Bimbo di 4 anni cade dal secondo piano: il padre si lancia e lo salva

A cura di Redazione
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Un bambino di 4 anni è precipitato dal terrazzo di una palazzina nel Pordenonese. Il padre si è lanciato per raggiungerlo e lo ha protetto durante l’impatto.

Una caduta dal secondo piano, poi una frazione di secondo per decidere cosa fare. Nel Pordenonese, un bambino di 4 anni è precipitato dal terrazzo di casa e il padre, accortosi di quanto stava accadendo, si è lanciato nel vuoto per cercare di raggiungerlo.

L'uomo è riuscito ad afferrare il figlio durante la caduta e a stringerlo a sé, proteggendolo con il proprio corpo al momento dell'impatto. Padre e bambino sono finiti sul tetto di una vecchia automobile parcheggiata nel cortile, che ha contribuito ad attutire la caduta.

Entrambi sono sopravvissuti e, dopo gli accertamenti in ospedale, sono stati dimessi. Il piccolo ha riportato soltanto lievi conseguenze, mentre il padre ha avuto alcune contusioni.

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La caduta dal terrazzo

L'episodio è avvenuto circa un mese fa nell'hinterland della provincia di Pordenone, ma la vicenda è stata resa pubblica soltanto nelle ultime ore.

Il bambino si trovava sul terrazzo dell'abitazione quando, per motivi che non sono stati chiariti, ha oltrepassato la protezione.

Il padre si è accorto immediatamente del pericolo, ma non avrebbe avuto il tempo materiale per raggiungerlo e fermarlo dal terrazzo.

A quel punto ha reagito d'istinto.

Il padre si lancia nel vuoto

L'uomo ha deciso di gettarsi a sua volta dal secondo piano.

Non un gesto pianificato, ma una reazione avvenuta in pochissimi istanti davanti alla possibilità di vedere il figlio precipitare.

Durante la caduta è riuscito a raggiungerlo e ad afferrarlo.

Lo ha quindi stretto contro il proprio corpo, cercando di proteggerlo dall'impatto con il suolo.

L'auto parcheggiata sotto il terrazzo

A rendere possibile il lieto fine non è stato soltanto il gesto del padre.

Sotto il terrazzo era parcheggiata una vecchia utilitaria, appartenente alla figlia maggiore dell'uomo.

Padre e figlio sono finiti proprio sul tetto della vettura.

La carrozzeria ha assorbito parte dell'urto e ha contribuito a ridurre le conseguenze della caduta. Il bambino, inoltre, è finito sul corpo del padre, che lo aveva tenuto stretto durante il volo.

Il tetto dell'auto ha attutito l'impatto

L'automobile ha riportato danni evidenti.

Il tetto della vecchia utilitaria si è deformato sotto il peso dell'impatto, ma proprio quella deformazione ha contribuito a rendere meno violenta la caduta.

Il primario di Pediatria Roberto Dall'Amico, che ha raccontato l'episodio, ha sottolineato come la presenza dell'auto abbia avuto un ruolo importante nell'esito della vicenda.

Il bambino è stato portato in ospedale

Dopo la caduta, il bambino è stato trasportato all'ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone.

I medici lo hanno sottoposto agli accertamenti necessari per verificare eventuali conseguenze del volo.

Nonostante la dinamica dell'incidente, gli esami non hanno evidenziato problemi significativi.

Il piccolo è rimasto in osservazione per una giornata ed è stato poi dimesso dall'ospedale.

Soltanto qualche graffio per il piccolo

Il bilancio medico è stato sorprendentemente positivo.

Il bambino, secondo quanto riferito dal primario, se l'è cavata praticamente senza conseguenze, con alcune lievi escoriazioni.

Una situazione molto diversa da quella che si sarebbe potuta immaginare considerando la caduta dal secondo piano.

Anche il padre è rimasto ferito solo lievemente

L'uomo è stato accompagnato a sua volta al Pronto soccorso.

Ha riportato alcune contusioni, ma anche per lui non sono emerse conseguenze tali da richiedere un ricovero prolungato.

Padre e figlio hanno quindi potuto tornare a casa dopo gli accertamenti.

Una frazione di secondo

A colpire della vicenda è soprattutto il tempo nel quale il padre ha dovuto prendere la decisione.

Secondo la ricostruzione del medico, quando si è accorto che il bambino aveva oltrepassato la protezione del terrazzo, non c'era più il tempo per raggiungerlo e fermarlo.

L'uomo si è quindi lanciato verso il figlio, pur sapendo che sarebbe precipitato anche lui.

È riuscito ad afferrarlo durante la caduta e a tenerlo stretto fino all'impatto.

«Una storia finita bene»

Roberto Dall'Amico ha definito l'episodio «una storia finita bene».

Nel raccontare quanto accaduto, il primario ha sottolineato che la vicenda mette insieme diversi elementi: la rapidità della reazione del genitore, la protezione offerta al bambino durante la caduta e la presenza dell'automobile che ha attutito l'impatto.

Il gesto istintivo del padre

Il medico ha riflettuto anche sulla decisione dell'uomo di mettere a rischio la propria incolumità.

In una situazione normale, il corpo tende naturalmente a evitare ciò che può provocare dolore o mettere in pericolo la propria vita.

Di fronte alla caduta del figlio, però, il padre ha agito senza esitazione.

Si è lanciato nel vuoto e ha cercato di trasformare il proprio corpo in una protezione per il bambino.

«La paura di perdere un figlio»

Nel suo racconto, Dall'Amico ha descritto proprio questo contrasto: da una parte la paura dell'impatto, dall'altra quella ancora più forte di perdere un figlio.

Il padre, in pochissimi istanti, avrebbe quindi superato il proprio istinto di conservazione per cercare di salvare il bambino.

Cosa ha provocato la caduta?

Non è stato chiarito con certezza per quale motivo il bambino abbia oltrepassato la protezione del terrazzo.

Le fonti disponibili si concentrano soprattutto sulla dinamica del salvataggio e sulle condizioni di padre e figlio.

Non ci sono quindi elementi sufficienti per ricostruire con precisione che cosa abbia portato il bambino oltre il parapetto.

L'incidente è avvenuto circa un mese fa

Un altro elemento particolare della vicenda è il ritardo nella sua diffusione.

L'incidente è avvenuto circa un mese prima che il primario dell'ospedale raccontasse pubblicamente la storia.

La famiglia aveva quindi già superato la fase più delicata e il bambino era tornato a casa dopo gli accertamenti.

Il racconto del primario

A raccontare l'accaduto è stato proprio Roberto Dall'Amico, primario della Pediatria del Santa Maria degli Angeli di Pordenone.

Il medico ha condiviso la vicenda attraverso un post, poi ripreso da diverse testate locali e nazionali.

Il suo racconto ha permesso di ricostruire quei pochi secondi nei quali il padre ha visto il figlio cadere e ha deciso di seguirlo per salvarlo.

Una vecchia utilitaria diventata decisiva

Oggi nel cortile della casa rimane il segno più evidente dell'incidente: l'automobile danneggiata dall'impatto.

Il tetto deformato racconta la forza della caduta e, allo stesso tempo, il ruolo che la vettura ha avuto nel ridurre le conseguenze.

Senza quell'ostacolo sotto il terrazzo, l'impatto avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.

Il bambino è tornato a casa

Dopo una giornata di osservazione, il piccolo ha potuto lasciare l'ospedale.

Gli esami effettuati dai medici non hanno evidenziato problemi significativi e il bambino è tornato dalla sua famiglia.

Anche il padre ha potuto fare ritorno a casa dopo le cure ricevute per le contusioni.

Una tragedia sfiorata

La dinamica avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia.

Un bambino di quattro anni è precipitato dal secondo piano e il padre si è lanciato nel vuoto per raggiungerlo.

La fortuna ha poi avuto un ruolo importante: prima il padre è riuscito ad afferrare il figlio, poi entrambi sono finiti sul tetto di un'auto che ha assorbito parte dell'urto.

Il risultato è stato completamente diverso da quello che ci si sarebbe potuti aspettare.

L'importanza della sicurezza sui terrazzi

La vicenda riporta anche l'attenzione sulla sicurezza domestica quando ci sono bambini piccoli.

Terrazzi, balconi, finestre e parapetti possono diventare punti di rischio soprattutto quando nelle vicinanze ci sono sedie, scale, mobili o altri oggetti che possono essere utilizzati per arrampicarsi.

È importante quindi controllare periodicamente che le protezioni siano adeguate e che non ci siano elementi facilmente accessibili che possano facilitare una salita.

Una storia che il primario ha voluto raccontare

Dall'Amico ha scelto di raccontare questa vicenda non soltanto per la dinamica sorprendente, ma anche per sottolineare il valore della prontezza con cui il padre ha reagito.

La sua riflessione parte dall'incidente e arriva al rapporto tra genitori e figli.

In una situazione estrema, quell'uomo ha messo a rischio se stesso pur di proteggere il bambino.

Padre e figlio sono salvi

Alla fine, il dato più importante è quello che riguarda il loro stato di salute.

Il bambino è stato dimesso dopo un giorno di osservazione e il padre ha riportato soltanto alcune contusioni.

Una caduta dal secondo piano, un salto nel vuoto e un impatto sul tetto di un'auto si sono conclusi quindi senza conseguenze gravi per nessuno dei due.

Il momento in cui tutto poteva cambiare

Sono bastati pochi secondi.

Il bambino oltre il terrazzo, il padre che si accorge del pericolo, la decisione di lanciarsi e poi l'abbraccio durante la caduta.

Sotto di loro, quasi per caso, c'era una vecchia utilitaria.

Il padre ha protetto il figlio con il proprio corpo e l'auto ha attutito l'impatto.

Un lieto fine dopo una caduta dal secondo piano

La storia del bambino di 4 anni nel Pordenonese si è quindi conclusa con un lieto fine.

Il piccolo è precipitato dal terrazzo, ma il padre è riuscito ad afferrarlo in volo e a tenerlo stretto durante la caduta.

Entrambi sono finiti sul tetto di un'automobile e sono sopravvissuti.

Il bambino è stato dimesso dopo una giornata di osservazione, mentre il padre ha riportato soltanto lievi contusioni.

Una tragedia sfiorata che, come ha osservato il primario Roberto Dall'Amico, si è trasformata in «una storia finita bene».