V-day, l’inizio della fine della pandemia da Covid-19: le voci di chi ha ricevuto il vaccino

Oggi a Milano, come nel resto d’Italia, sono stati vaccinati i rappresentanti del personale sanitario che è in prima linea contro il Coronavirus. Dopo aver ricevuto la dose ci hanno raccontato l’emozione che hanno provato nell’aver vissuto sulla loro pelle questa giornata storica.
Giulia Dallagiovanna 27 Dicembre 2020
* ultima modifica il 27/12/2020

"Io sto bene, sono pronta per fare il turno di notte". Adele Gelfo è un'operatrice sanitaria che da anni lavora all'Ospedale Niguarda. Anche lei, come tutti gli altri suoi colleghi in tutta Italia, ha assistito i pazienti Covid e anche lei era preoccupata e ha avuto paura quando ha potuto vedere con i suoi occhi la portata di questa pandemia. Oggi è tra le prime persone a ricevere il vaccino di Pfizer-BioNTech, approvato dall'Ema lo scorso 21 dicembre e arrivato in Italia proprio il giorno di Natale. Oggi, in una splendida giornata di sole, comincia la campagna vaccinale che potrebbe segnare la fine di questa pandemia.

All'Ospedale Niguarda di Milano, come in tante altre strutture presenti su tutto il territorio italiano, medici, infermieri e rappresentanti delle categorie sanitarie in prima linea durante dell'emergenza ricevono la prima delle due dosi di vaccino, necessarie per ottenere l'immunità completa.

"È una giornata storica, importante – commenta il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e presidente di presidente di Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), – e io mi sono sentito in dovere di provare a fare per primo la vaccinazione perché è fondamentale rilanciare la sicurezza della vaccinazione. Dobbiamo ricordarlo: è un’azione di protezione di se stessi, di protezione della propria famigli, ma anche della comunità di cui si fa parte. Sarà l’unico modo per uscire davvero da questa emergenza".

"Dopo l’esperienza che abbiamo avuto – ha aggiunto il professor Roberto Fumagalli, Direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione 1 dell'Ospedale Niguarda, – dopo aver visto tante persone essere ricoverate, soffrire, morire e dopo aver visto anche la sofferenza dei parenti, sono qui per dare una testimonianza. Noi medici, infermieri e OSS siamo qui perché vogliamo testimoniare come si cambiano le sorti di questa epidemia".

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