Jasmine Carrisi si racconta senza nascondere le proprie fragilità. A 25 anni, la figlia di Al Bano e Loredana Lecciso sta cercando di costruire un percorso personale nel mondo della musica e della televisione, imparando anche a convivere con un'ansia che, come ha spiegato, la accompagna fin da quando era piccola. In una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair, pubblicata il 3 novembre 2026, la cantante ha parlato del sostegno ricevuto dalla psicoterapia, delle difficoltà di crescere in una famiglia costantemente esposta al gossip e del rapporto con i genitori.
Tra i passaggi più delicati della conversazione c'è anche il ricordo di Ylenia Carrisi, la figlia di Al Bano e Romina Power scomparsa nel 1994, sette anni prima della nascita di Jasmine. Le due sorelle non si sono mai conosciute, ma Jasmine ha spiegato di aver imparato a conoscere la sua storia attraverso i racconti familiari.
Un'intervista che arriva durante la partecipazione della giovane artista a Tale e Quale Show, esperienza che le ha permesso di confrontarsi con alcune delle sue insicurezze e di acquisire maggiore fiducia in se stessa.
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Jasmine Carrisi racconta l'ansia: «Mi accompagna da sempre»
Uno dei temi centrali dell'intervista è il rapporto con l'ansia.
Jasmine Carrisi ha raccontato di averne sofferto per gran parte della propria vita, spiegando che questa condizione ha influenzato il modo in cui affronta le situazioni quotidiane e il rapporto con gli altri.
Non ha parlato specificamente di attacchi di panico, ma di una sensazione più diffusa, capace a volte di limitarla e impedirle di vivere determinate esperienze con serenità.
Alla domanda su quando abbia iniziato a convivere con l'ansia, ha risposto: «Da sempre».
La cantante ha descritto se stessa come una persona sensibile, riflessiva e portata a pensare molto.
Caratteristiche che, secondo la sua esperienza personale, possono aver contribuito al modo in cui vive le emozioni.
Non si tratta, però, di una diagnosi clinica formulata durante l'intervista, ma del racconto della propria esperienza.
Jasmine ha spiegato che oggi la situazione è migliorata rispetto al passato.
Negli ultimi anni ha imparato a conoscersi meglio e a dare meno importanza al giudizio esterno.
Un cambiamento che considera significativo soprattutto perché, per molto tempo, ha sentito il bisogno di ottenere l'approvazione degli altri.
La psicoterapia e il percorso per ritrovare fiducia in se stessa
A fare la differenza, secondo Jasmine Carrisi, è stato anche il percorso psicologico intrapreso.
Intervistata su ciò che l'abbia aiutata a gestire meglio l'ansia, la giovane artista ha indicato la terapia e la crescita personale.
Ha spiegato che la musica e i luoghi nei quali si sente protetta possono offrirle sollievo nei momenti difficili.
Con il tempo, però, ha compreso quanto fosse importante lavorare anche sulla conoscenza di sé.
Non soltanto cercare una distrazione temporanea, quindi, ma imparare a riconoscere i propri bisogni e a prendere decisioni in maniera più autonoma.
Un cambiamento che si riflette anche nel suo rapporto con gli altri.
In passato, ha raccontato, tendeva ad affidarsi molto alle opinioni delle persone che aveva accanto, perfino per scelte semplici.
Oggi, invece, cerca di ascoltare maggiormente il proprio istinto.
Ha anche meno bisogno di piacere a tutti.
Per Jasmine si tratta di una conquista importante: riuscire a sentirsi più sicura senza dipendere continuamente dall'approvazione esterna.
La cantante non ha fornito dettagli sulla durata o sulle modalità del percorso terapeutico.
Ha però riconosciuto apertamente il ruolo che questo sostegno ha avuto nella sua crescita.
L'esperienza a Tale e Quale Show: dalla paura al divertimento
Il percorso di maggiore sicurezza personale ha avuto un riflesso anche nella sua partecipazione a Tale e Quale Show, il programma di Rai 1 condotto da Carlo Conti.
Jasmine Carrisi ha raccontato di aver affrontato le prime puntate con una forte componente di ansia.
Esibirsi sul palco, interpretare altri artisti e sottoporsi al giudizio del pubblico e della giuria rappresentavano una sfida.
Con il passare delle settimane, però, qualcosa è cambiato.
La cantante ha iniziato a sentirsi più a proprio agio, riuscendo a vivere le esibizioni con maggiore leggerezza.
Nell'intervista ha spiegato di sentirsi oggi più forte e autonoma rispetto a un periodo precedente, nel quale si percepiva più fragile.
Un cambiamento che riguarda anche la capacità di accettare le reazioni del pubblico.
Jasmine sa che esporsi in televisione significa ricevere apprezzamenti, ma anche critiche.
E sta imparando a non considerare ogni giudizio come qualcosa che definisce il proprio valore.
Per lei, il programma è stato quindi non soltanto un'occasione professionale, ma anche un'esperienza di crescita personale.
«Vedere le foto dei miei genitori sui giornali mi infastidiva»: il peso del gossip
Essere la figlia di Al Bano e Loredana Lecciso ha significato crescere in una famiglia conosciuta da milioni di persone.
Un privilegio sotto alcuni aspetti, ma anche una condizione difficile da gestire durante l'infanzia e l'adolescenza.
Jasmine ha raccontato che le vicende sentimentali dei genitori venivano spesso raccontate sulle copertine dei settimanali.
Per il pubblico potevano rappresentare notizie di spettacolo, ma per lei riguardavano persone alle quali era profondamente legata.
La giovane cantante ha spiegato che vedere quelle fotografie in edicola le provocava disagio.
Aveva la sensazione che persone estranee entrassero nella sua vita privata e commentassero situazioni familiari senza conoscerle realmente.
Il punto più difficile, ha chiarito, era proprio la distanza tra la narrazione pubblica e ciò che lei viveva in casa.
All'esterno, la relazione tra Al Bano e Loredana Lecciso poteva essere interpretata come una storia televisiva fatta di episodi e colpi di scena.
Per Jasmine, invece, si trattava della propria quotidianità.
Questa esposizione ha contribuito a rendere complesso il rapporto con la notorietà.
Da adolescente avrebbe voluto, in alcuni momenti, essere una ragazza appartenente a una famiglia meno conosciuta.
Oggi, però, guarda alla propria storia con una consapevolezza diversa e ha raccontato di provare anche orgoglio per le sue origini.
Il rapporto con Al Bano e Loredana Lecciso oggi
Nell'intervista Jasmine Carrisi ha parlato anche del legame con i genitori.
Ha spiegato che oggi il rapporto con Al Bano e Loredana Lecciso è migliorato molto rispetto agli anni dell'adolescenza.
Crescendo, ha imparato a comprendere maggiormente il loro punto di vista e a riconoscere il sostegno che le offrono.
Durante l'adolescenza non sono mancati piccoli gesti di ribellione.
Jasmine ha ricordato i periodi in cui si tingeva i capelli di colori accesi oppure faceva piercing senza dirlo ai genitori.
Esperimenti che oggi interpreta come parte della ricerca della propria identità.
La famiglia continua a rappresentare uno dei suoi principali punti di riferimento.
Non soltanto il padre e la madre, ma anche zie e cugine costituiscono una rete di affetti sulla quale sa di poter contare.
La cantante ha ammesso di non fidarsi facilmente delle persone esterne alla propria cerchia.
È riservata e preferisce aprirsi soltanto quando percepisce empatia e disponibilità all'ascolto.
Una caratteristica che convive con la sua scelta di lavorare nel mondo dello spettacolo, dove l'esposizione pubblica è inevitabile.
Jasmine Carrisi e la sorella Ylenia: «Una presenza nell'assenza»
Uno dei momenti più delicati dell'intervista riguarda Ylenia Carrisi.
La primogenita di Al Bano e Romina Power scomparve a New Orleans nel gennaio 1994, in circostanze che non sono mai state completamente chiarite.
Jasmine è nata nel 2001, diversi anni dopo la scomparsa della sorella.
Non ha quindi ricordi diretti di lei e non ha mai avuto la possibilità di conoscerla personalmente.
Eppure, la sua storia è sempre stata parte della memoria familiare.
La cantante ha spiegato di aver conosciuto Ylenia attraverso i racconti dei parenti, acquisendo gradualmente consapevolezza di quella vicenda.
Per descrivere questo legame ha utilizzato un'espressione particolarmente significativa: «Una presenza nell'assenza».
Parole che raccontano un rapporto costruito non attraverso esperienze condivise, ma attraverso ricordi tramandati e conversazioni familiari.
Jasmine non ha cercato di ricostruire le circostanze della scomparsa né di aggiungere elementi nuovi a una vicenda che continua a essere dolorosa per la famiglia Carrisi.
Ha preferito parlare del significato che quella storia ha assunto nella sua vita.
Un'assenza che ha conosciuto poco alla volta, crescendo.
La fede e il legame con la spiritualità di papà Al Bano
Nell'intervista c'è spazio anche per il rapporto con la fede.
Al Bano ha raccontato più volte quanto la spiritualità abbia avuto un ruolo importante nella sua vita, anche nei momenti segnati dal dolore.
Jasmine ha spiegato di aver frequentato da bambina un istituto religioso, dove partecipava regolarmente alla messa.
In quel periodo, però, non sentiva un legame particolarmente profondo con la religione.
Il suo rapporto con la fede è cambiato crescendo.
Oggi ha raccontato di sentirsi più vicina alla spiritualità, che considera una fonte di rassicurazione.
Non ha descritto questo avvicinamento come un cambiamento improvviso.
Piuttosto, come una consapevolezza maturata nel tempo e legata alla propria crescita personale.
Un altro aspetto che contribuisce a raccontare una Jasmine diversa dall'immagine di giovane cantante spesso associata soltanto al cognome famoso.
L'amore, il desiderio di avere figli e la paura del futuro
Jasmine Carrisi ha affrontato anche il tema della vita sentimentale e dei progetti futuri.
Ha raccontato di attraversare un periodo sereno, ma di non avere fretta di compiere passi importanti come il matrimonio o la maternità.
L'idea di costruire una famiglia le piace.
Ha spiegato di amare molto i bambini e di immaginare, un giorno, la possibilità di diventare madre.
Per il momento, però, preferisce concentrarsi sulla propria stabilità personale.
Vuole sentirsi tranquilla con se stessa prima di affrontare nuove responsabilità.
Ha inoltre sottolineato di non considerare il matrimonio o la nascita di un figlio condizioni necessarie per sentirsi realizzata.
Sono scelte che, secondo lei, devono nascere da un desiderio autentico e non dalle aspettative degli altri.
Quanto alle paure, Jasmine ha ammesso di temere soprattutto il futuro.
Cerca di affrontare questa inquietudine concentrandosi sul presente e sugli obiettivi quotidiani.
Nei periodi più impegnativi, quando il lavoro occupa gran parte delle sue giornate, racconta di riuscirci con maggiore facilità.
Chi è Jasmine Carrisi, la figlia di Al Bano che vuole costruire una carriera propria
Jasmine Carrisi è nata il 14 giugno 2001 a Cellino San Marco, in provincia di Brindisi.
È la figlia maggiore di Al Bano e Loredana Lecciso e ha un fratello minore, Al Bano Junior, conosciuto anche come Bido.
Da parte del padre ha inoltre i fratelli Yari, Cristel e Romina Junior, nati dal matrimonio del cantante con Romina Power, oltre a Ylenia, scomparsa prima della sua nascita.
Fin da bambina Jasmine ha mostrato interesse per la musica e per il mondo dello spettacolo.
Nel 2020 ha pubblicato il singolo Ego, iniziando a costruire un proprio percorso artistico.
Nello stesso periodo ha partecipato a The Voice Senior al fianco del padre, entrando per la prima volta in maniera significativa nel mondo della televisione.
Negli anni successivi ha continuato a lavorare tra musica, social e programmi televisivi.
Nel 2025 ha partecipato al reality The Couple, durante il quale aveva già raccontato alcune difficoltà legate alla pressione di essere una figlia d'arte.
Nel 2026 è arrivata l'esperienza a Tale e Quale Show, che le ha permesso di mettersi alla prova anche attraverso le imitazioni musicali.
Per il futuro non esclude di affiancare al canto altre attività nel mondo dell'intrattenimento.
Nell'intervista ha citato Elettra Lamborghini come esempio di artista capace di muoversi tra musica, televisione e spettacolo.
Jasmine vorrebbe avere la stessa libertà di sperimentare, senza sentirsi obbligata a scegliere un'unica strada professionale.
Il desiderio più importante, però, sembra essere quello di costruire una propria identità, indipendente dalla notorietà dei genitori.
E proprio questo è il filo conduttore della sua intervista: imparare a fidarsi di se stessa, convivere meglio con l'ansia e trovare un equilibrio tra la vita privata e quella pubblica.
Un percorso che, come ha raccontato, passa anche attraverso la terapia, il sostegno della famiglia e una maggiore consapevolezza di ciò che desidera davvero.