
Una storia familiare diventata una battaglia personale e poi un progetto per aiutare altri genitori.
È quella di Nicholas DauSchmidt, avvocato americano e capitano dell’esercito statunitense, che ha raccontato di aver organizzato personalmente un’operazione per riportare in Italia il figlio portato in Romania dall’ex moglie.
L’intervento, chiamato “operazione Gardaland”, dal nome del parco giochi preferito dal bambino, è costato oltre 37mila euro e ha portato alla nascita di una nuova iniziativa: una rete privata per supportare altri genitori alle prese con casi di sottrazione internazionale di minori.
Il figlio portato in Romania e la decisione di intervenire
Secondo il racconto di DauSchmidt, nell’estate del 2024 il figlio sarebbe stato portato in Romania senza il suo consenso.
L’uomo ha spiegato di aver seguito inizialmente le procedure previste, ma di aver ritenuto insufficienti i tempi e gli strumenti a disposizione.
«Affidandomi esclusivamente alla procedura, non avrei mai riavuto mio figlio», ha raccontato secondo quanto riportato dalla fonte.
Da qui sarebbe nata la decisione di organizzare un intervento autonomo per riportare il bambino in Italia.
L’operazione chiamata “Gardaland”
Il nome scelto per il blitz aveva un significato personale.
DauSchmidt ha spiegato che Gardaland era il parco divertimenti preferito dal figlio e rappresentava l’idea di riportarlo alla sua vita quotidiana.
Per organizzare il recupero sarebbero stati coinvolti voli, un veicolo, attività investigative e supporto operativo.
Le spese documentate per l’operazione ammontano a 37.204,31 euro, comprendendo trasferimenti, attività investigative e altri costi legati all’intervento.
La nuova rete per aiutare altri genitori
Dopo questa esperienza, DauSchmidt ha deciso di trasformare la propria vicenda in un progetto rivolto ad altri genitori.
L’obiettivo è creare una rete composta da professionisti come:
investigatori privati;veterani dell’esercito;persone con esperienza in situazioni internazionali.
Secondo il suo racconto, il progetto nasce dalla volontà di aiutare chi si trova ad affrontare la scomparsa di un figlio portato all’estero.
DauSchmidt ha spiegato di aver ricevuto già richieste di aiuto e di aver seguito alcuni casi.
Il procedimento giudiziario in corso
A oltre due anni dai fatti, secondo quanto riportato dalla fonte, il procedimento giudiziario nei confronti della madre del bambino non sarebbe ancora iniziato formalmente.
La Procura di Vicenza contesterebbe la sottrazione del minore e l’elusione dei provvedimenti del tribunale che vietavano l’espatrio.
Le udienze previste sarebbero state rinviate e l’inizio del processo sarebbe stato fissato al 3 dicembre.
Le spese e la richiesta di risarcimento
Le spese sostenute da DauSchmidt per riportare il figlio in Italia sono state inserite, secondo la ricostruzione riportata, nella richiesta di risarcimento danni collegata al procedimento penale.
Nel dettaglio, il totale indicato è di 37.204,31 euro.
La cifra comprenderebbe:
voli;noleggio di un veicolo;attività investigative;costi operativi.La questione delle visite e il confronto tra le parti
La vicenda è proseguita anche dopo il ritorno del bambino in Italia.
Secondo quanto dichiarato da DauSchmidt, ci sarebbero state contestazioni relative alle modalità delle visite della madre e all’utilizzo di un’auto con targa romena.
L’uomo sostiene di aver contestato il comportamento dei Servizi Sociali attraverso il proprio legale.
La difesa della ex moglie, rappresentata dall’avvocata Manuela Tirini, ha invece invitato alla prudenza, sottolineando che la questione è ancora oggetto di valutazione giudiziaria.
Una battaglia personale diventata una missione
Per Nicholas DauSchmidt la vicenda vissuta con il figlio è diventata anche una spinta per aiutare altre famiglie.
Il suo obiettivo dichiarato è fare in modo che altri genitori coinvolti in situazioni simili possano trovare supporto e informazioni.
Una storia che unisce una vicenda familiare complessa, un percorso giudiziario ancora aperto e la nascita di una rete privata dedicata ai casi di sottrazione internazionale di minori.