In una lunga intervista rilasciata a Fanpage.it, Luca Ward ha raccontato come sta oggi sua figlia Luna, affetta dalla sindrome di Marfan, una rara malattia genetica del tessuto connettivo.
L'attore ha spiegato che le condizioni della ragazza sono migliorate grazie a un percorso di cure particolarmente impegnativo, affrontato tra la Francia e l'Italia.
«Ora molto meglio», ha risposto quando gli è stato chiesto come stesse Luna.
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Ward ha raccontato che la figlia ha avuto bisogno di speciali corsetti per la colonna vertebrale, realizzati in Francia, e che successivamente è stata sottoposta a un intervento chirurgico all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
L'operazione, secondo il suo racconto, è durata sedici ore ed è stata eseguita da due giovani specialisti.
Un percorso difficile che ha richiesto tempo, continuità e il coinvolgimento dell'intera famiglia.
La malattia, ha precisato l'attore, non è scomparsa. Ma i trattamenti ricevuti hanno permesso alla figlia di affrontare meglio le conseguenze della patologia.
La sindrome di Marfan e il lungo percorso di cure
La sindrome di Marfan è una malattia genetica che interessa il tessuto connettivo, presente in diverse parti dell'organismo.
Può coinvolgere lo scheletro, gli occhi e soprattutto il sistema cardiovascolare. Le manifestazioni variano da persona a persona e richiedono controlli specialistici regolari.
Nel caso di Luna, Ward ha raccontato soprattutto le difficoltà legate alla colonna vertebrale.
Per correggere le alterazioni della postura, la famiglia si è rivolta anche a specialisti francesi, affrontando viaggi e spese per dispositivi ortopedici specifici.
Il doppiatore ha spiegato che i corsetti dovevano essere sostituiti periodicamente e che il loro costo arrivava a circa quattromila euro.
Successivamente è stato necessario un intervento chirurgico in Italia.
Nel ripercorrere questi anni, Ward ha sottolineato quanto siano cambiati i trattamenti disponibili e quanto sia importante poter accedere a cure specialistiche.
Le prospettive per chi convive con la sindrome di Marfan sono migliorate grazie alla diagnosi precoce, al monitoraggio e ai progressi terapeutici, anche se non è possibile indicare un'aspettativa di vita identica per tutti i pazienti.
Luca Ward e la frase sulla moglie Giada Desideri
La parte più personale dell'intervista riguarda il ruolo di Giada Desideri, moglie di Luca Ward e madre di Luna.
Quando è arrivata la diagnosi, racconta l'attore, la coppia ha dovuto riorganizzare completamente la propria quotidianità.
Desideri, anche lei attrice, ha deciso di interrompere il lavoro per dedicarsi alla famiglia e seguire più da vicino la figlia durante il percorso di cura.
Ward ha ricordato quella scelta come un gesto determinante.
«Mia moglie ha smesso di lavorare 14 anni fa», ha raccontato, spiegando che Giada si era assunta il compito di occuparsi dei figli mentre lui continuava a lavorare.
È in questo contesto che ha pronunciato la frase destinata ad attirare l'attenzione: «Pensa se io avessi avuto ‘sta bambina con una poco di buono».
Un'espressione molto forte, utilizzata per immaginare quanto sarebbe stato diverso affrontare la situazione senza una compagna capace, a suo giudizio, di assumersi un impegno così grande.
Il riferimento è dunque alla gratitudine verso la moglie, che Ward considera fondamentale nella gestione della malattia della figlia.
«Quando ho saputo della diagnosi mi è crollato il mondo addosso»
Ward ha parlato anche del momento in cui ha scoperto che Luna era affetta dalla sindrome di Marfan.
La diagnosi, ha spiegato, lo aveva colto impreparato. Non conosceva la malattia e aveva cercato informazioni online, rimanendo profondamente spaventato da ciò che leggeva.
«Mi è crollato il mondo addosso», ha ricordato.
La reazione di Giada Desideri, secondo il suo racconto, era stata diversa.
Mentre lui cercava di comprendere la gravità della situazione, la moglie si era attivata immediatamente per organizzare le cure e seguire le indicazioni dei medici.
Ward l'ha descritta come una persona capace di reagire con grande determinazione.
«È stata un soldato», ha detto, riconoscendole un ruolo centrale nella vita della famiglia.
L'attore ha poi allargato la riflessione alla presenza dei genitori negli ospedali, raccontando di aver visto spesso madri particolarmente attive nel dialogo con il personale sanitario.
Si tratta di considerazioni nate dalla sua esperienza personale, con cui Ward ha voluto esprimere ammirazione per la moglie e per il lavoro di cura che ha svolto negli anni.
Giada Desideri e la scelta di lasciare il lavoro per la figlia
Giada Desideri è conosciuta dal pubblico televisivo soprattutto per il suo lavoro di attrice, tra cui la partecipazione alla soap opera Un posto al sole.
La malattia della figlia ha rappresentato un punto di svolta nella sua vita professionale.
Ward aveva già raccontato in precedenti interviste quanto fosse stata difficile la decisione della moglie di mettere da parte la carriera.
Una scelta che, nelle parole dell'attore, non era affatto scontata.
Desideri aveva investito molto nella propria formazione e nel proprio lavoro, ma davanti alle necessità della figlia aveva deciso di dare priorità alla famiglia.
Il racconto di Ward mette in evidenza anche un aspetto spesso poco visibile: l'impegno quotidiano richiesto dall'assistenza a un familiare con una patologia complessa.
Visite, controlli, terapie, spostamenti e appuntamenti medici possono incidere profondamente sull'organizzazione della vita familiare e lavorativa.
Per Ward, il sostegno ricevuto da Giada è stato decisivo per affrontare questi anni.
Le cure al Bambino Gesù e le parole sulla sanità pubblica
Nel corso dell'intervista, Luca Ward ha parlato anche dell'importanza del sistema sanitario pubblico.
L'attore ha ricordato l'intervento alla colonna vertebrale affrontato dalla figlia all'ospedale Bambino Gesù, sottolineando di non aver dovuto sostenere direttamente il costo dell'operazione.
Secondo la sua stima, un intervento analogo negli Stati Uniti avrebbe potuto avere un costo estremamente elevato.
Ward ha utilizzato questo esempio per ribadire il valore dell'accesso alle cure e del contributo fiscale che permette di finanziare i servizi sanitari.
Nella stessa intervista, però, ha raccontato anche le difficoltà incontrate per il riconoscimento delle spese sostenute all'estero.
Per ottenere i corsetti necessari a Luna, la famiglia aveva dovuto recarsi ripetutamente a Lione.
L'attore ha riferito di aver ricevuto una contestazione fiscale da 22mila euro dopo aver inserito alcune spese mediche nella dichiarazione dei redditi.
Un episodio che ha ricordato con amarezza, distinguendo tra il valore della sanità pubblica e i problemi burocratici affrontati personalmente.
Luca Ward: il rapporto con i tre figli e il ruolo di padre
Luca Ward è padre di tre figli: Guendalina, nata da una precedente relazione, e Lupo e Luna, avuti con Giada Desideri.
Nell'intervista ha raccontato anche il suo modo di vivere la paternità.
Si definisce un padre presente, pur dovendo spesso conciliare gli impegni professionali con la vita familiare.
Ha spiegato che, anche quando si trova sul set, cerca di rispondere alle chiamate dei figli e di essere disponibile nei momenti importanti.
Allo stesso tempo, ritiene necessario lasciare ai ragazzi la libertà di fare esperienze, commettere errori e imparare ad affrontare le difficoltà.
La malattia di Luna ha inevitabilmente richiesto un'attenzione particolare, ma Ward ha più volte sottolineato l'importanza di mantenere un equilibrio all'interno della famiglia.
Nel suo racconto, la figura di Giada Desideri torna continuamente come punto di riferimento.
È soprattutto a lei che l'attore attribuisce la capacità di aver affrontato con lucidità una situazione che, almeno inizialmente, lo aveva profondamente spaventato.
La gratitudine di Luca Ward verso la moglie
La frase sulla «poco di buono», isolata dal resto dell'intervista, può sembrare un attacco generico. Nel racconto di Ward, invece, arriva al termine di una riflessione sul ruolo che la moglie ha avuto nella cura della figlia.
L'attore non nasconde di essersi sentito sopraffatto al momento della diagnosi.
Ricorda, al contrario, la prontezza con cui Giada ha affrontato la situazione, modificando le proprie priorità e assumendosi molte delle responsabilità quotidiane.
Oggi, mentre racconta che Luna sta meglio, Ward torna proprio su quel momento per spiegare quanto sia riconoscente alla compagna.
La malattia della figlia resta una parte importante della storia familiare, ma il suo racconto è anche quello di un percorso di cure, di cambiamenti e di una quotidianità costruita intorno alle necessità dei figli.
E, nelle parole dell'attore, è soprattutto il racconto di una madre alla quale sente di dovere molto.