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Uveite: quanto può essere grave l’infiammazione dell’occhio?

L’uveite è un’infiammazione oculare che colpisce una parte precisa dell’occhio, l’uvea; l’insorgenza è spesso rapida, per questo motivo è importante riconoscerla, diagnosticarla e trattarla il più velocemente possibile per prevenire qualsiasi tipo di complicazione e salvaguardare la vista: esaminiamo insieme i sintomi e le cause di questa infiammazione.
15 Settembre 2022 * ultima modifica il 15/09/2022

L’uveite può colpire pazienti di ogni età, indipendentemente dal sesso; dall’infiammazione è possibile guarire, ma tra le complicazioni più gravi e irreversibili, causate principalmente da un trattamento sbagliato, troviamo la cecità.

Cos’è

L’uveite è l’infiammazione dell’uvea o tratto uveale, cioè la membrana vascolare dell’occhio, che si trova tra la sclera e la retina, la cui funzione è principalmente quella di fornire il nutrimento al bulbo oculare.

Le cause di questa infiammazione possono essere svariate, tra quelle riscontrabili possiamo elencare infezioni, patologie infiammatorie e traumi, ma può anche avere cause non note.

Con uveite si fa riferimento per l’appunto all’infiammazione dell’uvea, che può interessare tutto il tratto uveale o solamente una parte, ma talvolta l’infiammazione potrebbe anche diffondersi e riguardare anche altre aree dell’occhio, per questo motivo si suddividerà in:

  • anteriore: quando riguarda il segmento posto più anteriormente, inclusa l’iride, è la più comune;
  • intermedia: riguarda la parte centrale, che comprende anche l’umor vitreo;
  • posteriore: quando coinvolge lo strato posteriore, includendo anche la retina, ed è la meno comune;
  • panuveite: l’infiammazione comprende tutti gli strati.

I sintomi possono avere gravità diversa, e possono andare dal dolore agli occhi sino alla completa perdita della vista: si tratta perciò di una condizione relativamente pericolosa, che richiede una diagnosi tempestiva e un trattamento altrettanto veloce e mirato.

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L’arrossamento dell’occhio rientra tra i sintomi dell’uveite.

Cause

Le cause di uveite, come abbiamo già accennato, possono avere diversa origine, traumatica, infiammatoria, infettiva e autoimmune, anche se il più delle volte le cause non sono note; tuttavia, spesso, in associazione all’uveite si possono presentare altri sintomi sistemici o patologie infiammatorie o infettive. Nella maggior parte dei casi si tratta di uveite idiopatica, ossia di causa sconosciuta.

Tra le cause più comuni di uveite infiammatoria o autoimmune possiamo elencare:

Tra le cause infettive citiamo:

Qualche evento traumatico all’occhio può essere causa di uveite anteriore, così come interventi chirurgici precedenti, e in rari casi anche l’assunzione di determinati farmaci potrebbero rivelarsi fattori scatenante.

Sintomi

I sintomi di uveite variano in base alla tipologia della stessa, quindi alla sede infiammata:

  • uveite anteriore: può riguardare un occhio o entrambi, con dolore della parte, vista offuscata e fotofobia. La pupilla può presentare una forma irregolare o essere ristretta, e gli occhi possono essere arrossati;
  • uveite intermedia: solitamente non presenta dolore, può causare vista offuscata, una diminuzione della stessa e miodesopsie (corpi mobili che si presentano nel campo visivo come “mosche volanti”, punti, macchie);
  • uveite posteriore: disfotopsia (vista disturbata da riflessi o aloni), perdita più importante della vista causata dall’infiammazione del nervo ottico e miodesopsie;
  • panuveite: può presentare una combinazione di tutti i sintomi elencati.

Diagnosi

Per diagnosticare l’uveite è necessario ottenere un’anamnesi completa del paziente e della sua storia familiare.

Ovviamente come primo step si effettueranno svariati test che vengono svolti durante le normali visite oculistiche, quindi:

  • un test di acuità visiva, ossia quell’esame in cui si effettua la misurazione della vista tramite l’utilizzo di lettere e simboli di varie grandezze;
  • un’ispezione del bulbo oculare con un biomicroscopio (lampada a fessura);
  • una tonometria, ossia la misurazione della pressione intraoculare;
  • un’oftalmoscopia, cioè un esame dell’occhio dilatato.

In base a ciò che in un primo momento viene rilevato si potranno poi eseguire altri esami e test dell’occhio, oltre che ad esami del sangue e TC o RM.

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Cura

Il trattamento dell’uveite dipende dalla causa sottostante. Tendenzialmente è mirato all’eliminazione dell’infiammazione e del dolore con la somministrazione di corticosteroidi (solitamente sotto forma di collirio) e di farmaci cicloplegici topici: l’attività di questi ultimi è quella di bloccare la contrazione del muscolo ciliare e prevenire la formazione di aderenze dell’iride al cristallino.

Questa tipologia di cura viene attuata principalmente per l’uveite anteriore, mentre il trattamento di quella intermedia, posteriore e panuveite solitamente è molto più complesso, e varierà in base alla causa sottostante: ad esempio si procederà alla cura dell’infezione alla base, nei casi di uveite infettiva, e si somministreranno farmaci immunosoppressori nei casi di uveite causata da una patologia autoimmune. Talvolta, in casi particolari, è necessaria la terapia chirurgica.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto a fronte di un trattamento adeguato, la prognosi di uveite è favorevole: è probabile che nel tempo chi è stato affetto da uveite possa sviluppare qualche tipo di complicanza oculare, a causa soprattutto dell’infiammazione prolungata, ma grazie ai trattamenti la perdita permanente della vista è rara.

Le complicanze che si possono presentare includono, tra le altre, cataratta, danni al nervo ottico, glaucoma, distacco della retina ed edema.

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia, ha svolto periodi di formazione in ospedali universitari della Comunidad altro…
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