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24 Settembre 2026
10:05

Creatina e tumori: visto per la prima volta effetto sulle cellule che combattono il cancro

Creatina e tumori, uno studio UCLA analizza gli effetti sulle cellule dendritiche e sulla risposta immunitaria. Cosa mostrano gli esperimenti preclinici.

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Creatina e tumori: visto per la prima volta effetto sulle cellule che combattono il cancro

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Creatina e ricerca sui tumori: cosa emerge dallo studio sulle cellule immunitarie

La creatina torna al centro della ricerca scientifica, questa volta per un possibile ruolo nei meccanismi utilizzati dal sistema immunitario per riconoscere e contrastare le cellule tumorali. I nuovi risultati arrivano da uno studio condotto da ricercatori dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) e pubblicato sulla rivista scientifica iScience.

La ricerca ha analizzato in particolare le cellule dendritiche, componenti del sistema immunitario che contribuiscono ad attivare altre cellule coinvolte nella risposta contro i tumori.

I risultati ottenuti in laboratorio e in modelli animali indicano che la creatina può modificare l'attività di queste cellule. Si tratta però di dati sperimentali e preclinici: non dimostrano che assumere integratori di creatina possa prevenire, curare o rallentare un tumore nelle persone.

Creatina e cellule immunitarie: cosa hanno osservato i ricercatori

Le cellule dendritiche svolgono una funzione importante nella risposta immunitaria. Sono in grado di riconoscere determinati segnali e contribuire all'attivazione dei linfociti T citotossici, cellule specializzate nell'attacco di cellule anomale, comprese quelle tumorali.

Negli esperimenti descritti nello studio, la creatina è stata associata a una maggiore attività delle cellule dendritiche e a una maggiore produzione di segnali chimici coinvolti nell'attivazione della risposta immunitaria.

Gli scienziati hanno studiato questo meccanismo utilizzando anche modelli murini di melanoma.

Nei topi sottoposti alla procedura sperimentale, somministrazioni giornaliere di creatina sono state associate a un rallentamento della crescita tumorale e a cambiamenti nel numero e nell'attività delle cellule dendritiche presenti all'interno del tumore.

Questo risultato riguarda però un modello animale e non può essere automaticamente trasferito all'uomo.

Perché la creatina potrebbe influenzare le cellule dendritiche

Uno degli aspetti analizzati dagli scienziati riguarda il rapporto tra creatina ed energia cellulare.

Durante gli esperimenti, i ricercatori hanno osservato un aumento dei livelli intracellulari di ATP, molecola fondamentale per fornire energia a numerosi processi cellulari.

Secondo il meccanismo proposto nello studio, aumentando le riserve energetiche disponibili, la creatina potrebbe aiutare le cellule dendritiche a mantenere attivi alcuni processi di segnalazione necessari alla loro funzione.

Gli studiosi hanno utilizzato l'immagine di una “batteria ricaricabile” per spiegare il fenomeno: la creatina contribuirebbe alla capacità delle cellule di accumulare e utilizzare energia quando necessario.

Questo aspetto potrebbe essere particolarmente interessante nell'ambiente tumorale, nel quale cellule immunitarie e cellule cancerose competono per le risorse disponibili.

Gli esperimenti sulle cellule dendritiche umane

La ricerca non si è limitata ai modelli animali.

Gli scienziati hanno condotto anche esperimenti di laboratorio su cellule dendritiche ottenute da monociti del sangue di donatori sani.

In queste condizioni sperimentali, la creatina è stata associata a una maggiore attivazione delle cellule dendritiche e a una migliore capacità di stimolare linfociti T umani contro uno specifico bersaglio associato al cancro.

Anche in questo caso è importante distinguere un esperimento condotto su cellule in laboratorio da ciò che avviene nell'organismo di un paziente.

Creatina e immunoterapia, perché lo studio interessa i ricercatori

Secondo Lili Yang, autrice senior dello studio e professoressa alla UCLA, i risultati suggeriscono che la creatina possa influenzare diversi meccanismi che sostengono l'attività dei linfociti T coinvolti nella risposta antitumorale.

È proprio questo collegamento ad aver attirato l'attenzione dei ricercatori nel campo dell'immunoterapia oncologica, che utilizza differenti strategie per aiutare il sistema immunitario a riconoscere e contrastare il tumore.

Lo studio apre quindi una linea di ricerca da approfondire, ma non stabilisce che gli integratori di creatina siano una terapia oncologica né che possano aumentare l'efficacia delle immunoterapie nei pazienti.

Saranno necessari ulteriori studi, compresa la ricerca clinica sull'uomo, per capire se gli effetti osservati sperimentalmente possano avere applicazioni terapeutiche e in quali condizioni.

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