Bambina soffoca durante la cena in un pub in Toscana, poliziotto fuori servizio le salva la vita

A cura di Redazione
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Una bambina di 12 anni rischia di soffocare in un pub nel Fiorentino. Il poliziotto Roberto Picciotto, fuori servizio, interviene e le salva la vita.

Una cena in famiglia, un boccone che va di traverso e, in pochi istanti, la paura. È successo in un pub di Limite sull'Arno, in provincia di Firenze, dove una bambina di 12 anni ha rischiato di soffocare mentre mangiava. A salvarla è stato Roberto Picciotto, assistente della Polizia di Stato in servizio alla Squadra Mobile di Firenze, che quella sera si trovava nel locale con la propria famiglia. Il poliziotto era fuori servizio, ma ha riconosciuto immediatamente la situazione di pericolo ed è intervenuto praticando una manovra di disostruzione delle vie aeree. Dopo alcuni tentativi, è riuscito a liberare la bambina dal frammento di cibo che le impediva di respirare. Una vicenda a lieto fine, resa nota il 22 ottobre 2026, che dimostra quanto possa essere importante conoscere le tecniche di primo soccorso.

Bambina rischia di soffocare in un pub: cosa è successo

L'episodio è avvenuto a Limite sull'Arno, nel territorio comunale di Capraia e Limite, in provincia di Firenze.

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Roberto Picciotto stava cenando con la compagna e il figlio quando ha notato qualcosa di insolito al tavolo vicino.

Una ragazzina, seduta insieme alla madre, aveva improvvisamente iniziato a manifestare difficoltà respiratorie.

Un frammento di cibo le stava ostruendo le vie aeree.

Secondo quanto riferito dalla Questura di Firenze, il poliziotto ha compreso la gravità della situazione e si è alzato immediatamente per soccorrerla.

Non era in servizio e non stava svolgendo alcuna attività di polizia.

Era semplicemente un cliente del locale, impegnato in una normale cena con i propri familiari.

La sua preparazione, però, gli ha permesso di riconoscere il pericolo e intervenire.

Il poliziotto interviene e le salva la vita con la manovra di Heimlich

Roberto ha raggiunto la bambina e ha messo in pratica le tecniche di disostruzione delle vie aeree apprese durante gli incontri di aggiornamento professionale organizzati dalla Questura.

Si è posizionato alle sue spalle e ha eseguito spinte addominali per cercare di liberare le vie respiratorie.

I primi tentativi non hanno avuto successo.

L'agente ha continuato fino a quando il frammento di cibo è stato espulso e la bambina ha potuto tornare a respirare.

L'intervento ha evitato che la situazione avesse conseguenze molto più gravi.

Il racconto dell'accaduto è stato diffuso dalla Questura fiorentina e ripreso da diverse testate il 22 ottobre.

La vicenda è stata documentata anche dalle telecamere del locale, che hanno ripreso il momento del soccorso.

Il racconto di Roberto Picciotto: «Non ho pensato, sono solo intervenuto»

In un'intervista pubblicata il 23 ottobre da La Nazione, Roberto Picciotto ha ripercorso quei momenti.

Ha raccontato di aver notato la ragazzina mentre cercava di alzarsi dalla panca e la madre tentava di aiutarla.

A quel punto ha capito che la bambina stava soffocando.

«In quel momento non ho pensato, sono solo intervenuto», ha spiegato il poliziotto.

Secondo il suo racconto, tutto si è svolto in pochi secondi.

Dopo l'espulsione del frammento di cibo, il respiro della bambina è tornato regolare.

La madre l'ha poi accompagnata in ospedale per gli accertamenti.

Solo in un secondo momento, riguardando il video dell'intervento, l'agente ha realizzato pienamente quanto fosse stata delicata la situazione.

Ha raccontato di essersi emozionato nel rivedere quelle immagini.

Il gesto della mamma dopo il salvataggio

La bambina si chiama Clio e ha 12 anni.

Dopo l'intervento, la madre ha ringraziato più volte il poliziotto per aver soccorso sua figlia.

Roberto ha raccontato anche un piccolo gesto avvenuto alla fine della serata.

Quando è andato a pagare la cena, ha saputo che il conto era già stato saldato dalla donna.

Un modo semplice e spontaneo per esprimere gratitudine dopo lo spavento.

Il poliziotto, da parte sua, ha spiegato di essere tornato al tavolo con la famiglia dopo aver verificato che l'emergenza fosse rientrata.

La vicenda, però, non si è conclusa quella sera.

Clio incontra il poliziotto in Questura insieme alla mamma e alla sorellina

Nei giorni successivi Roberto Picciotto ha voluto sincerarsi delle condizioni della bambina.

L'ha quindi invitata in Questura a Firenze insieme alla madre Marta e alla sorellina gemella Violante.

L'incontro è stato anche un'occasione per ringraziare personalmente l'agente e ritrovarsi dopo i momenti di paura vissuti nel pub.

Ad accogliere la famiglia c'erano gli agenti delle Volanti e i cani-poliziotto.

Le due sorelle hanno potuto conoscere più da vicino alcuni aspetti del lavoro della Polizia di Stato.

Roberto ha raccontato che durante la visita hanno parlato anche delle rispettive passioni e della vita in famiglia.

Tra il poliziotto e i familiari di Clio è rimasto un contatto anche dopo l'incontro.

Perché la formazione sul primo soccorso è stata decisiva

A rendere possibile l'intervento è stata anche la preparazione dell'agente.

Roberto Picciotto aveva partecipato a incontri di aggiornamento professionale dedicati al primo soccorso e alle manovre salvavita, promossi dalla Questura di Firenze.

Sono state proprio le competenze apprese durante questi incontri ad aiutarlo a riconoscere la situazione e a intervenire.

Il soffocamento da corpo estraneo può verificarsi durante un pasto, quando un boccone o un altro oggetto ostruisce le vie respiratorie.

In una situazione del genere, sapere riconoscere i segnali di un'ostruzione grave e conoscere le procedure di emergenza può fare una differenza decisiva.

Le manovre da utilizzare cambiano però in base all'età della persona, alle sue condizioni e al tipo di ostruzione.

Per questo è importante apprenderle attraverso corsi di primo soccorso tenuti da personale qualificato, anziché improvvisarle.

In caso di emergenza, è fondamentale attivare tempestivamente i soccorsi chiamando il 112 e seguire le indicazioni degli operatori.

Una storia a lieto fine in Toscana

Quella che doveva essere una normale serata al pub avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia.

A cambiare il corso degli eventi è stato l'intervento di un poliziotto che, pur essendo libero dal servizio, ha riconosciuto il pericolo e ha utilizzato le competenze acquisite durante la formazione.

Clio è stata tratta in salvo e, nei giorni successivi, ha potuto incontrare nuovamente Roberto insieme alla sua famiglia.

Una storia che si chiude con un abbraccio in Questura e che lascia un messaggio concreto: conoscere le manovre di primo soccorso può essere fondamentale anche nelle situazioni più comuni della vita quotidiana.