Multe per il riscaldamento: quando si rischiano davvero 5.000 euro

A cura di Redazione
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Impianti di riscaldamento, attenzione a manutenzione, libretto e controlli di efficienza. Ecco quando si rischiano multe e come verificare se si è in regola.

Quando si parla di sanzioni per gli impianti di riscaldamento, è importante distinguere le diverse violazioni.

La normativa nazionale di riferimento è il decreto legislativo 192/2005, insieme al DPR 74/2013, che disciplina l'esercizio, la manutenzione e i controlli degli impianti termici.

In base all'articolo 15 del decreto legislativo 192/2005, il responsabile dell'impianto che non provvede ai controlli e alla manutenzione previsti rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro.

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Per il tecnico incaricato che non redige e sottoscrive il rapporto di controllo, invece, la multa prevista dalla stessa normativa può andare da 1.000 a 6.000 euro.

Da dove arriva, allora, la cifra di 5.000 euro?

L'importo compare anche in specifiche disposizioni regionali. Per esempio, una normativa regionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale prevede sanzioni da 700 a 5.000 euro in caso di mancanza del libretto di impianto o di centrale.

Non significa, quindi, che ogni famiglia italiana rischi automaticamente una multa di 5.000 euro per una caldaia non revisionata.

L'importo effettivo dipende dalla violazione contestata e dalle disposizioni applicabili nel territorio in cui si trova l'immobile.

Quali impianti di riscaldamento devono essere controllati

Gli obblighi non riguardano soltanto le vecchie caldaie a gas.

La disciplina sugli impianti termici comprende, a determinate condizioni, anche altri sistemi utilizzati per riscaldare o climatizzare gli ambienti.

Tra questi possono rientrare le caldaie a condensazione, gli impianti centralizzati, le pompe di calore e alcuni sistemi di climatizzazione.

Le verifiche richieste cambiano in base alla tipologia, alla potenza e alle caratteristiche dell'impianto.

Non tutti gli apparecchi domestici sono soggetti agli stessi adempimenti.

Un piccolo riscaldatore elettrico portatile, per esempio, non deve essere trattato come una caldaia collegata a un impianto termico fisso.

Per capire quali obblighi si applicano, bisogna partire dalle caratteristiche tecniche del sistema installato in casa.

Manutenzione della caldaia: ogni quanto è obbligatoria?

Uno degli equivoci più diffusi riguarda la frequenza della manutenzione.

Spesso si sente dire che la revisione della caldaia sia obbligatoria ogni anno.

Non esiste però una regola nazionale che imponga indistintamente la manutenzione annuale di tutte le caldaie domestiche.

Il DPR 74/2013 stabilisce che le operazioni di controllo e manutenzione debbano seguire le indicazioni fornite dall'installatore.

Quando queste istruzioni non sono disponibili, si fa riferimento alle prescrizioni del fabbricante.

Per gli elementi dell'impianto privi di indicazioni specifiche si applicano le norme tecniche pertinenti.

È quindi fondamentale controllare il libretto di istruzioni e la documentazione consegnata dal manutentore.

Un tecnico abilitato può indicare per iscritto quali interventi siano necessari e con quale periodicità.

Controllo dei fumi e manutenzione: non sono la stessa cosa

Un'altra distinzione importante riguarda la manutenzione ordinaria e il controllo di efficienza energetica, spesso chiamato impropriamente controllo dei fumi o bollino della caldaia.

La manutenzione serve a verificare il funzionamento dell'impianto e a effettuare gli interventi previsti per mantenerlo in condizioni adeguate.

Il controllo di efficienza energetica riguarda invece specifiche prestazioni dell'impianto, secondo le procedure stabilite dalla normativa.

I due interventi possono essere eseguiti durante la stessa visita del tecnico, ma non hanno necessariamente la stessa scadenza.

Per gli impianti soggetti agli obblighi, il controllo di efficienza energetica segue le periodicità previste dal DPR 74/2013 e dalle eventuali disposizioni regionali applicabili.

Per questo non basta sapere quando è stata effettuata l'ultima pulizia della caldaia: occorre verificare anche la data dell'ultimo rapporto di efficienza energetica.

Come controllare in pochi minuti se l'impianto è in regola

Prima di chiamare un tecnico, è possibile effettuare una semplice verifica dei documenti presenti in casa.

1. Cercare il libretto di impianto

Il primo documento da controllare è il libretto di impianto per la climatizzazione.

Contiene le informazioni principali sul sistema installato e gli aggiornamenti relativi agli interventi effettuati.

Per gli impianti soggetti all'obbligo, il libretto deve essere conservato e aggiornato secondo le disposizioni vigenti.

Se non si trova, è opportuno contattare il manutentore o l'amministratore condominiale, a seconda del tipo di impianto.

2. Verificare l'ultimo rapporto di manutenzione

Il secondo controllo riguarda la documentazione rilasciata dal tecnico dopo l'intervento.

Bisogna verificare quando è stata effettuata l'ultima manutenzione e quale periodicità è stata indicata per gli interventi successivi.

Se la data prevista è trascorsa, è opportuno programmare una verifica con una ditta abilitata.

3. Controllare il rapporto di efficienza energetica

Quando previsto, il tecnico deve compilare il rapporto di controllo di efficienza energetica.

È utile controllare la data dell'ultimo documento e verificare se il rapporto sia stato trasmesso secondo le procedure locali.

In molte regioni esistono catasti digitali degli impianti termici, attraverso i quali è possibile verificare alcune informazioni registrate.

4. Consultare le regole della propria regione

La disciplina nazionale costituisce la base degli obblighi, ma le regioni e le autorità competenti possono prevedere modalità operative, procedure e adempimenti specifici.

Per questo è consigliabile consultare il sito istituzionale della propria regione o dell'ente incaricato dei controlli sugli impianti termici.

Il manutentore può inoltre indicare quale catasto regionale venga utilizzato e quali documenti debbano essere conservati.

Chi deve occuparsi dei controlli: proprietario o inquilino?

La responsabilità dipende dalla situazione dell'immobile e dal tipo di impianto.

Per un'abitazione con riscaldamento autonomo, il responsabile dell'esercizio e della manutenzione è generalmente l'occupante dell'immobile, quindi anche l'inquilino quando la casa è affittata.

Per gli impianti centralizzati, il riferimento è normalmente l'amministratore di condominio o l'eventuale soggetto che abbia assunto formalmente la responsabilità dell'impianto.

Questo non significa che ogni spesa ricada automaticamente sulla stessa persona.

La ripartizione dei costi tra proprietario e inquilino dipende dalla natura dell'intervento e dalle regole applicabili al rapporto di locazione.

Prima di effettuare lavori straordinari è quindi utile chiarire a chi spettino le relative spese.

Cosa succede se manca il libretto della caldaia

L'assenza del libretto non va sottovalutata.

Il documento permette di ricostruire le caratteristiche dell'impianto e gli interventi eseguiti nel tempo.

Se manca, il primo passo è rivolgersi a un tecnico abilitato per verificare la situazione e procedere agli adempimenti necessari.

Non bisogna confondere la mancanza materiale del documento con l'assenza di manutenzione: sono situazioni che possono richiedere verifiche differenti.

È inoltre importante non inventare date o interventi mai eseguiti.

La documentazione deve rispecchiare le operazioni effettivamente svolte sull'impianto.

Quando possono arrivare i controlli sugli impianti di riscaldamento

Le verifiche non vengono effettuate soltanto quando un cittadino segnala un problema.

Le autorità competenti possono organizzare controlli documentali e ispezioni, anche sulla base delle informazioni contenute nei catasti degli impianti termici.

Durante un'ispezione possono essere verificati la documentazione, lo stato dell'impianto e il rispetto degli obblighi previsti.

Le modalità cambiano in base alle procedure territoriali.

Per questo è importante conservare i rapporti rilasciati dai tecnici e mantenere aggiornati i documenti.

Cosa fare subito per evitare irregolarità

Per chi sta per riaccendere il riscaldamento, il controllo più utile è anche il più semplice: recuperare il libretto di impianto e verificare le date degli ultimi interventi.

Se non è chiaro quando effettuare la prossima manutenzione, conviene chiedere indicazioni scritte a un professionista abilitato.

È importante controllare anche se l'impianto sia soggetto alle verifiche di efficienza energetica e quali procedure siano previste nella propria regione.

Non è necessario sostituire una caldaia perfettamente funzionante soltanto perché ha diversi anni, ma è essenziale rispettare gli obblighi applicabili e intervenire quando il tecnico rileva problemi.

Le sanzioni possono essere elevate, ma la ragione principale per mantenere in regola l'impianto resta un'altra: garantire un funzionamento corretto, limitare gli sprechi e ridurre i rischi legati a guasti e malfunzionamenti.