti dalla collaborazione tra l’Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa ed ARCHA srl, con il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’'Università di Pisa

Sulla rivista Advanced Functional Materials, i ricercatori hanno descritto un nuovo biosensore appena messo a punto: un dispositivo portatile, veloce, di alta sensibilità e grande quanto una moneta in grado di tracce di un virus direttamente all’interno della saliva umana.

Questo lab-on-a-chip sfrutta le capacità delle onde acustiche di superficie. Come ha spiegato Marco Cecchini, ricercatore del Cnr-Nano, le onde acustiche di superficie “sono una sorta di microterremoto che si propaga lungo la superficie del sensore. Quando il virus si attacca al sensore, rallenta la velocità di propagazione delle onde rendendo possibile registrare la presenza della molecola”. 

Uno schema a un’immagine del "mini" bionsensore in grado di rilevare tracce di virus all’intento della saliva umana. Photo credit: CNR

La sua affidabilità unita alla velocità e alle piccole dimensione lo renderebbero un ottimo alleato, anche perché rispetto ai test convenzionali, che necessitano dell’elaborazione del campione in laboratorio, questo sensore può essere impiegato in contesti più caotici come aeroporti, stazioni o in situazioni di emergenza.

Al momento il biosensore è stato testato con successo per il morbillo “ma la tecnologia può essere adattata ad altre tipologie di virus, ad esempio il Sars-Cov-2, e a batteri, proteine e acidi nucleici ha concluso Cecchini.

Fonte | "Surface-Acoustic-Wave (SAW) Induced Mixing Enhances the Detection of Viruses: Application to Measles Sensing in Whole Human Saliva with a SAW Lab-On-a-Chip" pubblicato il 7 luglio 2022 sulla rivista Advanced Functional Materials

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