Vaccino contro l’Ebola: l’Oms dà il via libera nei Paesi più a rischio

Si chiama “prequalification” e significa che l’Organizzazione mondiale della sanità considera il vaccino sicuro ed efficace. Non una definitiva autorizzazione alla sua commercializzazione, ma la possibilità di utilizzarlo nei Paesi dove il virus è tornato a circolare con prepotenza. Un’epidemia che fino a 5 anni fa sembrava una nuova pestilenza, oggi si può prevenire.
Giulia Dallagiovanna 15 novembre 2019
* ultima modifica il 12/06/2020

Un via libera davvero importante quello che arriva dall'Organizzazione mondiale della sanità: è stato approvato l'utilizzo del vaccino contro l'Ebola nei Paesi più a rischio epidemia. In termini tecnici si chiama "prequalification". Non una vera e propria autorizzazione, ma una sorta di timbro che garantisce il rispetto degli standard di qualità, sicurezza ed efficacia da parte del farmaco. Non potrà dunque essere commercializzato, ma impiegato in tutte quelle nazioni dove il virus ha dato il via a un nuovo contagio. L'annuncio arriva circa un mese dopo il sì dell'Ema (l'Agenzia europea del farmaco) per l'immissione nel mercato del medicinale, entro i confini dell'Unione europea.

Il farmaco che sta mettendo d'accordo tutti si chiama Ervebo ed è stato prodotto dalla casa farmaceutica Merck. Lo studio è iniziato nel 2014, allo scoppio della prima grande epidemia di Ebola. Te la ricorderai sicuramente perché per due anni la febbre emorragica ha fatto paura al mondo intero e diversi grandi ospedali italiani avevano allestito delle stanze apposite in cui isolare gli eventuali pazienti che avevano contratto il morbo. E quando finalmente sembrava che l'ondata di contagi di massa fosse finita, il virus è tornato a circolare.

Il vaccino è stato testato con successo su 16mila persone

Nella Repubblica Democratica del Congo è stato così testato per la prima volta il nuovo vaccino, grazie all'adozione dei cosiddetti programmi compassionevoli richiesti dal governo, che permettono l'utilizzo del prodotto quando è ancora in corso la ricerca. L'Ebola aveva infatti già toccato circa 3mila persone e il tasso di mortalità aveva raggiunto il 67%. Chi era più esposto al rischio infezione, dal personale sanitario ai parenti dei malati, è stato sottoposto alla procedura di immunizzazione, ed è apparso subito chiaro come fosse sufficiente un'unica dose per contrastare l'attacco dell'agente patogeno. Nel frattempo, la sperimentazione è proseguita anche attraverso i canali più tradizionali, arrivando a coinvolgere 16mila individui in Africa, Europa e Stati Uniti.

Il vaccino ora viene considerato efficace e soprattutto sicuro. Di fronte all'emergenza sanitaria in corso non sembrava dunque il caso di perdere altro tempo e l'Oms ne ha approvato l'utilizzo nelle zone dove è più necessario, accelerando di fatto la procedura per una sua approvazione definitiva. Si stima infatti che entrerà ufficialmente in commercio a partire dalla metà del 2020.

Ma forse non sarà l'unico. C'è anche un secondo farmaco in fase di test, messo a punto dalla Johnson & Johnson e che è già utilizzato in Congo. Questo significa che un'infezione che fino a cinque anni fa veniva considerata una sorta di nuova pestilenza, oggi è prevenibile e trattabile.

Fonti| Organizzazione mondiale della sanità; Ansa

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