Cos’è la psoriasi: quando le cellule della pelle hanno troppa fretta

Quasi tre italiani su cento ne soffrono. La psoriasi è una malattia che non compromette lo stato di salute della persona, ma può creare molto disagio fino a compromettere la qualità stessa della vita. Vediamo come si manifesta e come è possibile conviverci tutti i giorni.
Gaia Cortese 29 ottobre 2018
* ultima modifica il 12/06/2020
Con la collaborazione del Dott. Mario Cristofolini medico specialista dermatologo, ex Primario dell'Ospedale Santa Chiara di Trento, Presidente dell'Istituto G.B. Mattei per la ricerca termale

La psoriasi è una malattia cronica della pelle che causa delle lesioni (placche), caratterizzate da eritemi e desquamazioni. Quasi tre italiani su cento ne sono affetti: di per sé non è una malattia che compromette lo stato di salute fisico di chi ne è colpito, ma da un punto di vista psicologico, può avere ripercussioni importanti. Ma andiamo con ordine. La psoriasi si manifesta generalmente tra i 20 e i 40 anni (ma può comparire precocemente in soggetti molto giovani) e può essere causata da fattori scatenanti.

I tipi di psoriasi

Esistono diverse tipologie di psoriasi, più o meno gravi:

  • La psoriasi volgare si manifesta su arti e cuoio capelluto con chiazze ricoperte da squame di colore grigio-argentee. Le placche possono estendersi da pochi centimetri a decine di centimetri e solo in alcuni casi provocano prurito.
  • La psoriasi guttata è più frequente nei giovani e nei bambini e si presenta sotto forma di chiazze di piccole dimensioni che interessano il tronco e gli arti.
  • La psoriasi palmo-plantare colpisce esclusivamente le mani e i piedi, ma causa vere e proprie desquamazioni della pelle.
  • La psoriasi pustolosa è una forma molto rara, ma di entità grave a causa della sua manifestazione sotto forma di pustole.
  • Si parla poi di artrite psoriasica quando la malattia colpisce le articolazioni.

Sintomi e manifestazione

La psoriasi si manifesta inizialmente su gomiti e ginocchia, ma in seguito può comparire anche sul cuoio capelluto, nella zona lombare della schiena e più raramente in altre parti del corpo. In alcuni pazienti i sintomi possono attenuarsi o addirittura scomparire del tutto in alcuni periodi, così come possono anche aggravarsi e compromettere seriamente la qualità della vita.

Le cause

La causa della psoriasi è dovuta semplicemente un ricambio troppo veloce delle cellule della pelle. Se infatti in condizioni normali questo processo avviene in 3 o 4 settimane, nelle persone affette da psoriasi questo ricambio avviene in un lasso di tempo che va dai 3 ai 7 giorni; da qui la comparsa delle placche che altro non sono che cellule non ancora mature che raggiungono la superficie della pelle.

Perché succede questo? In parte per l'azione indesiderata dei linfociti T che creano un processo infiammatorio che altera tutti i meccanismi di riproduzione cellulare provocando appunto la comparsa delle chiazze o l'arrossamento della cute. Non si può poi ignorare il fatto che la psoriasi abbia anche un carattere ereditario (una persona su tre che soffre di psoriasi, ha un famigliare con lo stesso problema), pertanto può esserci una predisposizione genetica in chi ne è colpito. Altre cause sono riconducibili a fattori scatenanti come il fumo, lo stress, l'alcool, i cambiamenti ormonali, l'assunzione di alcuni farmaci, infezioni o malattie che colpiscono il sistema immunitario.

Diagnosi

Per riconoscere la malattia è sufficiente farsi vedere dal proprio dermatologo per fare un esame clinico delle lesioni cutanee; in alcuni casi viene prescritto anche l'esame istologico che prevede il prelievo di un piccolo campione di tessuto. Per l'artrite psoriasica invece, può essere necessario sottoporsi a una radiografia, a un'ecografia articolare o ad una risonanza magnetica.

Come si cura

La psoriasi potrebbe essere anche non trattata perché non compromette lo stato di salute del paziente; tuttavia la sintomatologia richiede nella maggior parte dei casi un intervento per lenire prurito e arrossamento delle parti coinvolte. Nelle forme più lievi di psoriasi il paziente si cura con sostanze emollienti, unguenti o creme a base di corticosteroidi. Per curare i sintomi della psoriasi viene utilizzata anche la fototerapia perché l'erogazione della luce, naturale o artificiale, si è rivelata una terapia efficace.

Nei casi più gravi è necessario ricorrere all'assunzione di farmaci: l'acitretina e il metotrexate riducono la produzione di cellule cutanee; le ciclosporine riducono l'azione aggressiva dei linfociti T; i farmaci biologici sono in grado di ridurre l'infiammazione colpendo solo le cellule iperattive del sistema immunitario.

Recentemente è stata presentata una nuova terapia rimborsabile dal Ssn che, grazie a un meccanismo d'azione intracellulare, mette in moto una sorta di riprogrammazione delle cellule su cui opera e permette il trattamento dei pazienti che presentano una patologia moderata o grave, risultati intolleranti alle tradizionali terapie farmacologiche.

Il parere dell'esperto

Sull'argomento abbiamo sentito il parere del Dottor Mario Cristofolini, medico specialista dermatologo, ex Primario dell'Ospedale Santa Chiara di Trento, Presidente dell'Istituto G.B. Mattei per la ricerca termale:

"La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica recidivante che può avere varie cause genetiche, ambientali, immunologiche (recentemente è studiato il ruolo del microbiota intestinale e cutaneo). Colpisce circa 2 milioni e 400 mila italiani ed è classificata in rapporto alla sua estensione in lieve, moderata e grave (test BSA e PASI). La maggioranza, 70-80% degli psoriasici, è affetta da forme lievi o moderate, il 20% da forme gravi per estensione o per sedi particolari: viso, dorso mani e genitali.

Sono spesso interessate le unghie e le articolazioni (psoriasi artropatica). Recenti studi ci indicano che la psoriasi non può più essere considerata una malattia esclusivamente della pelle: oggi sappiamo che è una malattia sistemica spesso associata a patologie generali quali la sindrome metabolica (che comprende l’obesità 29%, il diabete mellito 13%, la dislipidemia aterogenica, l’ipertensione arteriosa), le malattie cardiovascolari, l’insufficienza renale cronica. Poiché risulta che l’84% dei malati è deluso dalle terapie, è importante che lo psoriasico sia aiutato a conoscere la propria malattia, le opportunità di prevenzione e di terapie idonee.

La psoriasi è una malattia in cui è possibile prevenirne l’insorgenza, e soprattutto ridurne l’aggravamento e  le recidive osservando corretti stili di vita: no fumo no alcol, attività fisica, dieta tipo mediterranea che influenza positivamente il microbiota intestinale.

La mancata riuscita di un piano terapeutico può dipendere a volte dalla carente comunicazione tra medico curante e ammalato sulle opportunità di cura. Il paziente deve essere aiutato e indirizzato dal dermatologo soprattutto nelle prime fasi della malattia a conoscere le opzioni terapeutiche in modo da valutare il rapporto tra efficacia ed effetti collaterali in riferimento anche alla gravità della malattia. Infatti nelle forme lievi è sufficiente la terapia locale mentre le terapie sistemiche sono riservate alle forme gravi: sono molto efficaci, ma presentano effetti collaterali anche gravi e alti costi. Utili le terapie complementari in particolare la cura termale".

Fonti: Ministero della Salute, Humanitas

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