Gli integratori alimentari vengono spesso associati al benessere e alla prevenzione. In realtà, il loro utilizzo non sempre porta benefici. Se assunti senza una reale necessità o senza il consiglio di uno specialista, alcuni prodotti possono avere effetti negativi sulla salute, soprattutto sul sistema cardiovascolare.
Tra gli integratori più utilizzati ci sono quelli a base di olio di pesce e Omega-3, da anni consigliati per il cuore e la circolazione. Una recente ricerca pubblicata sul British Medical Journal ha però acceso l’attenzione sui possibili rischi legati all’assunzione nelle persone sane.
Integratori di olio di pesce: cosa dice lo studio
L’olio di pesce è ricco di acidi grassi Omega-3, sostanze che aiutano a ridurre i trigliceridi nel sangue. Per questo motivo viene spesso utilizzato per sostenere la salute cardiovascolare.
Secondo i ricercatori, i benefici maggiori sembrano riguardare chi soffre già di patologie cardiache. Nelle persone senza problemi cardiovascolari, invece, l’assunzione regolare potrebbe aumentare alcuni rischi.
Lo studio evidenzia infatti un incremento:
del 13% del rischio di sviluppare aritmie;del 5% del rischio di ictus nelle persone sane.
I risultati mostrano quindi un effetto diverso a seconda delle condizioni di salute iniziali.
Perché gli Omega-3 possono diventare un rischio
Gli esperti sottolineano che gli integratori non sono sempre innocui. Molti consumatori li assumono pensando di proteggere il cuore, ma senza controlli medici il rischio è quello di ottenere l’effetto opposto.
Nel caso degli Omega-3, gli studiosi ipotizzano che l’assunzione continuativa possa influenzare alcuni meccanismi cardiovascolari nelle persone senza malattie pregresse, aumentando la probabilità di sviluppare disturbi del ritmo cardiaco o eventi cerebrovascolari.
Effetti positivi nei pazienti con malattie cardiovascolari
Lo scenario cambia nei soggetti che soffrono già di problemi cardiaci. In questi casi, gli integratori di olio di pesce sembrano avere un ruolo protettivo.
La ricerca ha osservato:
una riduzione del 15% della progressione dalla fibrillazione atriale all’infarto;una diminuzione del 9% del rischio di morte nei pazienti con insufficienza cardiaca.
Questo conferma che gli integratori possono essere utili solo in presenza di specifiche condizioni cliniche e sotto controllo medico.
Come è stata condotta la ricerca
Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato i dati della UK Biobank, uno dei più grandi database biomedici del Regno Unito.
Lo studio ha coinvolto 415.737 persone tra i 40 e i 69 anni, inizialmente senza malattie cardiovascolari. Circa un terzo dei partecipanti ha dichiarato di assumere regolarmente integratori di olio di pesce.

Durante il periodo di osservazione:
18.367 persone hanno sviluppato fibrillazione atriale;22.636 hanno avuto infarto, ictus o insufficienza cardiaca;22.140 partecipanti sono deceduti.
Tra chi aveva sviluppato fibrillazione atriale, sono stati registrati:
3.085 casi di insufficienza cardiaca;1.180 ictus;1.415 infarti.I consigli degli esperti sugli integratori alimentari
Gli autori dello studio invitano alla prudenza nell’utilizzo degli integratori di olio di pesce per la prevenzione primaria, cioè nelle persone sane.
Secondo i ricercatori, i benefici cardiovascolari non sono ancora del tutto chiari e potrebbero esistere effetti collaterali da non sottovalutare.
Gli esperti ricordano che gli integratori non devono sostituire una dieta equilibrata e uno stile di vita sano. Prima di assumere Omega-3 o altri prodotti simili è consigliabile confrontarsi con il medico, soprattutto in presenza di fattori di rischio cardiovascolare o terapie in corso.