Un nuovo test delle urine può dirti, in cinque minuti, se la tua dieta è sana per l’organismo

Il risultato è il frutto del lavoro congiunto dei ricercatori del’Imperial College di Londra e di altri istituti internazionali. Gli scienziati hanno scoperto che alcuni metaboliti contenuti nelle urine sono collegati al tipo di cibo assunto e assimilato. Grazie a un nuovo test, poi, i ricercatori sono stati in grado di realizzare un’impronta digitale delle urine che identifica la qualità della dieta. Le ricerche aprono quindi la strada verso consigli nutrizionali sempre più personalizzati.
Kevin Ben Ali Zinati 7 luglio 2020
* ultima modifica il 10/08/2020

Ora è l’esame delle urine che ti dice se la tua dieta è quella giusta per il tuo organismo. Diversi gruppi di ricerca hanno analizzato il ruolo dei metaboliti, i prodotti della trasformazione delle sostanze assorbite dall’organismo, e hanno scoperto un’associazione diretta fra i metaboliti ritrovati nelle urine e il tipo di cibo assunto. Partendo da qui hanno poi sviluppato un test che in cinque minuti è in grado di leggere questi metaboliti, creando una sorta di impronta digitale delle urine con cui misurare (e nel caso correggere) la qualità della dieta. Sia lo studio che ha individuato il rapporto tra alimentazione e metaboliti sia quello che ha sviluppato il test delle urine sono stati pubblicati sulla rivista Nature Food.

I metaboliti nelle urine

I ricercatori dell'Imperial College di Londra insieme a un team della Northwestern University, dell'Università dell'Illinois e della Murdoch University hanno analizzato i campioni di urine di oltre 1800 americani. Hanno così osservato i livelli di diversi metaboliti. Si tratta dei composti chimici derivati dalle attività del metabolismo, in pratica sono il risultato di come i diversi alimenti vengono digeriti dall’organismo. I ricercatori hanno scoperto che vi è un'associazione tra 46 metaboliti riscontrabili nelle urine e diversi tipi di alimenti che caratterizzavano la dieta dei pazienti. Alcuni metaboliti erano correlati all’utilizzo di alcol altri invece, come il fruttosio, il glucosio e la vitamina C, all’assunzione di agrumi. Sono stati ritrovati anche metaboliti legati al consumo di carne rossa. Uno dei dati più interessanti, poi, è stato che alcuni metaboliti sono stati associati a specifiche condizioni di salute: se nelle urine vi erano tracce di formiato e sodio potevano essere collegati all'obesità e alla pressione alta.

Il test in cinque minuti

Ottenuti i risultati, lo stesso gruppo dell’Imperial College di Londra, questa volta in collaborazione con la Newcastle University, l'Aberystwyth University e la Murdoch University, ha sviluppato un test delle urine in grado, in cinque minuti, di analizzare la miscela di metaboliti rilevando che varia da persona a persona. Si tratta di quello che gli stessi scienziati hanno definito come una “impronta digitale" delle urine. Per capire di che cosa sto parlando ti aggiungo questo: insieme al test, i ricercatori hanno ideato un punteggio personale, chiamato punteggio del metabotipo dietetico o DMS. Nei loro esperimenti hanno sottoposto 19 persone a quattro diete diverse, passando da una molto salutare a quella più malsana e poi hanno analizzato le loro urine confrontando questo punteggio. Qui hanno quindi scoperto che chi seguiva la stessa dieta aveva dei punteggi DMS differenti e soprattutto che più era alto il punteggio DMS e più sana era la dieta.

Prospettive

I due studi aprono a scenari potenzialmente importanti. Siccome ognuno di noi metabolizza gli alimenti che assume in modo completamente differente rispetto agli altri, attraverso la tecnologia del test delle urine, dell’analisi dei metaboliti e quindi del punteggio di un individuo si potrebbero potenzialmente fornire consigli dietetici personalizzati. I dietologi o i nutrizionisti potrebbe così capire non solo alcuni funzionamenti di patologie legate all’alimentazione, ma anche se la nostra dieta è corretta oppure costruirne una su misura pensata “scientificamente” in base al funzionamento del nostro organismo.

Fonti |"Dietary metabotype modelling predicts individual responses to dietary interventions" pubblicata il 17 giungo su Nature Food; "Nutriome–metabolome relationships provide insights into dietary intake and metabolism" pubblicata il 22 giugno sempre su Nature Food

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