
Prestare o regalare denaro a un familiare attraverso un bonifico è una pratica comune, ma non bisogna sottovalutare gli aspetti fiscali. Anche se i trasferimenti di denaro tra parenti sono perfettamente legittimi, in caso di controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate potrebbe essere necessario dimostrare l'origine e il motivo del pagamento.
Per questo motivo, gli esperti consigliano di adottare alcune semplici precauzioni che possono fare la differenza anche a distanza di molti anni.
La causale è fondamentale
Il primo accorgimento riguarda la causale del bonifico. Evitare descrizioni generiche come "regalo", "soldi" o, peggio ancora, lasciare il campo vuoto è sempre la scelta migliore.
È preferibile indicare chiaramente il motivo del trasferimento, ad esempio:
"Donazione a favore del figlio";"Prestito infruttifero";"Contributo per acquisto abitazione";"Aiuto familiare".
Una causale dettagliata rende più semplice dimostrare la natura dell'operazione in caso di eventuali verifiche.
Meglio evitare bonifici spezzettati
Un altro consiglio riguarda gli importi. Se possibile, è preferibile effettuare un unico bonifico anziché suddividere la somma in più trasferimenti ravvicinati.
Movimenti ripetuti e di importo simile potrebbero infatti richiedere ulteriori chiarimenti durante eventuali controlli fiscali, soprattutto se non accompagnati da una documentazione adeguata.
Conservare sempre la documentazione
Quando il bonifico riguarda un prestito tra familiari, è buona norma predisporre una semplice scrittura privata nella quale vengano indicate le condizioni dell'accordo, specificando, ad esempio, se la somma dovrà essere restituita e con quali modalità.
Nel caso di una donazione, soprattutto se di importo rilevante, può essere opportuno valutare anche il supporto di un professionista.
In ogni caso è consigliabile conservare:
ricevute dei bonifici;eventuali scritture private;documenti che giustificano il trasferimento.
Questa documentazione potrebbe rivelarsi utile anche molti anni dopo.
Quando interviene l'Agenzia delle Entrate
L'Agenzia delle Entrate può effettuare controlli sui movimenti bancari nell'ambito delle normali attività di verifica fiscale. Un bonifico tra parenti non comporta automaticamente accertamenti né irregolarità, ma se il contribuente non riesce a dimostrarne la natura potrebbe essere chiamato a fornire spiegazioni.
Proprio per questo motivo, compilare correttamente la causale, evitare operazioni poco trasparenti e conservare tutta la documentazione rappresentano le principali forme di tutela per chi trasferisce denaro all'interno della famiglia.