Una ragazza di 15 anni, creduta morta dalla sua famiglia, si è risvegliata all'interno della bara durante la veglia funebre in Guatemala. Il padre, un pastore evangelico, ha raccontato di non averla portata in ospedale perché convinto di aver ricevuto un segno da Dio. Ora le autorità indagano sul comportamento dei genitori.
Una vicenda incredibile arriva dal villaggio di El Jocote, nel comune di Sacapulas, in Guatemala, dove una ragazza di 15 anni si è risvegliata nella bara durante la propria veglia funebre, dopo essere stata dichiarata morta dai familiari senza alcuna certificazione medica.
La giovane aveva accusato un malore e perso conoscenza mentre

il padre la stava accompagnando in ospedale. L'uomo, convinto che la figlia non avesse più battito cardiaco, aveva deciso di tornare a casa e organizzare il funerale. Una scelta che ora è al centro di un'indagine delle autorità guatemalteche.
Guatemala, 15enne creduta morta si risveglia durante la veglia funebre
Secondo il racconto del padre, i primi sintomi erano comparsi venerdì sera, dopo che l'adolescente aveva partecipato a un'attività sportiva. La mattina successiva, la ragazza aveva iniziato ad accusare un forte dolore al petto, tanto da spingere la famiglia a cercare assistenza medica.
Durante il tragitto verso l'ospedale, però, la quindicenne ha perso i sensi. Il padre ha raccontato di averle controllato il respiro e il polso, convincendosi che fosse morta.
Anziché proseguire verso la struttura sanitaria, l'uomo ha fatto ritorno al villaggio, dove ha ordinato una bara e organizzato una veglia funebre alla presenza di parenti e amici.
Dopo alcune ore, quando la famiglia si era ormai riunita per darle l'ultimo saluto, la ragazza si è risvegliata, dimostrando di essere ancora viva.
Il padre: «Non l'ho portata in ospedale perché era un segno di Dio»
A suscitare ulteriori interrogativi sono state le dichiarazioni del padre della minorenne, un pastore evangelico, che ha giustificato la propria decisione facendo riferimento alle sue convinzioni religiose.
«Dio mi ha dato un segno e non l'ho portata in nessun ospedale perché sarebbe stato peggio», ha dichiarato durante un'intervista davanti all'ospedale di Huehuetenango, dove la figlia è stata successivamente ricoverata.
Secondo l'uomo, la scelta di riportare a casa la ragazza sarebbe stata dettata da un messaggio ricevuto attraverso lo Spirito Santo. Il padre ha inoltre sostenuto di non aver commesso alcun reato, ribadendo di aver agito in base alla propria fede.
Aperta un'indagine sui genitori della ragazza
La vicenda è ora al vaglio della Procura generale della Nazione del Guatemala, che ha avviato accertamenti per verificare eventuali responsabilità dei genitori e possibili violazioni dei diritti della minorenne.
Uno degli aspetti principali riguarda la decisione di sistemare la ragazza in una bara senza che un medico ne avesse certificato il decesso.
Il padre ha sostenuto che nel villaggio sarebbe abituale procedere alla registrazione della morte attraverso una dichiarazione di un familiare o un documento rilasciato dal sindaco.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di stabilire se il mancato ricorso immediato alle cure mediche possa configurare una condotta negligente.
Come sta la 15enne dopo il risveglio nella bara
Gli accertamenti riguardano anche quanto accaduto dopo il risveglio. Inizialmente, infatti, i genitori avevano accompagnato la figlia in una piccola clinica privata.
Soltanto in seguito a un provvedimento cautelare disposto da un giudice, la quindicenne è stata trasferita in un ospedale pubblico più attrezzato, a Huehuetenango, per ricevere assistenza e sottoporsi agli esami necessari.
Le autorità attendono i risultati degli accertamenti clinici per chiarire le condizioni di salute della ragazza e ricostruire quanto accaduto durante il presunto decesso.
Al momento dei fatti riportati, non risultavano provvedimenti restrittivi nei confronti dei genitori. Le indagini proseguono per stabilire se vi siano state negligenze nella gestione dell'emergenza medica.