Vaccino contro la meningite: quanti ne esistono, quando farli e perché vaccinarsi

Il tipo di meningite che ti spaventa di più, ovvero quella che riempie le pagine dei giornali, è la forma batterica trasmessa dal meningococco, diversa rispetto a quella virale. Ma la buona notizia è che esiste un vaccino contro questo batterio. Abbiamo chiesto al dottor Albert Kasongo di spiegarci come funziona.
Giulia Dallagiovanna 12 Dicembre 2018
* ultima modifica il 22/09/2020
Intervista al Dott. Albert Kasongo medico vaccinatore presso il Centro medico Santagostino di Milano

Nei primi mesi del 2017, i giornali hanno riportato diverse notizie di persone morte, o dalla salute gravemente compromessa, dopo aver contratto la meningite. Su Ohga ti abbiamo già parlato di questa malattia. In questo caso, devi sapere che si trattava della sua variante batterica e, nello specifico, di quella trasmessa dal Neisseria meningitidis o meningococco.

Ma contro questo batterio esistono tre tipi di vaccinazioni, alle quali puoi sottoporti per non correre il rischio di venire contagiato. Abbiamo chiesto al dottor Albert Kasongo, medico vaccinatore presso il Centro medico Santagostino di Milano, di spiegarci a quale età è bene vaccinarsi e se esiste un periodo dell'anno più adatto.

Esistono tre diversi vaccini contro la meningite, qual è la differenza?

La differenza risiede nel sierogruppo contro cui è rivolto il vaccino stesso, che possiamo considerare come una sorta di sottospecie del batterio del meningococco. Avremo quindi:

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierogruppo C
  • il vaccino coniugato tetravalente: protegge dai sierogruppi A, C, W135 e Yil
  • il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

Il meningococco è un batterio che compare soprattutto verso la fine dell'inverno e l'inizio della primavera: quando è meglio fare il vaccino?

Dalle statistiche mediche possiamo evincere in effetti una maggiore frequenza di diagnosi nei mesi invernali e primaverili. Questo può essere conseguenza della modalità di trasmissione del batterio, che avviene tramite goccioline di saliva, emesse attraverso tosse o starnuti da persone infette o da portatori sani. In realtà, non esiste un periodo specifico per effettuare la vaccinazione. La mia raccomandazione è quella di effettuarla il prima possibile.

Ogni quanti mesi o anni è bene fare il richiamo?

Credo sia opportuno, innanzitutto, ricordare che la scheda vaccinale vigente prevede:

  • la vaccinazione contro il meningococco B nei bambini nel corso del primo anno di vita: tre dosi al terzo, quarto, sesto mese di vita e un richiamo al 13esimo mese
  • la vaccinazione anti-meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età: una dose fra il 13esimo e il 15esimo mese
  • la vaccinazione con vaccino coniugato tetravalente nell'adolescenza, sia come richiamo per chi è già stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo, sia per chi non è mai stato vaccinato

In considerazione di tutto questo e ricordando l'importanza del richiamo, che permette di mantenere elevata la protezione immunitaria individuale, va detto che i dati attualmente disponibili in letteratura non consentono di stabilire la necessità di un richiamo. Tuttavia, in Italia, col nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, è stata inserita una dose di richiamo in età adolescenziale, perché è il periodo nel quale il rischio di contagio è maggiore.

Bisogna vaccinarsi anche se non è in corso un'epidemia?

Il vaccino è raccomandato, anche in assenza di epidemia, nei confronti di bambini piccoli, cioè al di sotto dei 5 anni di età, di adolescenti, di giovani adulti e di persone a rischio perché affette da patologie particolari e che abbiano un sistema immunitario carente. Infine, invito sempre tutti a consultare il sito del Ministero della Salute.

Fonte| Ministero della Salute

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