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14 Settembre 2026
13:47

Raffaella Carrà, chi è il figlio adottivo Gian Luca Pelloni Bulzoni: l’adozione dopo la diagnosi

Gian Luca Pelloni Bulzoni racconta per la prima volta l'adozione da parte di Raffaella Carrà e il rapporto con l'artista, nato nel 2001 e durato fino alla sua morte.

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Raffaella Carrà, chi è il figlio adottivo Gian Luca Pelloni Bulzoni: l’adozione dopo la diagnosi
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Per anni è rimasto lontano dai riflettori, proprio come avrebbe voluto Raffaella Carrà. Oggi Gian Luca Pelloni Bulzoni, figlio adottivo della grande artista, ha deciso di raccontare pubblicamente il rapporto con lei, spiegando anche come nacque la decisione di adottarlo.

La testimonianza è arrivata nel giugno 2026, in occasione della nascita della Fondazione Raffaella Carrà Ets, della quale Pelloni Bulzoni è fondatore e presidente. L'uomo ha ripercorso gli anni trascorsi accanto alla conduttrice e il momento in cui, durante la malattia, Raffaella gli fece una proposta che avrebbe cambiato per sempre il loro rapporto.

Chi è Gian Luca Pelloni Bulzoni

Gian Luca Pelloni Bulzoni è nato a Ferrara nel 1964. Prima di diventare il figlio adottivo di Raffaella Carrà era stato suo collaboratore, assistente e persona di fiducia.

I due si erano conosciuti nel 2001, quando Pelloni Bulzoni era stato chiamato per occuparsi della sicurezza della conduttrice. Il rapporto professionale si trasformò progressivamente in un legame molto più stretto.

L'incontro con Raffaella Carrà nel 2001

Il primo incontro risale all'esperienza di Carramba! Che sorpresa.

Pelloni Bulzoni ha raccontato che inizialmente era stato incaricato di affiancare Raffaella per la sua sicurezza. La collaborazione, però, durò molto più a lungo del previsto.

Carrà gli chiese infatti di rimanere al suo fianco e, nel corso degli anni, gli affidò responsabilità sempre maggiori. La relazione professionale si trasformò così in una profonda amicizia e in un rapporto di fiducia.

«Mi ha insegnato ogni cosa»

Nel ricordare Raffaella, Pelloni Bulzoni ha parlato soprattutto della sua capacità di insegnare e di valorizzare le persone.

Ha raccontato di aver avuto nella Carrà una vera maestra di vita, descrivendo il percorso compiuto accanto a lei come un'esperienza determinante.

La conduttrice, secondo il suo racconto, aveva una particolare attenzione nei confronti dei giovani e amava aiutarli a sviluppare le proprie capacità.

La diagnosi durante il lockdown

La storia dell'adozione è legata a uno dei momenti più delicati della vita di Raffaella Carrà.

Il 22 aprile 2020, durante il lockdown, alla conduttrice venne diagnosticata una grave malattia. Dopo il rientro a Roma dall'Argentario, il 4 maggio arrivò una diagnosi definitiva particolarmente difficile.

Pelloni Bulzoni ha raccontato di essere rimasto profondamente colpito dalla notizia.

«Il testamento»

Uno dei ricordi che più lo ha segnato riguarda proprio quei giorni.

Mentre si trovava in ufficio con Raffaella, la vide sedersi alla scrivania e iniziare a scrivere. Quando le domandò cosa stesse facendo, lei rispose semplicemente: «Il testamento».

Per Pelloni Bulzoni fu un momento di grande impatto emotivo, perché comprese quanto la situazione fosse seria.

Il giorno dopo la proposta di adozione

La proposta arrivò il giorno successivo.

Raffaella Carrà convocò Pelloni Bulzoni e, alla presenza di Sergio Japino, gli comunicò di aver preso una decisione: voleva adottarlo.

La motivazione era legata soprattutto alla fiducia che riponeva in lui. Secondo quanto raccontato dall'uomo, Raffaella riteneva che fosse tra le poche persone a conoscere davvero le sue abitudini, i suoi progetti e le iniziative che aveva portato avanti durante la sua vita.

«Voglio che tu porti avanti i miei progetti»

La richiesta non sarebbe stata motivata soltanto da ragioni affettive.

Carrà voleva che Pelloni Bulzoni potesse portare avanti i progetti e le iniziative ai quali aveva dedicato tanta parte della propria vita.

La decisione assume oggi un significato ancora maggiore alla luce della nascita della Fondazione Raffaella Carrà, pensata proprio per proseguire alcune delle attività sociali e dei progetti cari all'artista.

L'adozione era possibile

L'adozione è stata formalizzata rispettando i requisiti previsti dalla legge.

L'avvocata Barbara Giaquinto, che ha seguito l'iter, ha spiegato che Pelloni Bulzoni aveva perso entrambi i genitori e che Raffaella Carrà non era sposata e non aveva altri figli.

Era inoltre rispettato il requisito relativo alla differenza d'età e, soprattutto, c'era la volontà di entrambe le parti di intraprendere il percorso. Dopo l'adozione, Gian Luca ha assunto il cognome Pelloni, il cognome anagrafico di Raffaella Carrà.

Un rapporto rimasto privato per anni

La scelta di non rendere pubblica immediatamente l'adozione è stata legata anche al carattere estremamente riservato della Carrà.

Pelloni Bulzoni ha spiegato di non essersi esposto prima proprio per rispettare lo stile della donna che gli aveva affidato una parte importante della propria vita.

Raffaella proteggeva con grande attenzione la propria sfera privata e raramente parlava pubblicamente della vita personale.

Dopo la morte di Raffaella

Raffaella Carrà è morta il 5 luglio 2021, a 78 anni.

Dopo la sua scomparsa, Pelloni Bulzoni ha mantenuto a lungo il silenzio. La scelta di parlare pubblicamente è arrivata soltanto in occasione della presentazione della Fondazione che porta il nome dell'artista.

Il suo racconto ha così permesso di conoscere un aspetto rimasto per anni lontano dalla scena pubblica.

Il rapporto con il nipote Matteo

Alla presentazione della Fondazione era presente anche Matteo Pelloni, nipote di Raffaella e figlio del fratello dell'artista.

Matteo ha descritto Gian Luca come un fratello, sottolineando che i due si conoscono da circa trent'anni.

Ha inoltre spiegato di aver scelto di aderire alla Fondazione perché considera Pelloni Bulzoni la persona adatta a portare avanti il progetto voluto dalla zia.

La Fondazione Raffaella Carrà

La Fondazione Raffaella Carrà Ets è nata ufficialmente nel giugno 2026, nel giorno in cui l'artista avrebbe compiuto 83 anni.

L'obiettivo è proseguire iniziative e progetti sociali che avevano caratterizzato l'impegno di Raffaella.

Pelloni Bulzoni ne è ideatore e presidente e considera questo incarico una delle responsabilità più importanti lasciategli dalla donna che lo aveva scelto come figlio.

Un legame nato dal lavoro e diventato famiglia

La storia tra Raffaella Carrà e Gian Luca Pelloni Bulzoni è iniziata quindi sul piano professionale, ma negli anni si è trasformata in qualcosa di completamente diverso.

Da responsabile della sicurezza e collaboratore è diventato una delle persone più vicine all'artista, fino alla decisione di Raffaella di adottarlo.

Una scelta maturata durante uno dei momenti più difficili della sua vita e accompagnata dalla volontà di affidargli una parte della propria eredità ideale.

L'eredità che Raffaella gli ha affidato

Oggi Pelloni Bulzoni ha il compito di custodire e proseguire alcuni dei progetti ai quali Raffaella Carrà teneva maggiormente.

Il suo racconto permette di conoscere una parte della vita privata dell'artista che era rimasta quasi completamente nascosta.

Più che una semplice storia di adozione, emerge il racconto di un rapporto nato dalla fiducia e diventato nel tempo un legame familiare.

Raffaella Carrà aveva scelto di proteggere la propria vita privata fino alla fine. Ora, attraverso le parole del figlio adottivo e la nuova Fondazione, una parte di quella storia comincia finalmente a essere raccontata.