
Una storia che sembrava impossibile arriva dal Nepal, dove una donna di 64 anni è stata ritrovata viva dieci giorni dopo la devastante alluvione che aveva travolto la sua zona.
Si tratta di Chandika Kumari Shrestha, individuata dai soccorritori tra le macerie della sua abitazione a Betrawati, nel distretto di Nuwakot. La donna era rimasta intrappolata sotto fango e detriti, ma una piccola sacca d'aria formatasi nello spazio in cui si trovava le avrebbe permesso di sopravvivere.
I familiari pensavano fosse morta
Quando dell'anziana non si erano più avute notizie, i familiari avevano ormai perso le speranze.
La devastazione provocata dall'alluvione aveva infatti completamente sconvolto l'area e della donna non c'erano più tracce. La famiglia aveva quindi iniziato i riti di lutto, convinta che Chandika fosse morta.
Poi, dieci giorni dopo il disastro, è arrivata la notizia incredibile: la donna era ancora viva.
La casa di quattro piani distrutta dall'acqua
L'abitazione di Chandika era un edificio di quattro piani, ma la forza dell'alluvione lo aveva praticamente distrutto.
Fango e detriti avevano sommerso gran parte della struttura, lasciando soltanto alcuni spazi tra le macerie.
È proprio durante le operazioni di ricerca e di ripulitura che una squadra di soccorritori ha sentito qualcosa che nessuno si aspettava: una voce provenire dai resti dell'edificio.
«Salvatemi»
I soccorritori hanno raccontato di aver sentito una voce chiedere aiuto mentre stavano lavorando intorno alle macerie.
Era Chandika.
La donna si trovava in uno spazio estremamente ristretto, circondata da fango e detriti. Gli uomini impegnati nell'operazione hanno quindi iniziato immediatamente a lavorare per raggiungerla e liberarla.
Il ritrovamento è stato particolarmente sorprendente perché erano ormai trascorsi dieci giorni dall'alluvione.
La sacca d'aria che le ha permesso di sopravvivere
Secondo la ricostruzione dei soccorritori, Chandika era riuscita a rimanere in vita grazie a una sacca d'aria formatasi tra acqua, fango e macerie.
Si trattava di uno spazio molto piccolo, ma sufficiente a permetterle di resistere fino all'arrivo dei soccorritori.
Il modo in cui si è formato quello spazio resta legato alla particolare disposizione dei detriti dopo il crollo dell'edificio.
Il salvataggio è durato 45 minuti
L'operazione di recupero non è stata semplice.
La donna era bloccata in uno spazio angusto e i soccorritori hanno dovuto procedere con attenzione per raggiungerla senza provocare ulteriori crolli.
Dopo circa 45 minuti di lavoro, Chandika è stata finalmente estratta viva dalle macerie.
Le immagini diffuse dall'esercito nepalese mostrano la donna ricoperta di fango mentre viene portata fuori dalla zona devastata.
Trasferita in elicottero a Kathmandu
Una volta liberata, la donna è stata trasferita rapidamente in elicottero a Kathmandu, dove è stata portata in un ospedale militare.
Il trasferimento ha permesso di affidarla rapidamente alle cure dei sanitari dopo i dieci giorni trascorsi sotto le macerie.
La sua sopravvivenza è stata accolta con grande emozione anche dagli stessi soccorritori che l'hanno individuata.
La telefonata che ha cambiato tutto
La notizia del ritrovamento ha raggiunto poco dopo i familiari.
Per loro è stato un momento difficile da credere: avevano già cominciato a vivere il lutto per la perdita della donna e si sono improvvisamente trovati davanti alla notizia che Chandika era viva.
Una vicenda che ha trasformato una storia di disperazione in una delle poche notizie positive arrivate dalle zone devastate dall'alluvione.
In Nepal continuano le ricerche
Il salvataggio di Chandika è arrivato mentre in Nepal continuavano le operazioni per individuare persone ancora disperse.
La catastrofe aveva provocato un bilancio drammatico, con oltre 1.300 vittime accertate e migliaia di persone ancora disperse secondo gli aggiornamenti diffusi nei giorni successivi al disastro.
Le squadre di soccorso hanno continuato a lavorare tra fango, detriti e strutture distrutte alla ricerca di eventuali superstiti.
Non è l'unica sopravvivenza miracolosa
Il caso di Chandika non è stato l'unico ritrovamento straordinario avvenuto nei giorni successivi all'alluvione.
Nello stesso periodo, i soccorritori nepalesi hanno infatti trovato vivo anche un uomo di origine cinese, Lu Haitao, rimasto intrappolato per dieci giorni all'interno di un tunnel del progetto idroelettrico Upper Trishuli-1.
Questi salvataggi hanno mantenuto accesa la speranza mentre proseguivano le ricerche dei dispersi.
Dal funerale alla notizia della salvezza
La storia di Chandika Kumari Shrestha ha un elemento che la rende ancora più incredibile: la sua famiglia aveva già iniziato i riti funebri.
Quando i soccorritori hanno sentito quella voce tra le macerie, nessuno si aspettava di trovare una persona viva dopo così tanti giorni.
Invece Chandika era lì, nascosta sotto fango e detriti, in attesa che qualcuno riuscisse a raggiungerla.
Una speranza nel mezzo della devastazione
L'alluvione ha lasciato dietro di sé migliaia di famiglie colpite e un bilancio pesantissimo. In questo scenario, il salvataggio della 64enne rappresenta una delle storie più sorprendenti emerse dalle operazioni di soccorso.
Dieci giorni dopo essere stata data per morta, Chandika è stata trovata viva nella sua casa distrutta, grazie a una piccola sacca d'aria tra le macerie.
La sua voce, sentita quasi per caso dai soccorritori, ha cambiato completamente il destino di una famiglia che aveva già iniziato a piangerla.