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5 Ottobre 2026
12:13

Accensione riscaldamenti 2026: date, orari e regole zona per zona in Italia

Quando si possono accendere i riscaldamenti nel 2026? Ecco le date di accensione, gli orari e le regole previste per le diverse zone climatiche italiane.

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Accensione riscaldamenti 2026: date, orari e regole zona per zona in Italia
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Con l'arrivo dell'autunno torna il momento di controllare il calendario dell'accensione dei riscaldamenti 2026. In Italia, infatti, non esiste una sola data valida per tutti: il territorio è diviso in diverse zone climatiche, alle quali corrispondono periodi e limiti di utilizzo differenti.

La classificazione tiene conto delle caratteristiche climatiche dei territori e stabilisce quando gli impianti possono entrare in funzione e per quante ore al giorno.

Quando si possono accendere i riscaldamenti nel 2026

Le date cambiano in base alla zona climatica di appartenenza del Comune.

La zona E, che comprende gran parte delle città del Nord e diverse località del Centro, può accendere gli impianti dal 15 ottobre.

Per la zona D la data prevista è invece il 1° novembre, mentre nelle zone caratterizzate da un clima più mite l'accensione viene posticipata ulteriormente.

Zona E: dal 15 ottobre

La zona climatica E è una delle più estese e comprende numerosi Comuni italiani.

Qui i riscaldamenti possono essere utilizzati dal 15 ottobre al 15 aprile, con un limite massimo di 14 ore al giorno.

La fascia comprende molte città del Nord Italia e diverse località del Centro.

Zona D: dal 1° novembre

Nella zona D l'accensione degli impianti è prevista dal 1° novembre.

Il periodo arriva fino al 15 aprile, mentre il funzionamento può raggiungere un massimo di 12 ore al giorno.

Si tratta di una fascia climatica che comprende diverse città del Centro e alcune aree del Sud.

Zona C: dal 15 novembre

Per i Comuni appartenenti alla zona C, il calendario prevede l'accensione dal 15 novembre.

Gli impianti possono rimanere in funzione fino al 31 marzo, con un limite massimo di 10 ore al giorno.

Zona B: dal 1° dicembre

Nella zona climatica B, caratterizzata da temperature generalmente più miti, i riscaldamenti possono essere accesi dal 1° dicembre.

Il periodo di funzionamento arriva fino al 31 marzo, con un massimo di 8 ore al giorno.

Zona A: dal 1° dicembre

La zona A comprende le località con le condizioni climatiche più miti.

Anche in questo caso l'accensione è prevista dal 1° dicembre, mentre lo spegnimento arriva al 15 marzo.

Il limite massimo è di 6 ore giornaliere.

Zona F: nessun limite di calendario

La zona F comprende le aree più fredde del territorio italiano.

Per questi Comuni non è previsto un limite di calendario per l'accensione degli impianti, che possono quindi essere utilizzati quando necessario.

Perché le date non sono uguali in tutta Italia

La suddivisione in zone climatiche serve a tenere conto delle diverse condizioni meteorologiche presenti nel Paese.

Non avrebbe infatti senso applicare lo stesso calendario a una località alpina e a una città caratterizzata da temperature molto più miti.

Per questo le zone più fredde possono utilizzare il riscaldamento per un periodo più lungo, mentre nelle aree più calde l'accensione viene posticipata e il numero massimo di ore è inferiore.

Il Comune può prevedere deroghe

Le date stabilite a livello nazionale rappresentano il riferimento generale, ma in presenza di condizioni climatiche particolari possono essere adottate ordinanze locali.

I Comuni possono quindi intervenire sul calendario in determinate circostanze, per esempio in caso di temperature eccezionalmente basse.

Prima di accendere i termosifoni è quindi sempre utile controllare eventuali comunicazioni della propria amministrazione comunale.

Anche la temperatura è regolamentata

Le regole non riguardano soltanto il periodo di accensione.

Anche la temperatura degli ambienti deve rispettare i limiti previsti dalla normativa, con l'obiettivo di contenere i consumi e ridurre gli sprechi energetici.

Per questo non è necessario portare il riscaldamento a temperature molto elevate: mantenere un livello adeguato permette di avere un ambiente confortevole evitando consumi eccessivi.

Come preparare i termosifoni prima dell'accensione

Prima di riaccendere l'impianto dopo diversi mesi di inutilizzo può essere utile verificare che tutto funzioni correttamente.

È importante controllare lo stato dei radiatori, verificare che non ci siano perdite e, quando necessario, effettuare la manutenzione prevista per l'impianto.

Anche eliminare eventuale aria presente nei termosifoni può aiutare a migliorarne il funzionamento.

Come evitare sprechi quando parte il riscaldamento

Una volta acceso l'impianto, alcune semplici abitudini possono aiutare a contenere i consumi.

È meglio evitare di coprire completamente i termosifoni con mobili o tende pesanti e conviene limitare l'apertura prolungata delle finestre mentre il riscaldamento è acceso.

Anche controllare la temperatura e programmare gli orari in base alla presenza effettiva delle persone in casa può contribuire a evitare inutili sprechi.

Il calendario da tenere a mente

Per il 2026, quindi, la data di accensione dipende dalla zona climatica: si parte dal 15 ottobre per la zona E, mentre si arriva al 1° dicembre per le zone A e B. La zona F non ha invece limiti di calendario.

Conoscere la propria zona climatica permette di sapere quando è possibile accendere i termosifoni e per quanto tempo possono rimanere in funzione.

Prima di avviare l'impianto, resta comunque importante verificare eventuali disposizioni specifiche del proprio Comune e assicurarsi che il sistema sia stato mantenuto correttamente durante i mesi di inutilizzo.