Come impostare correttamente il termostato di casa per risparmiare sulla bolletta senza rinunciare al caldo

A cura di Redazione
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A quanti gradi impostare il termostato in inverno? Le temperature consigliate, gli orari da programmare e gli errori da evitare per ridurre la bolletta.

Con l'arrivo dei mesi freddi, il riscaldamento torna a essere una delle principali voci di spesa delle famiglie italiane. Eppure, per contenere i consumi non è sempre necessario cambiare caldaia, installare nuovi termosifoni o affrontare lavori costosi. Spesso il primo intervento da fare riguarda un dispositivo che abbiamo già in casa: il termostato.

Impostare correttamente il termostato può ridurre gli sprechi e abbassare sensibilmente la bolletta del riscaldamento, mantenendo una temperatura confortevole negli ambienti domestici. Il segreto è scegliere i gradi giusti, programmare gli orari di accensione e adattare il funzionamento dell'impianto alle proprie abitudini.

Ma attenzione: promettere di dimezzare la bolletta semplicemente modificando il termostato sarebbe fuorviante. Un risparmio del 50% non è garantito e dipende da molti fattori, tra cui isolamento dell'abitazione, tipo di impianto, clima e consumi di partenza. Ci sono però alcune regole che possono fare una differenza concreta.

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A quanti gradi impostare il termostato in inverno?

La prima domanda da porsi è quale sia la temperatura ideale da mantenere in casa durante l'inverno.

Per la maggior parte delle abitazioni, una temperatura di circa 19-20 °C nelle stanze occupate rappresenta un buon compromesso tra comfort e consumi energetici.

Impostare il termostato a 23 o 24 °C può sembrare una soluzione per riscaldare più velocemente gli ambienti, ma in realtà non funziona così. Nei sistemi tradizionali, alzare molto la temperatura desiderata non rende necessariamente più rapido il riscaldamento: significa soprattutto chiedere all'impianto di lavorare più a lungo.

Ogni grado in più aumenta la differenza tra la temperatura interna e quella esterna, favorendo la dispersione di calore attraverso pareti, finestre e tetto.

Per questo motivo, mantenere il termostato a 19 °C anziché a 21 °C può contribuire a contenere la spesa.

L'effettivo risparmio dipende dalle caratteristiche dell'edificio e dell'impianto. Non esiste una percentuale identica per tutte le case, ma evitare temperature eccessive è uno dei modi più semplici per limitare i consumi.

La temperatura giusta nelle diverse stanze

Non tutti gli ambienti domestici hanno bisogno dello stesso livello di riscaldamento.

In soggiorno e nelle stanze utilizzate durante il giorno, una temperatura di 19-20 °C può essere adeguata per molte persone.

Nelle camere da letto, dove si trascorrono diverse ore sotto le coperte, può essere sufficiente una temperatura leggermente inferiore, per esempio 17-19 °C, in base alle esigenze individuali.

Il bagno può richiedere un ambiente più caldo durante l'utilizzo, soprattutto al mattino o dopo la doccia.

Le stanze poco frequentate, invece, non devono necessariamente essere mantenute alla stessa temperatura del soggiorno.

Quando l'impianto lo consente, le valvole termostatiche installate sui radiatori permettono di regolare il calore in modo differenziato.

È importante però evitare di lasciare gli ambienti troppo freddi, soprattutto nelle abitazioni soggette a umidità e condensa. Temperature molto basse possono favorire problemi di comfort e, in presenza di altre condizioni sfavorevoli, la formazione di muffa.

L'obiettivo non è raffreddare il più possibile la casa, ma distribuire il calore dove serve davvero.

Come programmare il termostato durante il giorno

Uno degli errori più comuni consiste nel mantenere la stessa temperatura per tutte le 24 ore, anche quando l'abitazione rimane vuota.

Un cronotermostato consente invece di impostare fasce orarie diverse, adattando il riscaldamento ai momenti in cui la famiglia è presente.

Per una casa occupata prevalentemente al mattino e alla sera, una programmazione indicativa potrebbe essere questa:

Fascia orariaTemperatura indicativa6:30-8:3019-20 °C8:30-17:3016-18 °C, se la casa è vuota17:30-22:3019-20 °C22:30-6:3016-18 °C, secondo comfort e impianto

Questi valori sono soltanto un esempio e non devono essere applicati automaticamente a ogni abitazione.

Una casa ben isolata può conservare il calore per molte ore, mentre un edificio con forti dispersioni potrebbe raffreddarsi rapidamente.

Anche il tipo di riscaldamento cambia le modalità di programmazione. I radiatori tradizionali reagiscono in modo diverso rispetto agli impianti a pavimento, che hanno tempi di riscaldamento e raffreddamento più lunghi.

Per questo è utile osservare come varia la temperatura nelle stanze e modificare gradualmente gli orari, anziché utilizzare una programmazione rigida.

Conviene spegnere il riscaldamento quando si esce?

Spegnere completamente il riscaldamento durante un'assenza può ridurre i consumi, ma non è sempre la soluzione migliore.

Se si esce soltanto per un'ora, il vantaggio potrebbe essere minimo. Se invece la casa rimane vuota per molte ore, abbassare la temperatura impostata può consentire un risparmio più significativo.

Il risultato dipende soprattutto dalla capacità dell'edificio di trattenere il calore.

In una casa poco isolata, una riduzione eccessiva della temperatura può provocare un forte raffreddamento degli ambienti e rendere necessario un lungo periodo di riscaldamento al rientro.

Questo non significa che sia sempre più economico mantenere la casa calda: in generale, ridurre la temperatura interna diminuisce le dispersioni. Bisogna però valutare il comfort, i tempi di ripresa e il funzionamento dell'impianto.

Per le pompe di calore, in particolare, abbassamenti molto marcati possono essere poco convenienti se provocano l'attivazione di sistemi di riscaldamento ausiliari meno efficienti.

Una riduzione moderata della temperatura è spesso una strategia più pratica rispetto a continui spegnimenti e riaccensioni.

Di notte è meglio spegnere il termostato o abbassarlo?

Durante la notte, quando si dorme, la necessità di riscaldare gli ambienti può essere inferiore rispetto alle ore diurne.

In molte abitazioni è possibile abbassare il termostato di qualche grado, evitando di mantenere la stessa temperatura del soggiorno anche nelle ore di riposo.

Per esempio, chi utilizza 20 °C durante il giorno potrebbe valutare una temperatura notturna di 17-18 °C, verificando che rimanga adeguata alle persone presenti.

Non esiste però un valore ideale valido per tutti.

La presenza di bambini piccoli, persone anziane o persone con esigenze particolari può richiedere temperature differenti.

Anche la qualità dell'isolamento e il tipo di impianto devono essere considerati.

Nei sistemi radianti a pavimento, che reagiscono lentamente alle variazioni del termostato, potrebbe essere preferibile una riduzione contenuta anziché un abbassamento importante.

L'aspetto fondamentale è evitare di riscaldare inutilmente gli ambienti a temperature elevate durante tutta la notte.

Il termostato a 25 °C scalda più velocemente? L'errore da evitare

Quando si torna a casa e si trova l'ambiente freddo, può venire spontaneo impostare il termostato a 25 °C nella speranza di raggiungere prima una temperatura confortevole.

Nei normali sistemi di riscaldamento con termostato ambiente, però, questo comportamento non garantisce un riscaldamento più rapido.

Il termostato indica la temperatura che si desidera raggiungere, non la velocità alla quale l'impianto deve scaldare.

Se la temperatura desiderata è 20 °C, impostare 25 °C può semplicemente far continuare a funzionare il riscaldamento anche dopo aver raggiunto il livello di comfort necessario.

Alcuni impianti moderni sono dotati di sistemi modulanti, capaci di adattare la potenza alle condizioni ambientali. Anche in questi casi, però, impostare temperature eccessive non rappresenta una strategia affidabile per risparmiare.

La soluzione migliore è scegliere il valore realmente desiderato e lasciare che l'impianto lo raggiunga.

Dove posizionare il termostato per evitare consumi inutili

Non conta soltanto la temperatura impostata. Anche la posizione del termostato può influire sul funzionamento del riscaldamento.

Se il dispositivo è installato vicino a un termosifone, potrebbe rilevare una temperatura superiore a quella effettivamente presente nel resto della stanza.

In questo caso, il riscaldamento rischia di spegnersi troppo presto.

Al contrario, se si trova vicino a una finestra con spifferi o a una porta che viene aperta frequentemente, potrebbe registrare temperature più basse e far funzionare l'impianto più del necessario.

In generale, il termostato dovrebbe essere collocato in una zona rappresentativa della temperatura dell'abitazione, lontano da fonti dirette di calore, raggi solari intensi e correnti d'aria.

Per i dispositivi mobili o wireless è utile scegliere una posizione stabile, evitando di spostarli continuamente da una stanza all'altra.

Una rilevazione corretta permette all'impianto di reagire meglio alle reali condizioni della casa.

Il termostato smart può aiutare a risparmiare?

I termostati intelligenti offrono alcune funzionalità che possono rendere più semplice la gestione del riscaldamento.

Molti modelli consentono di modificare la temperatura tramite smartphone, creare programmi settimanali e controllare l'impianto anche quando si è fuori casa.

Alcuni dispositivi possono inoltre adattare il funzionamento agli orari abituali o rilevare quando l'abitazione è vuota, a seconda delle tecnologie disponibili.

Queste funzioni possono contribuire a ridurre gli sprechi, soprattutto nelle case in cui il riscaldamento viene lasciato acceso inutilmente per molte ore.

Non significa però che un termostato smart garantisca automaticamente un grande risparmio.

Se un impianto è già programmato correttamente e l'abitazione è ben gestita, il beneficio aggiuntivo potrebbe essere limitato.

Prima dell'acquisto è quindi utile verificare la compatibilità con la caldaia o con la pompa di calore e valutare quali funzioni siano realmente necessarie.

Si può davvero dimezzare la bolletta del riscaldamento?

Dimezzare la bolletta intervenendo soltanto sul termostato non è un risultato che si possa promettere.

Un taglio del 50% dei consumi potrebbe essere possibile in situazioni particolarmente inefficienti, per esempio quando si parte da temperature molto elevate e da un impianto utilizzato senza alcuna programmazione. Non rappresenta però un risparmio medio né un obiettivo garantito.

Inoltre, ridurre del 50% l'energia utilizzata per il riscaldamento non equivale necessariamente a dimezzare l'intera bolletta del gas o dell'elettricità, che può comprendere acqua calda sanitaria, cucina, altri consumi e costi fissi.

Per ottenere risparmi importanti è spesso necessario combinare più interventi: regolazione del termostato, manutenzione dell'impianto, riduzione degli spifferi, miglioramento dell'isolamento e utilizzo efficiente delle valvole termostatiche.

Anche semplici abitudini possono aiutare. Non coprire i termosifoni con tende pesanti o mobili, chiudere tapparelle e persiane nelle ore più fredde e arieggiare gli ambienti per periodi brevi quando necessario sono comportamenti che possono contribuire a limitare gli sprechi.

La regolazione del termostato rimane comunque uno dei primi interventi da valutare, perché non richiede necessariamente una spesa iniziale.

La regola più utile per riscaldare bene e spendere meno

Il modo più efficace per utilizzare il termostato non consiste nel tenere la casa sempre caldissima, né nello spegnere continuamente il riscaldamento.

La strategia è mantenere una temperatura adeguata quando gli ambienti sono occupati e ridurla quando non serve, adattando gli orari alle abitudini della famiglia e alle caratteristiche dell'impianto.

Per molte abitazioni, partire da circa 19-20 °C nelle stanze utilizzate durante il giorno e valutare una riduzione moderata durante la notte o nelle ore di assenza può essere un buon punto di partenza.

Monitorare i consumi nel tempo permette poi di capire se le modifiche stanno producendo un beneficio reale.

Il termostato non può eliminare da solo tutte le dispersioni di calore di una casa, ma utilizzarlo correttamente significa evitare di pagare energia per raggiungere temperature più alte del necessario. Ed è proprio da questi sprechi quotidiani che può iniziare un risparmio concreto sulla bolletta.