Una persona positiva e vaccinata è comunque contagiosa?

Manca ancora una risposta definitiva a questa domanda ed è la ragione per cui devi continuare a indossare la mascherina e devi stare in quarantena se risulti positivo o contatto stretto di un positivo. Ma le informazioni che abbiamo raccolto finora sono piuttosto ottimistiche.
Giulia Dallagiovanna 29 Luglio 2021
* ultima modifica il 29/07/2021

Oggi una persona vaccinata che risulta contatto stretto di un positivo, se non addirittura positiva lei stessa, deve osservare il classico periodo di quarantena. Probabilmente come misura ti appare incomprensibile: perché dobbiamo vaccinarci tutti, se tanto poi isolamento e mascherine ci toccano comunque? La ragione è che, ad oggi, sappiamo per certo che i vaccini evitano lo sviluppo di una forma grave di Covid-19 e prevengono il decesso. Resta ancora da capire se prevengano l'infezione e, soprattutto, se una persona possa comunque risultare contagiosa anche se è stata vaccinata con due dosi (o con il monodose). In mancanza di un dato definitivo, abbiamo raccolto le opinioni di diversi esperti e sembrano tutti concordare sul fatto che, anche qualora fosse contagioso, un vaccinato ha comunque un rischio più ridotto di trasmettere l'infezione rispetto a chi non è ancora stato immunizzato.

I dati che arrivano dal Regno Unito

Se prima era Israele, ora è il Regno Unito a essere portato come esempio dal resto dell'Europa. Non solo la campagna vaccinale è più avanti, con il 70% della popolazione che ha già ricevuto entrambe le dosi, ma hanno anche avuto a che fare con la quarta ondata provocata dalla variante Delta. Proprio sulla base delle informazioni raccolte in Gran Bretagna, l'immunologo e membro del Comitato tecnico scientifico, Sergio Abrignani, ha dichiarato: "Solo il 10% di chi è vaccinato è contagioso". E ha poi specificato: "Premesso che il rischio zero in medicina non esiste e che sta circolando una variante estremamente contagiosa, la Delta, la vaccinazione riduce in modo impressionante sia il rischio di ospedalizzazione e morte, che il numero di contagi. Dunque anche le possibilità di trasmettere il virus: se non sono positivo, non posso infettare altre persone".

Un risultato che, se confermato, sarebbe davvero molto importante perché permetterebbe di ridurre drasticamente anche i contagi e quindi la circolazione del virus.

I vaccini a mRNA

Prima di proseguire, è bene precisare un punto: vaccini ad adenovirus vettore, come quello di AstraZeneca, non si sono mai mostrati molto efficaci nel bloccare il contagio asintomatico. Fattore che potrebbe anche spiegare l'aumento dei nuovi casi nel Regno Unito a fronte di un numero molto ridotto di morti. Perciò, quando si parla di bloccare l'infezione, ci si riferisce soprattutto a una capacità dei vaccini a RNA messaggero, vale a dire Pfizer e Moderna. Lo chiarisce anche il virologo Roberto Burioni: "Ora resta da sapere l'ultima cosa: quanto sono contagiosi i vaccinati che contraggono la malattia. Non abbiamo ancora questo dato, ma è ragionevole aspettarsi che i vaccinati che si infettano siano molto meno infettivi e forse per nulla (almeno se vaccinati con i vaccini a mRNA)".

La questione della carica virale

Anche se non abbiamo ancora una risposta definitiva per quanto riguarda vaccinati positivi e capacità di contagio, sappiamo che la carica virale rilevata in queste persone di solito è bassa. In poche parole c'è una minor quantità di virus in grado di replicarsi e infatti non si manifestano sintomi gravi. L'Istituto Mario Negri fa notare che in questo modo la capacità di trasmettere l'infezione è comunque ridotta.

"Facciamo l’esempio di un vaccino introdotto ultimamente (2017) – si legge sul sito, – quello contro il rotavirus. Questo agente patogeno, soprattutto nei bambini, può essere molto pericoloso perché in grado di provocare vomito e diarrea gravi. Uno studio condotto dal Centers for Disease Control americano ha dimostrato che il vaccino riesce ‘solo' a evitare forme gravi di malattia senza impedire del tutto la diffusione, ma nonostante questo il numero di casi di infezioni da rotavirus negli ultimi anni è diminuito quasi del 90%".

Con minore quantità di virus in corpo è anche più difficile contagiare un'altra persona

Sempre in virtù della carica virale molto ridotta, l'immunologa Antonella Viola propone di eliminare la quarantena per le persone vaccinate, lasciando però intatto l'obbligo di distanziamento e di mascherina nei luoghi chiusi.

I vaccinati si contagiano di meno

L'ultimo in ordine di tempo a intervenire sulla questione è l'Istituto superiore di sanità, che nello speciale del sito dedicato ai vaccini, specifica come l'incidenza dei contagi tra i vaccinati sia di 10 volte inferiore che tra i non vaccinati. E se si infettano di meno, avranno ovviamente meno probabilità di trasmetterlo.

Vaccinarci tutti significa quindi ridurre la circolazione del virus, ridurre la pressione sugli ospedali, riaprire in serenità e dimenticarci dei lockdown. Lo dicono i dati.

Fonti| Istituto superiore di sanità; AdnKronos; Medical Facts; Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri;

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