video suggerito
video suggerito
24 Settembre 2026
11:39

Il mio nome è Carlo, il film su Carlo Acutis: la mamma Antonia «Ho rivisto mio figlio»

Il mio nome è Carlo arriva il 27 settembre su Canale 5. La mamma Antonia Salzano Acutis racconta l’emozione dopo aver visto il film dedicato al figlio.

Ti piace questo contenuto?
Il mio nome è Carlo, il film su Carlo Acutis: la mamma Antonia «Ho rivisto mio figlio»
Immagine

A vent’anni dalla morte e a un anno dalla canonizzazione, la storia di Carlo Acutis arriva in prima serata su Canale 5. Domenica 27 settembre 2026 va in onda Il mio nome è Carlo, il film tv diretto da Giacomo Campiotti che ripercorre la vita del ragazzo morto a soli 15 anni e diventato uno dei simboli della fede cattolica tra le nuove generazioni.

A interpretare Carlo adolescente è Samuele Carrino, mentre Lucia Mascino veste i panni della madre Antonia Salzano Acutis e Flavio Parenti quelli del padre Andrea.

Proprio Antonia ha assistito al film e ha raccontato l'emozione provata nel vedere sullo schermo alcuni momenti della vita del figlio.

«Quando ho visto il film ho riconosciuto il mio Carlo», ha detto durante la presentazione del progetto a Milano. Una frase che racchiude il legame personale della madre con una produzione che, pur utilizzando gli strumenti della fiction, prende ispirazione dalla storia reale di Carlo.

Il mio nome è Carlo va in onda il 27 settembre

L'appuntamento è per domenica 27 settembre in prima serata su Canale 5. Il film sarà disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity.

La data arriva in un momento particolarmente significativo. Carlo Acutis morì il 12 ottobre 2006 a 15 anni ed è stato proclamato santo da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025. La messa in onda avviene quindi nell'anno del ventesimo anniversario della sua morte e poco dopo il primo anniversario della canonizzazione.

Il film è una coproduzione RTI-Movie Magic International ed è liberamente e parzialmente ispirato alla vita di Carlo e a fatti realmente accaduti, rielaborati per le esigenze narrative dell'opera.

La mamma Antonia: «Ho riconosciuto il mio Carlo»

Tra le persone che attendevano con maggiore emozione il risultato finale c'era inevitabilmente Antonia Salzano Acutis.

La madre di Carlo è intervenuta il 23 settembre alla presentazione del film al cinema Ariosto di Milano, vicino alla chiesa di Santa Maria Segreta frequentata dal figlio.

Dopo aver visto il film, Antonia ha spiegato di aver riconosciuto molti aspetti della vita di Carlo e i valori che cercava di trasmettere.

Il progetto prende spunto anche dal suo libro Il segreto di mio figlio. Perché Carlo Acutis è considerato un santo. La madre ha sottolineato il lavoro compiuto dal regista Giacomo Campiotti nel trasformare quei ricordi in un racconto destinato alla televisione.

Samuele Carrino interpreta Carlo Acutis

Il compito di portare Carlo sullo schermo è stato affidato a Samuele Carrino, giovane attore già protagonista de Il ragazzo dai pantaloni rosa.

Carrino interpreta Carlo a 15 anni, mentre altri due giovani attori lo rappresentano nelle fasi precedenti della sua infanzia.

Durante la presentazione, l'attore ha parlato della responsabilità provata nell'affrontare il ruolo. La storia raccontata non appartiene infatti a un personaggio lontano nel tempo, ma a un ragazzo la cui famiglia, gli amici e molte delle persone che lo hanno conosciuto sono ancora presenti.

Al suo fianco c'è Lucia Mascino nel ruolo di Antonia, mentre Flavio Parenti interpreta Andrea Acutis, il padre di Carlo.

Carlo tra informatica, videogiochi e calcio

Uno degli elementi sui quali insiste Il mio nome è Carlo è la quotidianità del protagonista.

Carlo era profondamente legato alla fede, ma aveva anche interessi molto simili a quelli di tanti suoi coetanei: informatica, videogiochi e calcio facevano parte della sua vita.

Proprio il rapporto con la tecnologia è diventato negli anni uno degli aspetti più conosciuti della sua storia.

Carlo aveva intuito le possibilità offerte da Internet e utilizzava le proprie conoscenze informatiche anche per comunicare contenuti legati alla fede. È anche per questa particolare combinazione tra spiritualità e tecnologia che la sua figura è stata spesso associata all'espressione “santo di Internet”.

Il rapporto di Carlo Acutis con i videogiochi

Durante la presentazione del film, Antonia ha raccontato anche un episodio legato alla PlayStation del figlio.

Secondo il suo racconto, Carlo la ricevette quando aveva otto anni. Fu lui stesso, ha spiegato la madre, a decidere di limitare fortemente il tempo dedicato ai videogiochi per evitare che diventassero troppo presenti nella sua quotidianità.

Antonia ha collegato quel ricordo alle preoccupazioni che molti genitori manifestano oggi nei confronti del tempo trascorso dai ragazzi davanti agli schermi e sui social.

È uno dei motivi per cui, secondo la madre, la storia del figlio può continuare a parlare ai ragazzi di oggi.

La Milano di Carlo torna nel film

Milano ha un ruolo importante nella storia.

Carlo è cresciuto nella città lombarda e alcune delle scene ricostruiscono luoghi legati direttamente alla sua infanzia e adolescenza.

Il film mostra, tra gli altri momenti, il periodo trascorso alle Marcelline e il suo rapporto con le persone incontrate per strada. Alcune sequenze sono state girate proprio a Milano e ad Assisi, due città centrali nel racconto della sua vita.

Non è casuale neppure la scelta del luogo in cui il film è stato presentato alla stampa: il cinema Ariosto si trova vicino alla chiesa di Santa Maria Segreta, frequentata da Carlo.

Il film racconta Carlo prima del santo

La produzione ha scelto di concentrarsi non soltanto sul percorso religioso, ma anche sul ragazzo.

Il racconto attraversa l'infanzia, gli amici, la scuola, la famiglia e la passione per l'informatica, arrivando fino agli ultimi giorni della sua vita.

È proprio questa dimensione quotidiana a essere centrale nel progetto: mostrare Carlo prima della canonizzazione, quando era un adolescente che frequentava la scuola, utilizzava il computer, giocava e trascorreva il tempo con gli amici.

Il film racconta anche il suo rapporto con le persone più fragili e l'attenzione verso chi incontrava nella vita quotidiana.

La morte di Carlo Acutis a soli 15 anni

Carlo Acutis morì il 12 ottobre 2006, quando aveva soltanto 15 anni.

Vent'anni dopo, la sua figura continua a essere al centro di iniziative religiose e culturali che coinvolgono soprattutto le nuove generazioni.

Il 7 settembre 2025 Papa Leone XIV lo ha proclamato santo in Piazza San Pietro.

La messa in onda del film arriva quindi in un periodo simbolico, tra il primo anniversario della canonizzazione e il ventesimo anniversario della morte.

Non solo Il mio nome è Carlo: arriva anche un documentario

Il film di Canale 5 non sarà l'unico progetto audiovisivo dedicato a Carlo Acutis in questo periodo.

Dal 15 al 21 ottobre 2026 è prevista nelle sale italiane l'uscita del documentario Carlo Acutis – Il giovane santo, diretto da Luca Salmaso.

A differenza del film tv, il documentario utilizza testimonianze, fotografie e materiali legati alla vita reale di Carlo, comprese immagini girate dallo stesso ragazzo.

Due progetti differenti che arrivano nello stesso periodo e che raccontano la stessa figura attraverso linguaggi diversi.

Per Antonia il film ha riportato sullo schermo suo figlio

Per la madre, però, il significato di Il mio nome è Carlo resta inevitabilmente personale.

Dietro la figura pubblica del giovane santo c'è il ricordo di un figlio che Antonia Salzano Acutis ha visto crescere, giocare, utilizzare il computer e vivere la propria fede nella quotidianità.

Vedere quei momenti trasformati in immagini cinematografiche ha rappresentato per lei un'esperienza particolarmente intensa.

Ed è proprio la frase pronunciata dopo la visione a sintetizzare la sua reazione: nel film, Antonia ha detto di aver riconosciuto il suo Carlo.