Quando puoi andare in pensione? Nel 2026 non basta conoscere il proprio anno di nascita: bisogna considerare anche i contributi versati e la formula pensionistica alla quale si può accedere. Ecco i requisiti per la pensione di vecchiaia, anticipata e contributiva e come capire quanto manca.
Capire quando si può andare in pensione non dipende solamente dall'età. A fare la differenza sono gli anni di contributi versati e la tipologia di pensionamento alla quale il lavoratore può accedere.
Due persone nate nello stesso anno, infatti, potrebbero lasciare il lavoro in momenti molto diversi. Alcune misure richiedono una determinata età pensionabile, mentre altre consentono di andare in pensione una volta raggiunta una specifica anzianità contributiva.
I calcoli prendono come riferimento i requisiti pensionistici previsti nel 2026. Dal 2027 è già stabilito un aumento di un mese, che diventerà complessivamente di tre mesi nel 2028. Nel 2029 potrebbe esserci un ulteriore incremento. La data effettiva della pensione potrebbe quindi essere più lontana rispetto a quella calcolata con le regole attuali.
Pensione 2026: a che età si può andare
Tra le principali forme di pensionamento legate all'età troviamo la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata contributiva e la pensione di vecchiaia contributiva.
Per la pensione di vecchiaia nel 2026 servono 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1996 è necessario rispettare anche il requisito previsto sull'importo della pensione.
La pensione anticipata contributiva permette invece di lasciare il lavoro a 64 anni con almeno 20 anni di contributi effettivi. È riservata a chi non possiede contributi precedenti al 1996 e richiede che l'assegno raggiunga una determinata soglia minima. Questa è più favorevole per le donne con figli.
C'è poi la pensione di vecchiaia contributiva, accessibile nel 2026 a 71 anni con almeno cinque anni di contributi effettivi. Anche questa possibilità è riservata a chi ha iniziato a versare dal 1996.

Quanti anni mancano alla pensione in base all'anno di nascita
Considerando esclusivamente le soglie anagrafiche previste nel 2026, chi è nato nel 1970 deve attendere 8 anni per raggiungere i 64 anni, 11 anni per arrivare a 67 e 15 anni per compierne 71.
Per i nati nel 1975, gli anni diventano rispettivamente 13, 16 e 20. Chi è nato nel 1980 deve invece attendere 18 anni per raggiungere i 64 anni, 21 per arrivare a 67 e 25 per raggiungere i 71.
Per un lavoratore nato nel 1985, mancano rispettivamente 23, 26 e 30 anni, mentre per chi è nato nel 1990 si arriva a 28 anni per raggiungere i 64, 31 per i 67 e 35 per i 71.
Naturalmente, raggiungere una determinata età non significa automaticamente poter andare in pensione. Bisogna soddisfare anche tutti i requisiti contributivi ed economici previsti dalla misura utilizzata.
Pensione anticipata 2026: quanti contributi servono
Esistono anche forme di pensionamento che non richiedono il raggiungimento di una determinata età, ma dipendono soprattutto dall'anzianità contributiva.
Nel 2026, per la pensione anticipata ordinaria servono 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 10 mesi alle donne.
Una disciplina specifica riguarda invece i lavoratori precoci. La cosiddetta Quota 41 richiede 41 anni di contributi. Bisogna inoltre avere almeno 12 mesi di contribuzione effettiva prima dei 19 anni, possedere anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e appartenere a una delle categorie tutelate dalla normativa.
Tra queste rientrano, a determinate condizioni, disoccupati, caregiver, persone con invalidità almeno pari al 74% e lavoratori impegnati in alcune attività gravose o usuranti.
Quanto manca alla pensione in base a quando hai iniziato a lavorare
Anche l'anno in cui si è iniziato a lavorare può fornire una prima indicazione, purché la carriera contributiva sia stata continua.
Un uomo che ha iniziato a lavorare nel 1992, considerando i requisiti del 2026, avrebbe ancora circa 8 anni interi da maturare, mentre per una donna sarebbero circa 7. Chi ha iniziato nel 2000 avrebbe invece circa 16 anni mancanti se uomo e 15 se donna.
Per chi ha cominciato a lavorare nel 2010, gli anni interi mancanti sarebbero circa 26 per un uomo e 25 per una donna. A questi periodi devono essere aggiunti i mesi necessari per raggiungere esattamente il requisito contributivo previsto.
Come sapere quando andrai davvero in pensione
Se la carriera lavorativa ha avuto interruzioni, conoscere solamente l'anno in cui si è iniziato a lavorare non è sufficiente. È necessario controllare quanti contributi risultano effettivamente accreditati consultando l'estratto conto contributivo disponibile nell'area personale INPS.
Il totale dei contributi maturati può quindi essere confrontato con quello richiesto dalla forma di pensionamento alla quale si potrebbe avere diritto.
Il risultato rimane comunque una stima. Oltre alla situazione contributiva personale e alle condizioni previste per ciascuna pensione, bisogna considerare i futuri adeguamenti dei requisiti pensionistici. Per chi è ancora lontano dalla pensione, la data effettiva di uscita dal lavoro potrebbe quindi slittare rispetto a quella calcolata applicando esclusivamente le regole del 2026.
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