Un legame familiare costruito nel tempo e poi riconosciuto anche dal punto di vista giuridico. Sarah Felberbaum, moglie di Daniele De Rossi, avrebbe adottato Gaia De Rossi, la prima figlia dell’ex calciatore, nata da una precedente relazione.
La vicenda ha attirato l’attenzione anche perché si tratta di un’adozione di una persona maggiorenne, una procedura prevista dall’ordinamento italiano e diversa dall’adozione di un bambino.
Ma cosa comporta concretamente?
;Resize,width=578;)
Chi è Gaia De Rossi
Gaia De Rossi è la figlia che Daniele De Rossi ha avuto prima della relazione con Sarah Felberbaum.
Nel corso degli anni Gaia è cresciuta all’interno della famiglia formata dal padre e dall’attrice, insieme alle sorelle Olivia e Mia, nate dalla relazione tra Felberbaum e De Rossi.
L’eventuale adozione da parte di Sarah rappresenta quindi il riconoscimento giuridico di un rapporto familiare già consolidato nel tempo.
Cosa significa adottare una persona maggiorenne
In Italia esiste una specifica procedura per l’adozione di persone maggiorenni, disciplinata dagli articoli 291 e seguenti del Codice civile.
Non si tratta della stessa forma di adozione prevista per un minore. L’istituto produce infatti effetti giuridici particolari nei rapporti tra adottante e adottato.
Tra gli effetti principali c’è l'acquisizione dei diritti successori nei confronti dell’adottante e l’assunzione degli obblighi propri del rapporto di filiazione.
Il cognome cambia?
L’adozione di un maggiorenne produce anche conseguenze sul cognome.
Secondo le indicazioni dei tribunali, l’adottato aggiunge al proprio il cognome dell’adottante, anteponendolo al proprio secondo le modalità previste dalla legge.
Si tratta quindi di un cambiamento giuridicamente significativo, ma non equivale necessariamente alla cancellazione dei legami con la famiglia di origine.
I rapporti con la famiglia biologica non vengono cancellati
Uno degli aspetti più importanti dell’adozione di un maggiorenne è proprio questo.
L’adozione ordinaria non modifica i diritti e i doveri dell’adottato nei confronti della famiglia di origine. Allo stesso tempo, non crea automaticamente rapporti civili tra l’adottato e tutti i parenti dell’adottante.
Nel caso di Gaia, quindi, l’eventuale adozione da parte di Sarah Felberbaum non cancellerebbe il rapporto giuridico con il padre Daniele De Rossi.
Anche l’eredità cambia
Un effetto particolarmente importante riguarda la successione.
L’adozione di una persona maggiorenne attribuisce all’adottato il diritto di succedere all’adottante nella stessa posizione dei figli, secondo quanto previsto dalla normativa.
Questo significa che l’adozione non ha soltanto un valore affettivo o simbolico, ma produce conseguenze concrete anche sul piano patrimoniale.
Serve il consenso delle persone coinvolte
La procedura richiede il consenso dei soggetti previsti dalla legge.
Il Tribunale di Milano indica, tra gli altri, il consenso dell’adottante e dell’adottando, oltre a quello dei rispettivi coniugi e, nei casi previsti, dei figli dell’adottante e dei genitori dell’adottando.
Il procedimento si svolge davanti al Tribunale ordinario e richiede una valutazione giudiziaria.
Quali requisiti deve avere chi adotta
La legge prevede specifici requisiti per l’adottante.
In linea generale deve aver compiuto 35 anni e deve esserci una differenza di età di almeno 18 anni rispetto alla persona che intende adottare. In presenza di particolari circostanze, alcuni limiti possono essere ridotti secondo le condizioni previste dalla legge e dalla giurisprudenza.
La disciplina è stata modificata nel tempo anche dagli interventi della Corte costituzionale.
Un'adozione diversa da quella di un minore
Quando si parla di adozione, si pensa generalmente a un bambino che entra in una nuova famiglia.
L’adozione di un maggiorenne ha invece una funzione differente.
Può servire a formalizzare un rapporto familiare già esistente, attribuendo all’adottato alcuni diritti e doveri nei confronti dell’adottante, senza cancellare quelli che già esistono verso la famiglia d’origine.
Nel caso di Sarah Felberbaum e Gaia De Rossi
Se confermata nei termini riportati, l’adozione di Gaia da parte di Sarah Felberbaum rappresenterebbe quindi un passaggio importante nel rapporto tra le due.
Gaia è già adulta e l’adozione non avrebbe lo stesso significato giuridico di quella di un bambino.
Avrebbe invece l’effetto di riconoscere formalmente il rapporto con Sarah, con conseguenze sul cognome e sui diritti successori, mantenendo al tempo stesso i rapporti giuridici con la famiglia d’origine.
Una scelta che, oltre all’aspetto burocratico, racconta un legame familiare costruito negli anni e arrivato a un nuovo passaggio formale.