Fette biscottate, le peggiori sono di Conad secondo Altroconsumo: la classifica e quali scegliere

A cura di Redazione
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Altroconsumo confronta 47 fette biscottate classiche: Conad Alimentum ultime con 39/100, Misura Dolcesenza prime con 83/100. Ecco la classifica.

Sono tra gli alimenti più comuni sulle tavole degli italiani, soprattutto a colazione. Le fette biscottate sono pratiche, croccanti e si possono accompagnare con marmellata, miele o creme spalmabili. Eppure, non tutte quelle che troviamo al supermercato hanno la stessa composizione. A mettere a confronto i prodotti è stato Altroconsumo, che ha analizzato oltre cento referenze tra fette biscottate classiche, integrali e altre varianti. Nella classifica dedicata alle 47 versioni classiche, un prodotto ha ottenuto un risultato particolarmente basso: le Conad Alimentum Fette Biscottate, ultime con 39 punti su 100. Ecco cosa emerge dall'indagine e quali caratteristiche valutare prima dell'acquisto.

Fette biscottate Conad Alimentum ultime nel test di Altroconsumo

Tra le 47 referenze di fette biscottate classiche prese in esame, le Conad Alimentum Fette Biscottate hanno ottenuto il punteggio più basso: 39 su 100.

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Secondo il sistema di valutazione utilizzato da Altroconsumo, il prodotto rientra nella fascia di giudizio scarso, che comprende i punteggi da 20 a 39.

È l'unica referenza della categoria classica a collocarsi al di sotto della soglia dei 40 punti.

Il risultato non significa che le fette biscottate siano state dichiarate pericolose o non conformi alle norme alimentari.

Il punteggio riguarda la valutazione complessiva della composizione nutrizionale, degli ingredienti e degli altri parametri considerati nell'analisi.

È importante anche precisare che il giudizio si riferisce alla specifica referenza Conad Alimentum, non a tutte le fette biscottate vendute nei supermercati Conad.

Quali sono le altre fette biscottate in fondo alla classifica

Subito sopra le Conad Alimentum si trovano altri prodotti che hanno ottenuto valutazioni contenute.

Le Amo Essere senza glutine di Eurospin raggiungono 41 punti su 100.

Seguono, a pari merito con 42 punti, le Certossa senza glutine di Lidl e le Delverde Granfetta del Benessere.

Questi tre prodotti rientrano nella fascia accettabile, prevista per i punteggi compresi tra 40 e 59.

Il distacco rispetto alle Conad Alimentum è quindi limitato, ma sufficiente a determinare una diversa categoria di giudizio.

Ecco le quattro referenze con i punteggi più bassi tra quelle riportate nella graduatoria:

ProdottoPunteggioGiudizioConad Alimentum Fette Biscottate39/100ScarsoAmo Essere senza glutine Eurospin41/100AccettabileCertossa senza glutine Lidl42/100AccettabileDelverde Granfetta del Benessere42/100Accettabile

La presenza di due prodotti senza glutine tra quelli con punteggi più bassi non significa che gli alimenti senza glutine siano generalmente di qualità inferiore.

La valutazione riguarda le formulazioni specifiche analizzate.

Le migliori fette biscottate secondo Altroconsumo

All'estremo opposto della classifica si trovano le Misura Dolcesenza Fette Biscottate, che hanno conquistato il primo posto con 83 punti su 100.

Il prodotto rientra nella fascia molto buono, riservata ai punteggi compresi tra 80 e 100.

Secondo i dati riportati dall'indagine, soltanto cinque delle 47 referenze classiche hanno raggiunto questa categoria.

La maggior parte delle fette biscottate analizzate si colloca invece nelle fasce buono e accettabile.

Il risultato mostra che anche prodotti apparentemente simili possono ottenere valutazioni molto diverse quando si considerano gli ingredienti e i valori nutrizionali.

Il marchio o l'aspetto della confezione, da soli, non bastano quindi a capire quale prodotto presenti la composizione più favorevole secondo i criteri del test.

Come è stato realizzato il test sulle fette biscottate

L'indagine di Altroconsumo ha preso in esame oltre cento prodotti appartenenti a diverse tipologie.

Per la classifica delle fette biscottate classiche sono state considerate 47 referenze, comprese quelle dei marchi più conosciuti, le linee dei supermercati e i prodotti dei discount.

La rilevazione dei prodotti è stata effettuata nel luglio 2025, attraverso acquisti in dieci catene della grande distribuzione.

La valutazione si è concentrata soprattutto sulla composizione dichiarata in etichetta.

A ogni prodotto è stato assegnato un punteggio da 0 a 100.

Il giudizio finale deriva da diversi criteri, ciascuno con un peso specifico.

Qualità nutrizionale: vale il 55% del punteggio

La componente più importante della valutazione è quella nutrizionale.

Pesa per il 55% del risultato complessivo ed è basata sul Nutri-Score.

Il sistema tiene conto di elementi come energia, zuccheri, grassi saturi e sale, oltre a componenti considerate favorevoli, tra cui le fibre e le proteine.

Questo significa che due prodotti con un aspetto molto simile possono ricevere punteggi differenti a causa della loro composizione.

Additivi: il 15% del giudizio

Un altro 15% riguarda la presenza di additivi.

Nel metodo utilizzato vengono considerate le sostanze presenti nella formulazione e la valutazione del loro profilo di sicurezza.

È importante ricordare che la presenza di un additivo autorizzato non rende automaticamente un alimento pericoloso.

Il punteggio riflette i criteri adottati dal sistema di confronto.

Grado di trasformazione: un altro 15%

Il livello di trasformazione industriale incide per il 15%.

Il criterio considera la presenza di ingredienti e componenti associati a formulazioni particolarmente elaborate.

Tra gli esempi citati nell'analisi figurano maltodestrine e sciroppi di glucosio o fruttosio.

Anche in questo caso, il punteggio non costituisce una dichiarazione di pericolosità del singolo ingrediente.

Serve a distinguere i prodotti in base al metodo di valutazione adottato.

Edulcoranti e porzioni consigliate

Il restante punteggio è suddiviso tra due parametri.

Il 10% riguarda gli edulcoranti, mentre il 5% prende in considerazione la porzione suggerita.

La presenza di dolcificanti può quindi influenzare il giudizio, così come le dimensioni delle porzioni riportate in etichetta.

La somma di questi criteri determina il risultato finale attribuito a ogni referenza.

Cosa significano i punteggi di Altroconsumo

Per interpretare correttamente la classifica è utile conoscere le cinque fasce di valutazione.

PunteggioGiudizio80-100Molto buono60-79Buono40-59Accettabile20-39Scarso0-19Molto scarso

Nel gruppo delle 47 fette biscottate classiche, nessun prodotto è stato collocato nella fascia molto scarso.

Le Conad Alimentum sono quindi risultate ultime, ma con un punteggio vicino alla soglia della categoria superiore.

Questa distinzione è importante per non interpretare la graduatoria in modo allarmistico.

Come scegliere le fette biscottate al supermercato

La classifica offre uno spunto per prestare maggiore attenzione alle etichette.

Davanti allo scaffale, infatti, le confezioni possono essere molto simili, anche quando gli ingredienti cambiano.

Il primo elemento da controllare è la lista degli ingredienti, riportata in ordine decrescente di quantità.

È utile poi confrontare i valori nutrizionali per 100 grammi, perché permettono di valutare prodotti con porzioni suggerite differenti.

Tra le informazioni da osservare ci sono:

Zuccheri: confronta la quantità indicata nella tabella nutrizionale.

Fibre: verifica il contenuto, soprattutto se stai scegliendo tra prodotti classici e integrali.

Grassi saturi: possono variare in base agli ingredienti utilizzati.

Sale: controlla il valore per 100 grammi, non soltanto quello per porzione.

Ingredienti: leggi la composizione completa, senza fermarti alle diciture presenti sulla parte anteriore della confezione.

Un altro accorgimento è non considerare automaticamente migliore un prodotto soltanto perché viene presentato come leggero, ricco di cereali o senza zuccheri aggiunti.

Le diciture possono essere utili, ma vanno sempre lette insieme alla tabella nutrizionale.

Le fette biscottate integrali sono sempre migliori?

Le fette biscottate integrali possono avere un contenuto di fibre più elevato rispetto a molte versioni classiche.

Non significa però che ogni prodotto integrale sia automaticamente preferibile sotto tutti gli aspetti.

Anche tra le referenze integrali possono esserci differenze nella quantità di zuccheri, sale e grassi.

Per questo motivo Altroconsumo ha considerato separatamente diverse tipologie di fette biscottate.

Un confronto corretto deve tenere conto sia della categoria del prodotto sia della sua composizione specifica.

Lo stesso principio vale per le versioni senza glutine, che rispondono a esigenze alimentari precise ma non sono necessariamente più favorevoli dal punto di vista nutrizionale per chi non ha bisogno di escludere il glutine.

Perché il test non significa che tutte le fette Conad siano da evitare

Il risultato delle Conad Alimentum potrebbe sorprendere chi acquista abitualmente prodotti a marchio del supermercato.

È però fondamentale evitare generalizzazioni.

La classifica riguarda una determinata referenza, valutata sulla base della formulazione disponibile al momento dell'indagine.

Non permette di estendere lo stesso giudizio a tutte le fette biscottate Conad o agli altri alimenti venduti dalla catena.

Inoltre, le ricette industriali possono cambiare nel tempo.

Per questo motivo, quando si acquista un prodotto, è sempre opportuno controllare l'etichetta aggiornata.

Un test comparativo rappresenta una fotografia dei prodotti analizzati in un determinato periodo, non un giudizio immutabile.

Fette biscottate: cosa insegna la classifica di Altroconsumo

Il confronto tra le 47 fette biscottate classiche mostra differenze significative anche all'interno di una categoria apparentemente semplice.

Le Conad Alimentum si fermano a 39 punti su 100, risultando ultime e uniche nella fascia scarso.

Le Misura Dolcesenza, invece, raggiungono 83 punti, conquistando il primo posto.

Tra questi due estremi si collocano prodotti con composizioni e valutazioni differenti.

Il messaggio più utile per chi fa la spesa è che la scelta non dovrebbe basarsi soltanto sul prezzo, sul marchio o sulle promesse della confezione.

Leggere ingredienti e valori nutrizionali permette di confrontare le alternative con maggiore consapevolezza, ricordando che il giudizio del test riguarda i criteri utilizzati e non equivale a una valutazione della sicurezza alimentare del prodotto.