video suggerito
video suggerito
12 Ottobre 2026
9:51

Mente al marito sulla paternità dei due figli avuti con l’amante: indagata una marescialla dei carabinieri

Una marescialla dei carabinieri è indagata per aver presumibilmente fatto credere al marito di essere il padre dei suoi due figli, che sarebbero invece nati da una relazione con un superiore. La Procura di Rimini indaga per presunta alterazione dello stato civile.

Ti piace questo contenuto?
Mente al marito sulla paternità dei due figli avuti con l’amante: indagata una marescialla dei carabinieri

Una marescialla dei carabinieri è finita sotto indagine con l'accusa di aver mentito al marito sulla paternità dei loro due figli, che sarebbero stati concepiti durante una relazione extraconiugale con un suo superiore. La vicenda è al centro di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini, che ipotizza il reato di alterazione dello stato civile.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la militare, sposata con un collega dell'Arma, avrebbe lasciato credere al marito di essere il padre biologico dei bambini, nonostante fosse consapevole della possibilità che fossero nati dalla relazione con l'amante. La donna, difesa dall'avvocato Maurizio Bortolotto del foro di Torino, è attualmente indagata per due presunti episodi legati alle dichiarazioni sulla paternità dei figli.

Marescialla dei carabinieri indagata: i due figli sarebbero dell'amante

La vicenda risalirebbe al 2023 e al 2025, anni ai quali gli investigatori riconducono i fatti contestati alla marescialla. Stando a quanto emerso dalle indagini, la donna avrebbe avuto una relazione sentimentale e sessuale con un superiore, anche lui appartenente all'Arma dei carabinieri.

L'uomo, secondo quanto ricostruito, avrebbe ricoperto il ruolo di comandante di stazione durante il periodo della relazione extraconiugale.

Da quel rapporto sarebbero nati i due bambini, la cui paternità biologica è ora oggetto degli accertamenti della magistratura.

La marescialla avrebbe attribuito entrambi i figli al marito, pur sapendo, secondo l'ipotesi investigativa, che il loro padre biologico avrebbe potuto essere il collega con il quale intratteneva la relazione.

È proprio questo aspetto a essere al centro dell'inchiesta: gli investigatori stanno cercando di stabilire se la donna abbia fornito consapevolmente informazioni non veritiere al momento della formazione degli atti di nascita.

L'inchiesta della Procura di Rimini per alterazione dello stato civile

La Procura della Repubblica di Rimini ha aperto un fascicolo nei confronti della marescialla, ipotizzando due episodi di alterazione dello stato civile.

Le contestazioni fanno riferimento agli articoli 48, 81 e 567, secondo comma, del Codice penale, relativi, nell'ipotesi formulata dagli inquirenti, all'alterazione dello stato civile attraverso dichiarazioni non veritiere rese a un pubblico ufficiale.

Al centro dell'indagine non ci sarebbe dunque soltanto la presunta relazione extraconiugale, ma soprattutto la correttezza delle informazioni fornite per la registrazione anagrafica dei due bambini.

La magistratura dovrà accertare se la militare fosse effettivamente a conoscenza della diversa paternità biologica dei figli e se abbia agito con la volontà di attribuirli al marito.

Al momento si tratta di ipotesi investigative ancora da verificare e la responsabilità penale della donna non è stata accertata.

Perquisizioni e dispositivi elettronici sequestrati: cosa cercano gli investigatori

Nell'ambito dell'inchiesta sono intervenuti anche

Immagine

i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, incaricati di svolgere accertamenti per ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte.

Durante le perquisizioni sono stati acquisiti alcuni dispositivi elettronici, il cui contenuto potrebbe contribuire a chiarire la natura della relazione tra la marescialla e il suo superiore, oltre alla consapevolezza della donna riguardo alla paternità dei bambini.

Gli investigatori stanno cercando elementi utili per stabilire se la militare abbia deliberatamente nascosto al marito informazioni rilevanti oppure se, al momento delle dichiarazioni, non avesse certezze sull'identità del padre biologico.

La distinzione è centrale per valutare l'eventuale sussistenza del reato contestato.

La posizione della marescialla al vaglio della magistratura

L'inchiesta prosegue sotto il coordinamento della Procura di Rimini. La marescialla, assistita dal proprio legale, dovrà rispondere alle ipotesi formulate dagli inquirenti nell'ambito degli accertamenti previsti dalla legge.

Resta da chiarire quale fosse l'effettiva consapevolezza della donna al momento della registrazione dei due figli e se le dichiarazioni rese abbiano comportato un'alterazione del loro stato civile.

La vicenda, che coinvolge più appartenenti all'Arma dei carabinieri, rimane dunque aperta. Saranno gli ulteriori sviluppi investigativi a stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti a sostenere le accuse.

Per la marescialla vale la presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.