Una “pelle elettronica” per monitorare i parametri vitali dei pazienti: ecco la nuova frontiera della telemedicina

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder ha sviluppato un apparecchio indossabile che può aderire a ogni parte del corpo per misurare temperatura corporea, battito cardiaco e altri parametri. Un’alternativa a basso costo e riciclabile agli strumenti tradizionali, che troverebbe applicazione non solo in campo sanitario ma anche in quello sportivo.
Federico Turrisi 18 Novembre 2020
* ultima modifica il 29/11/2020

Una "seconda pelle", o meglio un dispositivo elettronico da indossare come se fosse un braccialetto o una collana in grado di trasmettere i dati relativi alle nostre condizioni di salute in tempo reale. Potresti pensare che sia un'invenzione da romanzo fantascientifico, una roba più da cyborg che da esseri umani. E invece è quello a cui sta lavorando un team di ricercatori dell'Università del Colorado a Boulder, negli Stati Uniti. I risultati del loro studio sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista Science.

Di che cosa si tratta? A differenza dei cerotti intelligenti o di altri dispositivi indossabili, quello ideato dagli scienziati è un circuito stampato realizzato con un materiale sintetico altamente elastico, la poliammide, in grado di aderire alla pelle umana. Il dispositivo può essere modellato per adattarsi a qualsiasi parte del corpo e può allungarsi fino al 60% in qualsiasi direzione senza perdere le sue funzionalità. Al suo interno sono presenti tutti i sensori per monitorare la frequenza cardiaca, la temperatura corporea e gli altri parametri vitali. Non solo. Una delle caratteristiche particolari del materiale utilizzato è la capacità di rimarginare in autonomia le "ferite", proprio come la pelle vera: in caso di taglio, i legami chimici covalenti sono infatti in grado di rigenerarsi nel giro di pochi minuti.

L'obiettivo dei ricercatori è quello di rivolgersi a un ripensamento dei mezzi elettronici per il monitoraggio sanitario, a distanza e non, fornendo uno strumento altamente tecnologico a un costo accessibile. Una possibile applicazione della pelle elettronica riguarda poi l'ambito sportivo: può essere utile, per esempio, per tenere sotto controllo le prestazioni dell'atleta e in generale il suo stato di salute a riposo e sotto sforzo.

Un occhio è rivolto infine alla sostenibilità: il dispositivo è infatti progettato per evitare lo smaltimento in discarica. Una volta immerso in una soluzione, il materiale elastico si scompone, mentre la componente elettronica si deposita sul fondo. Entrambi possono quindi essere riutilizzati, riducendo in questo modo la produzione di rifiuti elettronici.

Per un'applicazione su larga scala della pelle elettronica occorrerà aspettare ancora un po' di tempo. Per avviare la produzione di massa di un dispositivo del genere, infatti, bisogna prima risolvere il problema dell'alimentazione, che oggi avviene tramite un'unità esterna. La strada è lunga, ma è già tracciata.

Fonte | "Heterogeneous integration of rigid, soft, and liquid materials for self-healable, recyclable, and reconfigurable wearable electronics" pubblicato su Science Advances il 6 novembre 2020.

Contenuto validato dal Comitato Scientifico di Ohga
Il Comitato Scientifico di Ohga è composto da medici, specialisti ed esperti con funzione di validazione dei contenuti del giornale che trattano argomenti medico-scientifici. Si occupa di assicurare la qualità, l’accuratezza, l’affidabilità e l’aggiornamento di tali contenuti attraverso le proprie valutazioni e apposite verifiche.
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.