Vespa orientalis: quali sono i rischi della diffusione di questo insetto

La vespa orientalis, nota anche come calabrone orientale, è una specie nativa in Italia, storicamente presente nelle regioni del Sud Italia. Si sta diffondendo anche nelle Regioni del Nord e del Centro, a causa dei cambiamenti climatici. Quali sono i rischi per l’uomo?
Valentina Rorato 9 Settembre 2022
* ultima modifica il 09/09/2022

La vespa orientalis è protagonista delle cronache, perché durante l’estate 2022 è stato lanciato l’allarme di una presunta invasione. Pare, infatti, che questo insetto si sia molto diffuso nella zona di Roma, destando preoccupazione. È davvero rischioso e si può parlare di “invasione”?

Vespa orientale

La vespa orientale (Vespa orientalis) è una specie di calabrone. Ha un manto rossiccio diviso da una banda larga e gialla sull’addome e una macchia sempre dello stesso colore sulla testa. Ha una dimensione compresa tra i 3 e i 5 cm di lunghezza.

Vive in campagna, ma è facile trovarla anche nelle città, soprattutto nei pressi dei supermercati, dei mercati cittadini e dei ristoranti, perché è attirata dal cibo, nello specifico carne e pesce. Anche se il nome fa subito pensare a un insetto che viene da lontano, si trova da decenni nel nostro Paese, in Sicilia, Calabria e Campania. Ultimamente, però, pare che questo calabrone abbia raggiunto anche altre regioni, come Liguria, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e, soprattutto, il Lazio, nella zona della Capitale.

La Vespa orientalis è una specie scientificamente detta termofila, ovvero che vive e si moltiplica a temperature relativamente elevate. Purtroppo, a causa del cambiamento climatico e delle temperature sempre più superiori, sta iniziando a diffondersi anche al Nord. Come il calabrone europeo, fa il nido nelle cavità naturali, come alberi e buchi nel terreno, o artificiali, come intercapedini.

Rischi per l’uomo

La vespa orientale non è un insetto innocuo, ma punge solo se minacciata. Purtroppo, come la maggior parte degli imenotteri produce un veleno tossico per l’uomo, che può scatenare reazione avverse gravi, in base alla sensibilità. Chi è allergico potrebbe non sopravvivere a uno choc anafilattico. La buona notizia è che essendo complessivamente di piccole dimensioni, a differenza di altri calabroni, riesce a iniettare una quantità modesta di veleno. In questo momento comunque è prematuro parlare di invasione: attualmente gli accessi ai pronto soccorso per punture di vespe sono nella media nazionale stagionale.

I rischi per l'apicoltura

Il vero pericolo per la diffusione della vespa orientalis è per l’apicoltura. Come mai? Se non trova cibo, tende ad attaccare le api allevate dall’uomo, mettendo quindi a rischio la produzione di miele e cera.

Come si previene

La vespa orientalis, nelle città, tende a fare il nido soprattutto negli edifici antichi, approfittando delle alte temperature estive, e negli edifici poco frequentati, come le scuole durante le vacanze. Se vedi un alveare devi segnalarlo alla protezione civile, ai vigili del fuoco o ad aziende specializzate. È poi fondamentale l’igiene: fare molta attenzione alla raccolta differenziata (soprattutto l’umido), e a non lasciare in giro scarti di cibo.

Fonte | Ispra Ambiente

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