Via il grigio dell’autunno, ottobre è rosa: parte oggi il mese della prevenzione contro il tumore al seno

Da anni la Lega per la Lotta Contro i Tumori promuove la Campagna Nastro Rosa per la sensibilizzare della popolazione femminile sui rischi del cancro alla mammella, sull’importanza della conoscenza della patologia e della prevenzione attraverso i programmi di screening e l’autopalpazione.
Kevin Ben Alì Zinati 1 Ottobre 2021
* ultima modifica il 01/10/2021

Non c’è spazio per il grigio dell’autunno: ottobre è rosa. Da diversi anni, ormai, oggi inizia il mese della prevenzione contro il tumore al seno con la Campagna Nastro Rosa voluta dalla Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori.

L’obiettivo è sensibilizzare sempre di più la popolazione femminile sui rischi del cancro alla mammella e sull’importanza della prevenzione offrendo una visita senologica gratuita presso il più vicino ambulatorio aderente alla rete Lilt.

Un mese di iniziative ed eventi che culmineranno poi il 19 ottobre: data simbolo che, su iniziativa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è diventata la Giornata internazionale contro il cancro al seno.

Dando uno sguardo a 360gradi sul mondo oncologico italiano emerge che il mese della prevenzione per il tumore al seno è decisivo. Secondo le ultime stime relative al 2020, infatti, si tratta della patologia tumorale più frequente in Italia con quasi 55mila nuovi casi registrati solo lo scorso anno: secondo i dati dell’Airc, rappresenta il 30,3% di tutti i tumori che colpiscono le donne e il 14,6% delle neoplasie diagnosticate nel nostro Paese.

Nonostante la crescita dell’incidenza, specialmente nelle donne più giovani, la mortalità legata al tumore al seno è in diminuzione, con un calo del 6% nel 2020 rispetto al 2015: non possiamo cantare vittoria perché resta comunque la prima causa di morte per tumore nelle donne.

Conoscenza è prevenzione

L’obiettivo dell’ottobre rosa è dunque di sensibilizzare sul tumore al seno e promuovere l'accesso a diagnosi, controlli e cure tempestive ed efficaci.

La prima tappa per la prevenzione è però la consapevolezza. Per questo la Lilt spinge perché le ragazze giovani imparino ed effettuino mensilmente l’autopalpazione del seno, sulla divulgazione dell’importanza della vaccinazione (anche per i ragazzi) contro l’infezione da HPV e, più in generale, sulla conoscenza della patologia.

A partire da quelli che sono i suoi fattori di rischio non modificabili, come l’età (dato che la probabilità di sviluppare il tumore del seno aumenta con l’aumentare dell’età e e il 50% delle diagnosi riguarda donne under55), la familiarità e la presenza di alcune specifiche mutazioni genetiche (come BRCa1 e BRCa2) che se ereditate possono aumentare il rischio.

Senza tralasciare poi gli elementi dannosi della nostra vita su cui invece possiamo intervenire come l’obesità, una scarsa attività fisica e un’alimentazione poco equilibrata con poca frutta e verdura, un abuso di alcol e di fumo di sigaretta.

Gli screening

Prevenzione per il tumore al seno fa rima con screening. Come forse saprai, si tratta di un programma di esami diagnostici precoci cui si accede dopo una mammografia, ovvero un esame radiologico della mammella.

Se il risultati di una mammografia è positivo non significa che la neoplasia è già presente nell’organismo ma che ci sono degli indizi che meritano di un approfondimento diagnostico.

In Italia lo screening per il tumore al seno è gratuito per tutte le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, che è la fascia di maggior rischio e prevede la possibilità di sottoporsi a una mammografia ogni due anni.

I test genomici

Un’importante novità che riempie l’ottobre 2021 è la gratuità dei test genomici per il tumore al seno ufficializzata nei mesi scorsi dal ministro della Salute Speranza.

Conoscere la specificità delle mutazioni di ciascun singolo tumore è decisivo perché nel caso di un tumore al seno che trova linfa crescita nello stimolo ormonale, le terapie ormonali sono il primo approccio terapeutico a cui spesso viene associata anche la chemioterapia.

Purtroppo però la chemio è tossica sì per le cellule tumorali ma anche per quelle sane e può portarsi dietro effetti collaterali come nausea, perdita di capelli e limiti nella qualità della vita. E per di più solo una paziente su dieci ne trae effettivo beneficio.

Conoscere in anticipo se effettivamente il tumore di una paziente possa effettivamente rispondere a una chemioterapia può essere decisivo. E come lo si scopre? Proprio attraverso i test genomici.

Fonte | Lilt; Airc; Ministero della Salute  

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