Vaccino anti-vaiolo: come funziona la vaccinazione che ha cambiato il mondo?

In Italia la vaccinazione contro il vaiolo è stata abrogata nel 1981 ed oggi è consigliata solo al personale di laboratorio. Questo farmaco ha permesso di porre una delle pietre miliari della medicina perché il vaiolo è la prima malattia infettiva ufficialmente eradicata.
Valentina Rorato 25 Maggio 2022
* ultima modifica il 25/05/2022

Il vaiolo è una malattia virale molto aggressiva e soprattutto con un tasso di mortalità estremamente elevato. Ha smesso di fare paura, grazie alla scoperta del vaccino, che ha permesso di debellare l’infezione.  L’Assemblea Mondiale della Sanità ha dichiarato il mondo libero da questa malattia l'8 maggio 1980. Come funziona la vaccinazione e da quando non si somministra più?

Storia

Il vaiolo è una malattia di origine sconosciuta. Il ritrovamento di eruzioni cutanee simili a quest’infezione è stato, prima di tutto, sulle mummie egiziane e ciò suggerisce che esista da almeno 3.000 anni. La prima descrizione scritta apparve in Cina nel IV secolo d.C e poi successivamente in India e nel resto dell’Asia.

Come è stato contenuto il virus? Uno dei primi metodi per controllare il vaiolo è stata la variolazione (chiamata anche variolizzazione o vaiolizzazione), un processo che prende il nome dal virus che causa il vaiolo (virus del vaiolo). Durante la variolazione, le persone che non avevano mai avuto il vaiolo sono state esposte a pustole infette graffiando il materiale nel braccio o inalandolo attraverso il naso. Cos’è successo? Hanno sviluppato i sintomi associati al vaiolo, come febbre ed eruzioni cutanee. Tuttavia, grazie a questo metodo, la malattia si è dimostrata meno aggressiva e mortale, rispetto al contagio naturale.

La base per la vaccinazione iniziò nel 1796 quando il medico inglese Edward Jenner notò che le mungitrici che avevano contratto il vaiolo bovino erano protette dal vaiolo. Jenner sapeva anche della variolazione e pensava che l'esposizione al vaiolo bovino potesse essere utilizzata per proteggere dalla malattia. Per testare la sua teoria, il dottore prese del materiale da una piaga di vaiolo bovino sulla mano della mungitrice Sarah Nelmes e lo inoculò nel braccio di James Phipps, il figlio di 9 anni del giardiniere di medico. Mesi dopo, Jenner espose il bambino più volte al virus, ma non si ammalò mai. Seguirono altri esperimenti e, nel 1801, Jenner pubblicò il suo trattato "Sull'origine dell'inoculazione del vaccino". In questo lavoro riassunse le sue scoperte. La vaccinazione divenne ampiamente accettata e gradualmente sostituì la pratica della variolazione.

Eradicazione del vaiolo

Nel 1959, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) avviò un piano per liberare il mondo dal vaiolo. Sfortunatamente, questa campagna di eradicazione globale soffrì della mancanza di fondi, personale e impegno da parte dei Paesi e della carenza di donazioni di vaccini. Dopo una forte epidemia nel 1966, in Sud America, Africa e Asia, il programma di eradicazione si intensificò 1967. La malattia fu dichiarata eliminata in Nord America (1952) ed Europa (1953), ma continuavano i casi in Sud America, Asia e Africa (il vaiolo non è mai stato diffuso in Australia). Il programma compì progressi costanti fino al 1971, quando fu eradicato dal Sud America, seguito dall'Asia (1975) e infine dall'Africa (1977).

Janet Parker fu l'ultima persona a morire di vaiolo. Chi era? La Parker era un medico presso la Birmingham University Medical School in Inghilterra. Quando si ammalò, nel 1978, stava lavorando un piano sopra il dipartimento di microbiologia medica, dove il personale e gli studenti avevano condotto ricerche sul vaiolo. Pare sia stata infettata tramite il sistema di condotti dell'edificio della scuola di medicina o per contatto diretto durante la visita al corridoio di microbiologia.

Il vaccino

Il vaccino contro il vaiolo non contiene il vaiolo, ma il virus Vaccinia di origine bovina, protegge quindi le persone dalla malattia, ma non trasmette l’infezione. All’interno del farmaco è presente un virus vivo, non un virus ucciso o indebolito come molti altri vaccini. Per questo motivo, le persone vaccinate devono prendere precauzioni durante la cura della zona in cui è stato inoculato il farmaco, per poter prevenire la diffusione del virus vaccinia.

Per la maggior parte delle persone con un sistema immunitario sano, i vaccini con virus vivi sono efficaci e sicuri. A volte possono provocare sintomi lievi come eruzioni cutanee, febbre e dolori alla testa e al corpo. In alcuni gruppi di persone, le complicazioni sono state gravi.

La vaccinazione contro il vaiolo può proteggerti dal vaiolo per circa 3-5 anni. Dopo quel tempo, la sua capacità di proteggerti diminuisce. Se hai bisogno di una protezione a lungo termine, potrebbe essere necessario un richiamo.

Storicamente, il vaccino è stato efficace nel prevenire l'infezione da vaiolo nel 95% dei vaccinati. Inoltre, è stato dimostrato che il vaccino previene o riduce sostanzialmente l'infezione se somministrato entro pochi giorni dall'esposizione al virus, quindi si può fare prima ma anche dopo essere entrati in contatto con la malattia.

Come si somministra

Il vaccino viene somministrato in dose singola con un ago particolare, che inocula sotto la pelle diverse dosi di virus, causando una piccola escoriazione, che lascerà un’ “iconica” cicatrice.  Se la vaccinazione ha successo nel giro di 3 o 4 giorni si forma una piccola ferita rossa e irritata che diventerà una vescica, si riempirà di pus, e comincerà a seccarsi. Nella terza settimana dopo la vaccinazione, la crosticina dovrebbe cadere. La vaccinazione in Italia è stata sospesa nel 1977 e ufficialmente abrogata nel 1981.

Puoi ancora vaccinarti contro il vaiolo? Ovviamente, sì.  La vaccinazione è raccomandata per il personale di laboratorio che lavora a contatto con il virus vaccinia o altri virus orthopox in strutture di riferimento o di ricerca specializzate. Oggi sono disponibili nuovi vaccini (di seconda e terza generazione) più attenuati e non replicanti, approvati per usi specifici da diverse autorità regolatorie nazionali.

Fonte | EpiCentro

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