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Versamento pleurico: cos’è, come si cura e quali sono le possibili conseguenze

Il versamento pleurico è l’eccessivo accumulo di liquido nella cavità pleurica, quella zona del nostro corpo situata tra gli strati della membrana che ricopre i polmoni: esaminiamo insieme perché si forma e quali sono i trattamenti per risolverlo.
4 Novembre 2021 * ultima modifica il 04/11/2021

Il versamento pleurico è la malattia più comune tra le patologie che riguardano la pleura.

Cos’è

Il versamento pleurico è un accumulo di liquido nella cavità pleurica, ovvero lo spazio compreso tra la pleura viscerale e la pleura parietale, che insieme costituiscono per l’appunto la pleura, ossia la membrana sierosa che ricopre e avvolge ciascun polmone. Si tratta di una condizione relativamente grave che rappresenta una delle principali cause di mortalità collegate a patologie polmonari.

In condizioni normali il liquido pleurico (di composizione simile al plasma) è presente in una piccola quantità che serve per lubrificare la zona e facilitare i movimenti dei polmoni durante la respirazione. Il versamento di quantità più massicce di liquido, che diventa patologico, può accadere in modo autonomo senza cause sottostanti, o essere la conseguenza di altre patologie come infezioni, tumori o infiammazioni. In alcune occasioni può verificarsi se sussiste una produzione eccessiva o un assorbimento ridotto del liquido, che sconvolge il normale meccanismo di carico e smaltimento dello stesso.

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Una rappresentazione di un versamento pleurico avvenuto in seguito ad una polmonite.

Cause

Diverse patologie possono causare versamenti pleurici, soprattutto quelle che coinvolgono i polmoni. Per valutare in un primo momento le cause di versamento ci si può basare sulla composizione del liquido, che potrà essere ricco di proteine (essudato) e quindi associabile a infezioni e tumori, o più acquoso (trasudato) solitamente nei casi di insufficienza cardiaca o cirrosi epatica.

Tra le cause generiche di versamento pleurico possiamo elencare:

  • infezioni polmonari come polmonite o tubercolosi;
  • traumi al torace;
  • insufficienza cardiaca;
  • insufficienza renale;
  • cirrosi epatica;
  • ipoalbuminemia;
  • tumori, tra cui il mesotelioma;
  • disturbi infiammatori come pancreatite, lupus, artrite reumatoide e infiammazione della pleura.

Altre cause meno comuni di versamento sono rappresentate da embolia polmonare causata da assunzione di farmaci, a seguito di radioterapie, da rottura esofagea o da sindrome da iperstimolazione ovarica.

Sintomi e conseguenze

I sintomi del versamento pleurico variano in base alla causa sottostante dello stesso. In alcuni casi potrebbe presentarsi anche in modo asintomatico, ed essere scoperto per puro caso durante altre visite, o al massimo con una difficoltà nella respirazione.

Nei casi di infiammazioni ai polmoni il sintomo principale è rappresentato da dolore acuto e localizzato che si percepisce con la respirazione o la tosse, e solitamente peggiora con l’inspirazione; il dolore è anche un sintomo tipico del mesotelioma, ossia un tumore che nasce dalle cellule mesoteliali che ricoprono le cavità seriose del corpo, tra cui la pleura.

Tra gli altri sintomi del versamento pleurico possiamo includere tosse e febbre, e all’auscultazione sarà caratteristica una diminuzione dei suoni respiratori, un’ottusità alla percussione ed egofonia, cioè un timbro nasale e belante della voce tipico dei versamenti pleurici. Quando il versamento è importante e vi è molto liquido, la respirazione apparirà frequente e superficiale.

Diagnosi

L’auscultazione è un buon punto di partenza nel diagnosticare un versamento pleurico, ma gli esami più affidabili e sicuri sono la radiografia e l’ecografia del torace, in cui è possibile quantificare la quantità di liquido in eccesso nei polmoni. Queste due tipologie di esami serviranno anche successivamente in sede di pianificazione della toracentesi, per progettare in modo adeguato l’evacuazione del liquido.

Anche i test effettuati direttamente sul liquido prelevato saranno utili nel capire le cause che hanno scatenato il versamento, in quanto, ad esempio, una maggiore conta linfocitaria può indicare, tra gli altri, la presenza di tumori, tubercolosi e neoplasie, mentre altri livelli di fattori differenti possono indicare diverse patologie.

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La radiografia del torace è uno degli esami più affidabili per diagnosticare un versamento pleurico.

Cura

Il trattamento del versamento pleurico avverrà in base alla diagnosi di causa sottostante. Nei casi di versamento asintomatico solitamente questo non richiede trattamento, in quanto può riassorbirsi da solo quando si risolve la patologia sottostante; in presenza di dolore si possono assumere FANS o altri analgesici orali.

Nella maggior parte dei casi il drenaggio toracico del liquido in eccesso (toracentesi) è sufficiente e può anche essere ripetuto; nei casi di infezioni la toracentesi può essere abbinata all’utilizzo di antibiotici.

Per i pazienti che richiedono un drenaggio frequente, ad esempio in caso di versamenti cronici, esistono due opzioni di intervento:

  • pleurodesi: una procedura chirurgica eseguita per far aderire le pleure e fissare lo spazio pleurico, per evitare che si ripresentino versamenti;
  • posizionamento di un catetere permanente che consenta drenaggi multipli.

Aspettativa di vita

La prognosi del versamento pleurico dipende dalla tipologia di causa alla base dello stesso: solitamente nei casi benigni (ad esempio in presenza di lupus e artrite reumatoide) il trattamento funziona, mentre nei casi di tumori maligni l’aspettativa non è molto favorevole, e la maggior parte dei pazienti muore entro i 24 mesi.

Dipenderà molto anche dalla ricorrenza con cui i versamenti si presentano e dalla frequenza di drenaggio; qualora il drenaggio non venga effettuato questo potrebbe portare a difficoltà respiratorie, ad empiema, ossia una raccolta di pus nello spazio pleurico, e sepsi.

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia, ha svolto periodi di formazione in ospedali universitari della Comunidad altro…
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