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25 Settembre 2026
11:04

Semafori, arriva la quarta luce bianca: cosa significa e quando potrebbe essere utilizzata

Una quarta luce bianca potrebbe affiancare rosso, giallo e verde nei semafori del futuro. Il progetto nasce per gestire il traffico con le auto autonome.

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Semafori, arriva la quarta luce bianca: cosa significa e quando potrebbe essere utilizzata
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osso, giallo e verde potrebbero non essere gli unici colori dei semafori del futuro.

Un gruppo di ricercatori della North Carolina State University sta studiando un sistema che prevede l’introduzione di una quarta luce bianca, pensata per gli incroci nei quali saranno presenti numerosi veicoli autonomi e connessi.

Non si tratta però di una novità destinata ad arrivare a breve sulle strade italiane. La cosiddetta “white phase” è ancora una soluzione teorica, studiata attraverso simulazioni e legata allo sviluppo della mobilità autonoma.

Perché nasce l’idea del semaforo con luce bianca

Il sistema tradizionale dei semafori è stato progettato per essere seguito da automobilisti umani.

Con la diffusione delle auto autonome, però, potrebbe cambiare il modo in cui i veicoli attraversano gli incroci.

Le automobili dotate di sistemi di guida autonoma possono comunicare tra loro e con le infrastrutture attraverso tecnologie chiamate V2X (vehicle-to-everything).

L’obiettivo della quarta luce sarebbe proprio quello di sfruttare questa comunicazione per rendere più efficiente la gestione del traffico.

Cosa significa la luce bianca del semaforo

La luce bianca avrebbe un funzionamento completamente diverso rispetto ai colori tradizionali.

Si attiverebbe soltanto quando nell’area dell’incrocio fosse presente un numero sufficiente di veicoli autonomi connessi.

In questa situazione, le auto potrebbero coordinarsi tra loro e stabilire in tempo reale quali veicoli possono attraversare l’incrocio.

Il semaforo diventerebbe quindi una sorta di punto di coordinamento tra veicoli e infrastruttura.

Come dovrebbero comportarsi gli automobilisti

La quarta luce non sarebbe pensata soltanto per le auto autonome.

Secondo il modello studiato dai ricercatori, servirebbe anche agli automobilisti tradizionali.

Quando la luce bianca fosse attiva, chi guida dovrebbe seguire il comportamento del veicolo che precede.

Se l’auto davanti attraversa l’incrocio, il conducente dovrebbe seguirla mantenendo la distanza di sicurezza.

Se invece rallenta o si ferma, anche gli altri veicoli dovrebbero comportarsi allo stesso modo.

Quando il numero di auto autonome non fosse sufficiente, il sistema tornerebbe alla normale sequenza con rosso, giallo e verde.

I possibili vantaggi della quarta luce

Le simulazioni realizzate dai ricercatori mostrano risultati interessanti.

Secondo i dati riportati dalla fonte, con una presenza del 10% di veicoli autonomi i tempi di attesa potrebbero ridursi di circa il 3%.

Con una quota del 30% di auto autonome, la diminuzione dei ritardi potrebbe arrivare al 10,7%.

Negli scenari teorici con una presenza molto elevata di veicoli automatizzati, la riduzione dei tempi morti potrebbe raggiungere il 94% rispetto ai sistemi tradizionali.

Meno fermate e ripartenze potrebbero inoltre contribuire a ridurre consumi ed emissioni.

Incroci senza semafori: lo scenario futuro

La luce bianca rappresenta soltanto una delle possibili evoluzioni della mobilità.

Alcune ricerche stanno immaginando anche incroci nei quali il passaggio dei veicoli venga gestito direttamente dai sistemi informatici delle automobili, senza semafori tradizionali.

In questo scenario, le auto comunicherebbero continuamente tra loro per stabilire tempi e traiettorie.

Si tratta però di un livello tecnologico ancora più complesso rispetto alla semplice introduzione di una quarta luce.

I problemi da risolvere prima della diffusione

Portare un sistema simile dalla simulazione alla realtà richiederebbe numerosi cambiamenti.

Un incrocio reale non è composto soltanto da automobili autonome.

Ci sono pedoni, biciclette, motocicli, mezzi di emergenza e veicoli tradizionali che non comunicano con le infrastrutture.

Ogni sistema futuro dovrebbe quindi essere in grado di gestire situazioni imprevedibili e garantire sicurezza anche quando la tecnologia non è disponibile per tutti.

Il tema della sicurezza informatica

Un traffico basato sulla comunicazione continua tra veicoli e infrastrutture apre anche il tema della cybersecurity.

Un sistema nel quale auto e semafori si scambiano informazioni dovrebbe essere protetto da possibili attacchi informatici, errori di comunicazione o guasti.

Sarebbero quindi necessari sistemi di sicurezza capaci di intervenire immediatamente in caso di problemi.

La luce bianca arriverà in Italia?

Al momento non risultano test stradali in Italia con semafori dotati di una quarta luce bianca.

L’attuale normativa italiana disciplina le segnalazioni semaforiche attraverso l’articolo 41 del Codice della Strada.

L’introduzione di un nuovo segnale destinato agli automobilisti richiederebbe quindi anche modifiche normative.

Esistono invece diversi progetti dedicati alla mobilità connessa e cooperativa, con sperimentazioni sulle tecnologie ITS (Intelligent Transport Systems).

Il semaforo del futuro potrebbe cambiare il traffico

La quarta luce bianca non è quindi un nuovo colore pronto a comparire agli incroci.

È un progetto nato per affrontare una possibile trasformazione della mobilità, legata alla crescita dei veicoli autonomi e alla comunicazione tra automobili e infrastrutture.

Prima di vedere un semaforo con quattro luci sulle nostre strade serviranno però sviluppo tecnologico, nuove regole e soprattutto sistemi capaci di garantire sicurezza in ogni situazione.

Il futuro del traffico potrebbe passare anche da una luce diversa, ma il percorso per arrivarci è ancora lungo.